Nissan Re-Leaf, l’auto 100% elettrica pensata per intervenire sui luoghi dei disastri

La casa automobilistica giapponese ha presentato un nuovo concept, basato sulla vettura elettrica più venduta di Nissan (ossia la Leaf), in grado di fornire elettricità a chi è impegnato nei soccorsi in caso di calamità naturali. Grazie alla sua batteria, l’auto consente infatti di alimentare più dispositivi contemporaneamente da 110-230 Volt ed è progettata per viaggiare su strade ostruite da macerie e detriti.
Federico Turrisi 30 settembre 2020

Se ci pensi bene, può capitare che in una zona colpita da un terremoto, da un'alluvione o da un vasto incendio i soccorritori si ritrovino senza energia elettrica, oltre ad avere magari difficoltà nel raggiungere i luoghi interessati a causa delle strade accidentate. Ecco allora che Nissan ha voluto lanciare il suo primo prototipo di veicolo di primo soccorso completamente elettrico. Si chiama Re-Leaf (notare il gioco di parole con la parola inglese relief, che significa sollievo) ed è concepito sia per percorrere strade ostruite da macerie e detriti sia per fornire elettricità in caso di disastri ambientali.

Il nuovo concept ricalca in larga parte le caratteristiche della Nissan Leaf, l'auto full electric più venduta del produttore giapponese, ma presenta anche delle interessanti novità. La Re-Leaf infatti è dotata di prese di corrente resistenti alle intemperie, montate direttamente sulla carrozzeria esterna, che consentono di alimentare, attraverso la sua batteria agli ioni di litio da 62 kWh, dispositivi da 110-230 Volt come apparecchiature mediche, di comunicazione, di illuminazione e di supporto vitale (respiratori per terapia intensiva, per esempio). E può farlo con più dispositivi contemporaneamente. Non è un caso che sia sprovvista di sedili posteriori, per garantire più spazio per le attrezzature essenziali.

Nissan Re-Leaf utilizza la tecnologia di ricarica bidirezionale della Leaf che è in grado, da un lato, di assorbire energia per ricaricare la batteria di bordo ad alta capacità, dall'altro, di reimmetterla nella rete con il sistema V2G (Vehicle-to-Grid), alimentando abitazioni ed edifici con V2H/V2B (Vehicle-to-Home/Vehicle-to-Building) oppure ricaricando i dispositivi elettronici collegati sfruttando la tecnologia V2X (Vehicle-to-everything). Insomma, l'auto elettrica si trasformerrebe in una sorta di grande "power bank" portatile, una soluzione ideale per fornire una ricarica di emergenza a zero emissioni.