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Osteoporosi: la malattia delle ossa che puoi iniziare a prevenire fin da giovane con uno stile di vita sano

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro che solitamente resta asintomatica fino a un’età avanzata, quando la riduzione della massa ossea può cominciare a causare fratture improvvise. Oltre all’invecchiamento, anche il genere è un fattore di rischio, dato che le donne hanno un rischio maggiore di svilupparla, specialmente dopo la menopausa. La buona notizia, però, è che puoi iniziare a prevenire l’osteoporosi fin da giovane: vediamo come.
Alessandro Bai • 24 Marzo 2021
* ultima modifica il 25/04/2021

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro che provoca una riduzione della massa ossea e un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, esponendolo così a un rischio maggiore di fratture ossee improvvise. Le parti del corpo colpite da queste fratture sono la colonna vertebrale, il polso o il femore ma questi traumi possono interessare anche le vertebre dorso-lombari, l'estremo distale del radio, l'omero prossimale, la tibia, i metatarsi.

In Italia l’osteoporosi colpisce circa 5 milioni di persone e l'80% di queste sono donne che hanno superato la menopausa. Una delle complicanze più frequenti è la rottura del femore: sono circa 100mila ogni anno i ricoveri per questo problema.

Di solito, l'osteoporosi colpisce soprattutto le persone che hanno già superato i 50 anni di età. Ci sono però dei casi, piuttosto rari, nei quali può insorgere già intorno ai 20 anni, cioè quando le tue ossa entrano nella fase di consolidamento. La massa ossea presente non è sufficiente e non si compattano gli osteoni, cioè i componenti del tessuto osseo.

Sintomi dell’osteoporosi

Le prime fasi dell’osteoporosi non causano sintomi e quindi non è possibile effettuare una diagnosi precoce. Con l’avanzare della malattia, potresti avere segni e sintomi che includono:

  • dolori alla schiena
  • variazioni nella postura
  • gambe pesanti e doloranti
  • reumatismi
  • calcoli renali
  • trombocitosi

Se per esempio è la colonna vertebrale a essere stata coinvolta, potrebbe accentuarsi la cifosi dorsale. Le fratture vertebrali da compressione possono causare un dolore improvviso alla schiena e la cifosi con conseguente riduzione della statura.

Le cause dell’osteoporosi

Le tue ossa sono fatte di tessuto vivo che si rimodella continuamente. L'interno dell'osso sano sembra una spugna ed è definito osso trabecolare, avvolto da un guscio esterno di osso denso chiamata corticale ossea.

Se vieni colpito dall'osteoporosi, i buchi nel tessuto spugnoso dell’osso diventano più grandi e numerosi fino a indebolirne l’interno.

Le tue ossa si rinnovano di continuo fino ai 20 anni e, tra i 20 e i 30 anni, raggiungi il picco di massa ossea, cioè di quantità massima di minerali accumulati nell’osso. Da questo momento, la tua massa ossea inizierà a riformarsi più lentamente. Fino all’età di 30 anni, normalmente costruisci più ossa di quante ne perdi. Dopo i 35 anni, il riassorbimento osseo, cioè la disgregazione, si verifica più velocemente della deposizione ossea, causando, quindi, una graduale perdita di massa ossea. Se hai l’osteoporosi, questo processo si velocizza.

Vi sono, quindi, due forme possibili di osteoporosi: una primaria, causata dal deterioramento della massa ossea, di solito per ragioni legate all'invecchiamento, e una secondaria, provocata da un'altra patologia di tipo endocrino, gastrointestinale, del sangue oppure da alcuni tipi di farmaci, come il cortisone, che presentano questo effetto collaterale.

L’osteoporosi primaria o “primitiva” è quella più frequente e colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa, cioè quando vengono meno gli ormoni protettivi, in particolare gli estrogeni. Questi favoriscono infatti l'assorbimento del calcio da parte delle ossa che, di conseguenza si rafforzano. Una volta finito il periodo fertile, però, le ovaie smettono di produrli e la poca quantità che rimane in circolo non è sufficiente a garantire questa funzione.

Fattori di rischio dell’osteoporosi

Ci sono molti fattori di rischio che aumentano le tue possibilità di sviluppare l'osteoporosi, due dei più significativi sono il genere e l'età.

Età 

Il fattore di rischio dell’osteoporosi più forte è l’età. Dopo i 35 anni, se sei una donna, e dopo i 40 anni, se sei un uomo, le tue ossa cominceranno a disgregarsi più velocemente e a riformarsi più lentamente. Di solito perdi tra l'1% e il 3% di calcio all'anno.

Genere

Le donne hanno più probabilità di sviluppare l’osteoporosi rispetto agli uomini. Se sei una donna, dovrai iniziare a preoccuparti per le tue ossa quando il tuo ciclo mestruale si bloccherà, perché avrai perso una quantità eccessiva di massa grassa, che contribuisce a produrre estrogeni. Anche la comparsa ritardata del primo ciclo mestruale (menarca) o la menopausa precoce potrebbero essere segnali ai quali prestare attenzione.

Familiarità

La presenza di famigliari con l’osteoporosi aumenta il rischio che tu possa sviluppare l’osteoporosi.

Altri fattori di rischio

Gli altri fattori di rischio per l’osteoporosi sono l’assunzione di alcuni farmaci, come quelli a base di cortisone e quelli per contrastare l'epilessia, uno stile di vita troppo sedentario e l'abuso di alcol e fumo.

La diagnosi di osteoporosi

La diagnosi di osteoporosi parte naturalmente dai sintomi che tu stesso racconterai al medico, ma sono necessari anche una serie di esami strumentali per valutare la densità ossea.

L'indice utilizzato è quello previsto dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il cosiddetto T-score. A partire dallo standard fissato, lo specialista calcolerà a quale numero di deviazioni standard ti fermi, tenendo conto anche della tua età. Se la riduzione della tua massa non è severa, allora si tratterà semplicemente di osteopenia. Quando invece peggiora si arriva a una vera e propria forma patologica.

I valori normali sono quelli di un giovane adulto di circa 35 anni con un solo punto di deviazione standard. L'esame strumentale più affidabile per misurarli è la densitometria ossea o mineralometria ossea computerizzata (MOC). Vengono semplicemente utilizzati i raggi X per determinare la massa ossea e misurare la quantità e la densità minerale nelle vertebre lombari e nella zona prossimale del femore, le parti del corpo a maggior rischio di frattura. Verrai fatto sdraiare sul lettino e l'apparecchiatura effettuerà una sorta di scansione con un fascio di raggi X. I dati saranno poi inviati al computer che, in base a specifici algoritmi matematici, elaborerà i risultati dell'esame.

Una radiografia più classica, invece, potrebbe servire come prima forma di accertamento, per capire se vi sia una frattura che possa essere segnale di osteoporosi e se sia aumentata la trasparenza delle trabecole ossee, una parte del tessuto osseo formata da lamelle, fibre di collagene e cellule ossee.

Osteoporosi: quando preoccuparsi

Dovrai preoccuparti di soffrire di osteoporosi soprattutto in presenza di alcuni dei fattori di rischio elencati in precedenza. Presta attenzione poi a eventuali dolori diffusi o all'aumento della frequenza con la quale ti procuri una frattura. In quel caso, parlane sempre con il tuo medico che saprà consigliarti lo specialista adatto o prescriverti gli esami necessari.

Per quanto riguarda i valori emersi dalla MOC invece, di solito si considera patologica una densità ossea che risulta inferiore allo standard di 2,5 punti.

Osteoporosi: prevenzione e cura

L’osteoporosi si può prevenire sin dalla giovane età massimizzando il picco di massa ossea. Cerca di avere una dieta ricca di calcio ed evita invece i cibi che contengono troppo sodio, che per essere digerito consuma invece proprio quel sale minerale di cui le tue ossa hanno così bisogno. Mantieni poi il tuo peso stabile. Evitare chili di troppo che provochino sovrappeso e obesità è corretto, ma anche l'eccessiva magrezza non è indice di salute. In particolare, le diete che ti portano a perdere molta massa grassa in pochissimo tempo rischiano di indebolire ossa e anche apparato cardiovascolare.

La vitamina D favorisce il potenziamento del tuo scheletro sia aiutando il tuo corpo ad assorbire il calcio ma anche supportando i muscoli. I ragazzi hanno bisogno di vitamina D per costruire ossa forti e gli adulti hanno bisogno di assumerla per mantenere le loro ossa in salute.

Se la malattia si è già manifestata, è sicuramente necessaria una terapia con bisfosfonati, farmaci che impediscono al corpo di riassorbire il tessuto osseo. Per ridurre, invece, il rischio di fratture, si può svolgere una moderata attività fisica ed eliminare fumo e alcol.

Per ottimizzare, infine, l’apporto di calcio, di proteine e di vitamina K, mangia latticini, verdure a foglia larga, frutta secca, frutta fresca e legumi. Limita le bevande gassate, i salumi e i prodotti pieni di conservanti.

Fonti| Medical News Today; Ministero della Salute

(Scritto da Giulia Dallagiovanna il 23-7-2019
Modificato da Alessandro Bai il 24-3-2020)

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