Mirjana Pović: l’astrofisica serba che lotta perché le bambine africane possano diventare scienziate

Nelle zone più povere del continente nero, una bambina ha prima di tutto il dovere di sposarsi e diventare madre. Dovrà occuparsi della casa e della crescita dei figli e non avrà né tempo né soldi per studiare. Non le verrà nemmeno in mente che anche una donna possa diventare una professionista. Il ruolo di Mirjana Pović è proprio questo: essere un esempio.
Giulia Dallagiovanna 13 agosto 2019

Fin da piccola aveva la passione per la ricerca scientifica. A cinque anni voleva sapere da dove provenissero tutte quelle luci che vedeva nel cielo, a 38 studia il funzionamento delle galassie attive. Ma l'astrofisica serba Mirjana Pović ha da sempre anche un altro grande amore: l'Africa.

Nei problemi che affliggono il terzo continente più grande del mondo rivede la sua infanzia e la sua adolescenza in una Jugoslavia in preda alle guerre civili che hanno preceduto la divisione. Conflitti che hanno lasciato segni profondi e hanno fatto precipitare la classe media, alla quale apparteneva anche la famiglia Pović, nella povertà assoluta. Quando si è iscritta alla facoltà di Astrofisica dell'Università di Belgrado, sapeva già che avrebbe dovuto percorrere 40 chilometri al giorno in autostop, perché non poteva permettersi l'abbonamento ai mezzi pubblici.

E forse è questo che le ha permesso di capire di cosa avessero realmente bisogno le ragazze nelle regioni più povere dell'Africa: di un modello da seguire, qualcuna simile a loro che potesse dimostrargli come si raggiungono i propri obiettivi.

"Sopra di noi abbiamo un laboratorio immenso: il cielo"

Già durante gli anni dell'università, Mirjana Pović pianifica il suo avvicinamento al continente nero e si informa sulle attività di volontariato. Viaggia per la Tanzania, il Sudafrica e il Ruanda e insegna ai bambini ospitati negli orfanotrofi e ai ragazzini che crescono nelle baracche alle periferie delle grandi città. Poi decide di alzare il livello e riesce a formare la prima generazione di ricercatori in Astronomia in Uganda e in Etiopia.

Ma quello che voleva fare davvero era spronare le ragazze a non abbandonare gli studi nelle cosiddette STEM, le materie scientifiche e tecnologiche. Nel 2016 diventa docente all'Istituto etiope di Scienza e tecnologia spaziale e decide di fondare il progetto STEM per Girls Education Ethiopia. Obiettivo: mettere in luce le ragazze che conseguivano buoni risultati nei corsi scientifici e incoraggiare le studentesse che lo desideravano a intraprendere questa strada.

Non una semplice da percorrere se vivi nelle zone rurali dell'Africa. Una ragazza ha prima di tutto il dovere di sposarsi e diventare madre e, di sicuro, non potrà contare sull'aiuto del marito per occuparsi della casa e prendersi cura dei figli. Per lo studio rimane ben poco tempo. Inoltre, è un investimento economico difficile da sostenere: già la scuola primaria e le superiori possono rappresentare un peso per le finanze di una famiglia, figuriamoci poi il trasferimento in un'altra città e l'iscrizione a un'università.

Per questa ragione, Mirjana Povic, che fa anche parte del AMIT (Associazione spagnola che riunisce le ricercatrici in campo scientifico e tecnologico), sa che il suo ruolo non è solo quello di trasmettere nozioni. È diventata un esempio, la prova che una donna può portare a termine i propri obiettivi, laurearsi e diventare una professionista. E il pensiero è soprattutto alle bambine, che crescono avendo come uniche figure di riferimento mogli e madri che stanno sempre un passo indietro rispetto ai mariti.

Gli sforzi dell'astrofisica serba sono stati notati dalla rivista scientifica Nature, che le ha consegnato il premio Nature Award per il suo ruolo di "apripista" per le donne africane nella Scienza e nella Tecnologia.

"Fin da quando siamo piccole, siamo abituate a essere super protette, in tutto il mondo. Ci viene sempre mostrato che siamo esseri più fragili e la mancanza di fiducia che gli altri hanno nei nostri confronti può rimanere incisa dentro di noi per sempre".
Mirjana Pović a El Paìs