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26 Marzo 2021
15:00

Nasica, la scimmia dal naso grosso minacciata dalla deforestazione

Questa specie endemica del Borneo, nel sud-est asiatico, da tempo incuriosisce i biologi per le sue caratteristiche uniche, a partire dal naso molto pronunciato che negli esemplari adulti maschi può arrivare fino a 17 centimetri di lunghezza. C'è un problema: la perdita di habitat sta mettendo sempre più in pericolo la sopravvivenza della nasica.

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Nasica, la scimmia dal naso grosso minacciata dalla deforestazione
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Cyrano de Bergerac non è nessuno a confronto della nasica (nome scientifico Nasalis larvatus). Questa buffa scimmia dal ventre panciuto e dal folto pelo rossiccio, infatti, ha una caratteristica che non passa certo inosservata: un naso molto pronunciato, che può raggiungere anche i 17 centimetri di lunghezza. Magari ti sarà capitato di vederla in qualche documentario naturalistico e il suo aspetto bizzarro e, per certi versi, simile a quello umano non può non suscitare curiosità, oltre a farci sorridere.

Ma a che cosa serve un naso così grosso? La sua esatta funzione non è ancora del tutto chiara. Quello che sappiamo per certo è che l'appendice nasale pendula è molto più marcata negli esemplari maschi che nelle femmine, che mantengono un naso di dimensioni più piccole e all'insù. Inoltre, il nasone viene usato dalla nasica come cassa di risonanza per urlare e spaventare così i suoi aggressori.

Nonostante la sua mole non proprio esile, questa scimmia si muove agilmente tra i rami delle foreste tropicali del Borneo, isola nel sud-asiatico celebre per la sua straordinaria biodiversità. In particolare, l'habitat privilegiato dalle nasiche è rappresentato dalle foreste di mangrovie vicino ai corsi d'acqua.

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Tutto molto bello, penserai. Però… Sì, c'è un però. La nasica è considerata a rischio estinzione. La popolazione si è ridotta a poche migliaia, tant'è che l'Iucn (ovvero l'Unione internazionale per la conservazione della natura) ha inserito la specie nella categoria EN, che sta per Endangered, ossia "in pericolo". Tanto per cambiare, la principale minaccia alla sopravvivenza della nasica è l'uomo: la deforestazione portata avanti per fare spazio alle piantagioni di palme da olio, da una parte, e la distruzione delle mangrovie per fare spazio agli allevamenti di gamberetti, dall'altra, stanno portando a una drammatica riduzione degli spazi naturali in cui vive la nasica. Sarebbe davvero una perdita incalcolabile per questi ecosistemi così delicati la scomparsa di una scimmia unica nel suo genere.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.