Morbo di Dupuytren: perché si irrigidiscono palmo e dita della mano

Se noti dei noduli duri alla mano non sottovalutarli ma chiedi un parere al tuo medico: potrebbe trattarsi di Morbo di Dupuytren. Cerchiamo di conoscerlo meglio.
Valentina Danesi 22 Ottobre 2022
* ultima modifica il 23/10/2022

Il Morbo di Dupuytren è una malattia che colpisce le dita della mano, provocandone una curvatura permanente, oltre alla comparsa di diversi noduli sul palmo. Potresti averlo sentito nominare anche come contrattura di Dupuytren. Tieni presente che può riguardare qualsiasi dito di una sola o di entrambe le mani. Vediamo quali possibili cure esistono.

Cos’è

Il morbo di Dupuytren è una patologia che colpisce la mano. Nello specifico provoca un irrigidimento di palmo e dita. Queste ultime subiscono anche una curvatura. Ecco come si sviluppa:

  • all’inizio puoi sentire dei noduli sotto la pelle nella zona del palmo
  • in una seconda fase, invece, si formano corde costituite da collagene che con il tempo evolvono in vere e proprie contratture articolari che impediscono di usare le mani.

Le cause

Ad oggi non si conosce ancora con certezza la causa all'origine del morbo di Dupuytren. Quello che si sa le persone colpite presentavano una forte predisposizione genetica. In più della metà dei soggetti affetti è stato riscontrato un altro caso in famiglia.

I sintomi

Puoi iniziare a dubitare di soffrire del Morbo di Dupuytren se noti o percepisci noduli localizzati nel palmo della mano e un ispessimento della fascia palmare. Quando si formano le corde le dita si flettono e non riescono più a raggiungere l’apertura della mano che si aveva inizialmente. Chi ne soffre di solito non ha dolore ma molto fastidio perché questo problema impedisce l’uso normale delle mani e delle dita.

La diagnosi

Di norma non vengono richiesti esami perché è sufficiente una buona anamnesi e l’osservazione della zona colpita, ma se vengono prescritti gli esami utili sono RX, risonanza magnetica o TAC per escludere quindi altre condizioni patologiche.

La cura

La cura principale e più efficace non è costituita da farmaci, anche se spesso si usano iniezioni di cortisonici, ma dall’intervento chirurgico insieme alla fisioterapia. Questo per cercare di riportare in auge le funzioni della mano, in particolare quella delle dita. Ecco quali tipi d’interventi ci sono:

  • Fasciotomia: in cui il nodulo viene asportato
  • Dermofascectomia: sostituzione della parte “attaccata” dal morbo con un innesto e di solito viene praticato quando siamo in presenza di pazienti molto giovani o recidiva
  • Aponeurectomia: con l’uso di aghi si rompe il cordone che impedisce il movimento ma spesso si riforma.

Negli ultimi anni viene spesso praticata l'iniezione di collagenasi direttamente nel cordone e il giorno dopo, in laboratorio, viene estesa la mano per rompere il cordone. In ogni caso, la fisioterapia è fondamentale qualsiasi tipologia d’intervento si scelga.

Fonte| Gruppo San Donato 

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