Perché gli uomini si ammalano di tumore più delle donne? Per la scienza dipende dalle peculiarità biologiche di ciascun sesso

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha osservato che a parità di comportamenti sociali e abitudini alimentari, considerati tra i maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di un tumore, gli uomini hanno comunque più probabilità di incorrere in un cancro. Il motivo risiederebbe nelle peculiarità biologiche intrinseche di ogni genere.
Kevin Ben Alì Zinati 17 Agosto 2022
* ultima modifica il 17/08/2022

Il fumo, l’uso prolungato di alcol, una dieta squilibrata e uno stile di vita poco sano. Di certo contribuiscono. Da soli però non bastano per rispondere al perché i tumori colpiscono più gli uomini che le donne.

La diversa incidenza delle neoplasie è cristallizzata anche nei numeri relativi al 2021 raccolti da Airc, secondo cui ogni giorno, in Italia, vengono scoperti oltre mille nuovi casi di tumore, circa 377mila all’anno di cui 195mila negli uomini e 182mila nelle donne.

Una differenza importante che, secondo la scienza, non può dipendere solo dalle differenze comportamentali. Ci dev’essere una causa più profonda.

Un nuovo studio del National Cancer Institute di Washington appena pubblicato sulla rivista Cancer avrebbe individuato la ragione dietro questo tasso di insorgenza di neoplasie più elevato nei maschi nelle peculiarità biologiche dei due sessi.

Il risultato è il frutto di una valutazione sulle differenze nel rischio di tumore per ciascuno dei 21 siti di cancro effettuate su 171.274 maschi e 122.826 femmine, di età compresa tra 50 e 71 anni, arruolati nell’ambito di uno studio del National Institutes of Health statunitense condotto dal 1995 al 2011.

In questo periodo di tempo sono stati diagnosticati 17.951 nuovi tumori negli uomini e “solo” 8.742 nelle donne. Il gruppo dei “maschi” aveva fatto registrare poi un rischio maggiore di incorrere nel tumore dell’esofago, della laringe e della vescica.

Il rischio di sviluppare uno di questi tumori, però, era più alto negli uomini da 1,3 a 10,8 volte rispetto alle donne, fatta eccezione per i tumori della tiroide e della cistifellea, più comuni nel sesso femminile.

A parità di abitudini alimentari e comportamenti sociali, la probabilità di incorrere in un cancro era comunque più alta negli uomini.

Secondo i ricercatori statunitensi, sarebbero le differenze biologiche tra i generi a svolgere un ruolo chiave. “I soli fattori ambientali e comportamentali non sono sufficienti a spiegare le differenze nei tassi di insorgenza di cancro – ha spiegato Sarah S. Jackson, PhD del National Cancer Institute e prima autrice dello studio – Ciò implica che esistono differenze biologiche intrinseche che possono influenzare la suscettibilità ai tumori”.

L'inclusione strategica del sesso come variabile biologica, hanno concluso i ricercatori, dovrebbe essere inserita come criterio per l’analisi delle previsione del rischio e prevenzione primaria del cancro, nelle attività di screening e prevenzione così come nel trattamento.

Fonte | "Sex disparities in the incidence of 21 cancer types: quantification of the contribution of risk factors" pubblicato sulla rivista Cancer 

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