Percorrere tutta l’Italia a piedi facendo conoscere la sclerosi tuberosa: ecco la storia di Elio

Ex atleta e alpinista, Elio Brusamento a 68 anni sta compiendo il giro della Penisola a piedi e per Ohga racconta come si sposta, quali luoghi lo hanno più colpito e il perchè di questa lunga avventura. Il viaggio è iniziato il 25 aprile 2019 e durante il suo cammino Elio si impegna a sensibilizzare le persone su una malattia genetica rara come la sclerosi tuberosa.
Emanuele La Veglia 1 Febbraio 2021

Immagina di camminare a piedi per centinaia di chilometri, e di farlo per una buona causa. Ti sembra una prospettiva un po' impegnativa? In realtà si tratta di una scelta sostenibile, perchè significa prendere meno treni o aerei e usare di meno l'automobile. Pensa che c'è una persona che proprio in questo momento sta girando l'Italia a piedi, portando un messaggio importante. Si chiama Elio Brusamento e sta facendo conoscere, tra mari e monti, una brutta malattia: la sclerosi tuberosa. Ma andiamo con ordine.

Elio ha 68 anni ed è nato in un piccolo comune del Trentino, Mezzocorona. Le montagne hanno segnato il suo destino anche se, quando aveva 5 anni, la sua famiglia si è trasferita in città a Padova. Si definisce un "montanaro" ed ha fatto parte degli Alpini, le truppe da montagna dell'esercito italiano. Devi sapere che a questa sua vocazione ha aggiunto una passione per la corsa e, da ex maratoneta, ha avuto un'idea: viaggiare su e giù per l'Italia ininterrottamente puntando solamente sulle proprie gambe.

Con il suo inseparabile zaino rosso sulle spalle, ha scelto come punto di partenza il confine più estremo dell'Italia sul lato nord-est, ovvero il paesino di Muggia, in provincia di Trieste. "Ho con me 48 mappe con altrettanti itinerari, non sto seguendo una linea retta – mi spiega al telefono – il bello del mio viaggio è poter andare a zig zag, visitando borghi incantevoli e tanti luoghi che non conoscevo. Finora ho percorso 6500 chilometri".

Partito il 25 aprile del 2019, quasi due anni fa, inizialmente ha visitato le regioni del Nord e del Centro, per poi dirigersi verso il Sud Italia. Il progetto è iniziato da quando è andato in pensione e, nel pensare agli itinerari, ha incluso un nobile scopo alla sua avventura. Come ti accennavo prima, Elio in questi mesi sta facendo conoscere i pericoli della sclerosi tuberosa, una malattia genetica rara, che porta tumori benigni in diversi organi e può causare epilessia e disabilità cognitive. "Ho preso un impegno difficile ma che porto avanti con tutto me stesso. Vedere persone e soprattutto bambini – ricorda – soffrire per questa malattia mi ha spinto a darmi da fare su questo fronte".

Così Elio si fa portavoce dell'Associazione Sclerosi Tuberosa, che opera in Italia da più di 20 anni. Se torna con la mente a tutti i posti visti finora non riesce a scegliere il più bello. Quando l'ho chiamato era appena arrivato a Gallipoli, in Puglia. "Ho visto tanti luoghi incantevoli, nel Lazio, in Sicilia e non solo. Sono stato in borghi molto particolari come Castagneto Carducci, che si chiama così in onore del celebre poeta che vi abitò da bambino. In Calabria invece ho percorso tutta la strada Jonica, costeggiando il mare". 

L'arrivo è previsto a Udine nei prossimi mesi e, una volta tornato, scriverà un libro sulla sua impresa e sulla sensibilizzazione della sclerosi. Ha già in mente il titolo: "Terre di confine". Un'esperienza in solitudine ma non solo. "A un certo punto del mio viaggio – conclude – ho fatto 10 chilometri insieme a una signora incontrata per caso. A turno portavamo in braccio suo figlio che aveva poco più di un anno. Eravamo praticamente sconosciuti, ma si è creata tanta fiducia reciproca e questo incontro mi ha colpito molto".

Foto di Elio Brusamento