Ovidio Marras, il pastore sardo che si è opposto e ha bloccato la costruzione di un resort di lusso

Una grande determinazione nel voler salvaguardare la sua terra. Ovidio Marras, oggi 92 anni, è un pastore sardo che non si è fatto intimorire da chi voleva costruire sulla sua terra. E la battaglia l’ha vinta lui.
Gaia Cortese 7 Agosto 2022

Come Davide con il gigante Golia. Un agricoltore sardo che si schiera contro gruppi edilizi del calibro dei Caltagirone, Mercegaglia, Toti e Benetton, ed è una storia del tutto vera con un epilogo difficile da aspettarsi.

Questo agricoltore sardo si chiama Ovidio Marras e ha da poco compiuto 92 anni. La sua impresa, che risale a diversi anni fa, merita di essere raccontata ancora una volta perché se non fosse stato per lui, si sarebbe verificato un altro caso di speculazione edilizia.

Nel 2016 Ovidio Marras si è opposto alla costruzione di un resort di lusso nei pressi della spiaggia di Tuerredda, a pochi chilometri a ovest di Capo Spartivento, nel sud della Sardegna. Tre gradi di giudizio prima di arrivare alla Cassazione e vincere definitivamente, lasciando gli avvocati assunti dai vari colossi edilizi con un pugno di mosche in mano.

Come riportato dalla testata Solovela, soddisfatto dell’esito di una battaglia legale che non lasciava presagire nulla di buono, Marras ha dichiarato: “Volevano circondarmi di case, volevano intrappolarmi nel cemento, forse speravano che me ne andassi. Adesso però saranno costretti a buttar giù tutto. Non era accettabile che noi dovessimo andar via da qui, da casa nostra, per far posto ai ricchi. Questo posto è di tutti e io lo dovevo difendere.”

Non solo la spiaggia di Tuerredda è rimasta inviolata, ma anche quello che era stato costruito in precedenza e in prossimità della spiaggia, è stato abbattuto per diretta disposizione della Cassazione.

Ovidio Marras ha salvato Capo Malfatano con la sua determinazione, motivato dall'amore e dall'attaccamento alla sua terra di origine. Ci vorrebbero molti uomini come lui per fermare la costruzione indiscriminata di edifici e strutture in grado solo di alterare gli equilibri del paesaggio e degli ecosistemi naturali.