“Perfezionare la tecnica ogni giorno e non smettere mai di sognare”, così Valentina Toro è diventata un’illustratrice di fama internazionale

Un animale, un bambino, un mostro. Nella testa di Valentina Toro qualsiasi immagine può trasformarsi in un bellissimo racconto illustrato per bambini, una storia di fantasia che rapisce per la sensibilità e la passione con cui viene raccontata attraverso testi e immagini.
Gaia Cortese 30 Aprile 2022

Non solo personaggi nati da una fervida fantasia, ma anche i colori, le ombre e i dettagli còratissimi, fanno delle illustrazioni di Valentina Toro delle vere e proprie opere d'arte.

Nata a Medellin, in Colombia, Valentina Toro è la figlia di un bravissimo illustratore che, non a caso, le ha fatto anche da insegnante. Lei è cresciuta osservandolo disegnare meravigliosi animali e personaggi, e questo è stato il motivo che l'ha portata a diventare un'illustratrice di fama internazionale.

Nonostante una malformazione degli arti superiori, Valentina non ha mai perso di vista il suo obiettivo, ossia dare vita a racconti sia scritti che illustrati. Per questo motivo ha studiato graphic design per poi conseguire anche una laurea in Scrittura Creativa.

Nel 2013 Valentina toro ha iniziato a pubblicare i suoi libri e da allora non ha mai smesso di creare storie per bambini illustrate in modo strabiliante. Oggi Valentina è un'artista molto stimata, seguita un'agenzia di illustrazione internazionale, Advocate Art,  che rappresenta i principali artisti che realizzano libri e opere per bambini. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla e di confermare quanto la sua passione per l'illustrazione non abbia tenuto conto di alcun limite pur di potersi esprimere.

Quando hai capito illustrare libri sarebbe stata la tua strada?

Fin da piccola mi piaceva inventare storie e provare a trasformarle in libri. Usavo i fogli della stampante, li piegavo a metà e il mio gioco era quello di scrivere racconti e illustrarli. Crescendo ho scoperto che questo amore per i libri era ancora latente ed è allora che ho deciso di concentrare il mio tempo e le mie energie nel perseguire il sogno di essere una scrittrice e un'illustratrice.

Quando hai fatto la prima illustrazione?

Ho realizzato illustrazioni da quando ho memoria per ricordarmene. Ho passato tutta la vita con una matita e un taccuino, a scuola, con i miei amici, alle riunioni di famiglia, in un bar… Pensavo sempre a progetti personali, inventavo personaggi, catturavo storie con i disegni. La mia prima illustrazione per un libro è stata quando ero una studentessa universitaria e, come progetto finale per una materia, ho realizzato una storia illustrata che era una specie di auto-fiction, un mondo fantastico con personaggi ispirati alla mia infanzia. Questo progetto è diventato il mio primo libro pubblicato ("Las peripecias de Violeta". 2013).

Come nascono i personaggi dei tuoi libri?

Quasi sempre li vedo prima di disegnarli. Vale a dire che nella mia testa si forma un’immagine che per qualche ragione cattura la mia attenzione. Può essere un animale, un bambino, un mostro, non importa. Ciò che conta è la sensazione che mi pervade quando chiudo gli occhi e vedo quell'immagine. Se sento che vuole dirmi qualcosa, che dietro c'è una storia, mi impegno a disegnarla tante volte, quasi come si trattasse di una meditazione, e mentre la disegno emergono le idee che poi daranno forma alla sua storia.

Ti senti particolarmente affezionato a uno di loro?

Ci sono due personaggi che apprezzo molto. Una è Violeta, perché è stata il mio primo personaggio, il mio primo libro, e quella che mi ha legato a tanti lettori. Il secondo è il mostro del romanzo "Mi monstruo i yo", perché è un personaggio che sto scoprendo ancora oggi e perché mi ha insegnato a pensare molto più in là di quanto pensassi di essere in grado di fare.

Perché le illustrazioni sono così importanti per i bambini? Ed è importante che non manchino in un libro…

Inizialmente  le illustrazioni sono punti di riferimento tra la lingua scritta e il bambino. Ciò significa che un bambino potrebbe non sapere come leggere la parola "rosso", ma se un'illustrazione gli mostra il colore rosso, allora il bambino capirà che questo insieme di quattro lettere porta con sé il significato di quel colore che sta vedendo.

Successivamente, le illustrazioni passano dall'essere quel punto di riferimento a diventare punti di empatia con il testo. L'immagine è sensoriale, ci permette di provare emozioni, ma anche di apprezzare la trama di un racconto, e di coglierne ogni aspetto, inclusa la musicalità. L'illustrazione è in grado di valorizzare ed elevare l'esperienza di lettura e, nel caso dei bambini, può fare la differenza nell'entrare o meno in relazione con la storia.

Non hai paura che all’improvviso possa mancarti l’ispirazione?

Credo che l'ispirazione si formi anche nel tempo, semplicemente allenandola. Devi esercitarla ogni giorno, alimentarla con libri, esperienze, conversazioni. Devi mantenerla sveglia e consapevole. Chi dipende solo dall'ispirazione che appare di per sé, in maniera libera, rischia di esserne schiavo.

Da cosa prendi la tua ispirazione nella vita quotidiana?

Mi piace molto osservare, stare a lungo in silenzio e dedicare il tempo a guardare e ascoltare ciò che accade fuori. Dal movimento delle nuvole all'interazione di due cani in un parco, tutto fa parte di un immenso mare di ​ispirazione. Mi piace soprattutto guardare gli animali perché credo che in loro abbiamo una fonte inesauribile di storie. Mi piace essere come quegli scienziati che passano giorni e notti con l'acqua fino al collo pur di studiare il comportamento delle anatre senza farsi vedere e documentando ogni loro movimento su un quaderno. Mi piace anche parlare con altre persone e poi leggere, che altro non è che un modo di conversare, ma in silenzio.

Cosa reputi sia stato indispensabile nel tuo percorso per arrivare dove sei arrivata come illustratrice?

Mi piace credere di aver trovato la mia forma di disciplina e grazie ad essa sono rimasta a galla anche quando pensavo che il mio lavoro non valesse la pena. Rispettare la routine, perfezionare la tecnica ogni giorno e non smettere mai di sognare.

Che consiglio daresti a chi ha un sogno nel cassetto?

Che i sogni diventano realtà se lavori per loro ogni giorno, perché sono come piante che devono essere annaffiate quotidianamente per poter fiorire.

Hai progetti per il futuro?

Per ora il mio piano è continuare a inseguire storie e trasformarle in libri. Spero che ce ne siano ancora molte da scoprire.