Povertà sanitaria, un’altra piaga globale di cui si parla troppo poco: 600mila persone non possono permettersi i farmaci

Nell’ultimo anno, a causa della pandemia, sono aumentati i tassi di povertà. E sono numerosissime le persone in Italia che non possono permettersi l’acquisto dei farmaci di cui hanno bisogno.
Valentina Rorato 31 Dicembre 2021
* ultima modifica il 10/01/2022

La salute è il bene più importante. E non c’è ricchezza, non c’è benessere se ovviamente non ci si può curare. Non è, però, scontato ricordare che i soldi possono in realtà regalarti un po’ di salute o perlomeno l'accesso alle terapie, soprattutto quando i dati del 9° Rapporto Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci realizzato con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico) dimostrano che ci sono circa 600mila persone che non possono acquistare i medicinali di cui hanno bisogno.

Se 600mila persone sembrano tante (e lo sono), sembrano ancora più numerose perché questo rapporto dimostra che nel 2021 c’è stato un incremento del 37,63% di persone in povertà sanitaria. Come mai? La causa pare essere la pandemia da Covid-19 che ha arrecato gravi danni alla salute e al reddito di milioni di residenti.

"Nonostante il forte universalismo del Servizio Sanitario Nazionale, il 42,2% della spesa farmaceutica è a carico delle famiglie, che nel 2020 (ultimi dati disponibili) hanno speso 8,7 miliardi di euro su un totale di 20,5 miliardi. Chi è povero ha in media un budget sanitario pari a 10,25 euro, meno di 1/5 (17%) della spesa sanitaria di chi non è povero (60,96 euro mensili). Per le famiglie povere, inoltre, ben il 62% della spesa sanitaria (6,37 euro) è assorbita dai farmaci e solo il 7% (0,75 euro) è dedicata ai servizi dentistici. Le famiglie non povere, invece, destinano il 43% del proprio budget sanitario mensile (25,94 euro) all'acquisto di medicinali e il 21% ai servizi dentistici (12,6 euro)", rileva il report.

Purtroppo, questi dati ci dicono anche molto altro. Le difficoltà riguardano tutti i residenti, poveri e non poveri: nel 2020 il 15,7% delle famiglie italiane (4 milioni 83 mila famiglie, pari a 9 milioni 358 mila persone) ha risparmiato sulle cure, limitando il numero delle visite e degli accertamenti o facendo ricorso a centri diagnostici e terapeutici più economici. Hanno seguito una di queste strategie 33 famiglie povere su 100 e 14 famiglie non povere su 100.

Dove è aumentata la povertà?

L’aumento della povertà assoluta (sia familiare che individuale) è stato più pronunciato nelle regioni del Nord, maggiormente colpite dalla diffusione dei contagi e dal blocco delle attività economiche legate al mercato. Proprio qui l’incidenza della povertà assoluta delle famiglie (7,6%) e delle persone (9,3%) ha sfiorato per la prima volta i valori medi nazionali (7,7% e 9,4%).

Si contano 5 milioni 602 mila individui caduti in povertà assoluta che risiedono per il 45,6% nel Nord (2 milioni 554 mila unità), mentre il 40,3% nel Sud e nelle Isole (2 milioni 259 mila unità), il restante 14,1% vive al Centro (794 mila unità). Le regioni con più residenti in povertà assoluta sono la Lombardia (992 mila), la Campania (859 mila), la Sicilia (517 mila), il Veneto (440 mila), il Piemonte (405 mila). La classica distinzione Nord, Centro, Mezzogiorno risulta dunque meno compatta di quanto si è soliti immaginare.

Il presidente di Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, Sergio Daniotti, ha dichiarato: “Il nostro Rapporto rappresenta non tanto e non solo un’analisi sociologica e statistica della povertà, quanto uno strumento per consentire a Banco Farmaceutico di poter fare meglio il proprio lavoro (raccogliere farmaci per gli indigenti) e per smuovere idee e coscienze, fornendo al dibattito alcuni suggerimenti in termini di politiche pubbliche. Crediamo in particolare che, sia nell’ambito del Pnrr, sia in quello delle strategie sanitarie generali, occorra valorizzare adeguatamente il ruolo sussidiario del Terzo settore".

Banco Farmaceutico

Nel corso del 2021 gli enti convenzionati con Banco Farmaceutico hanno erogato aiuti sanitari a quasi 600 mila indigenti composti per il 57,3% da cittadini italiani e per il 42,7% da cittadini stranieri con una inversione di tendenza rispetto al 2019. Gli assistiti stranieri superano però gli assistiti italiani nelle regioni del Nord con 57 casi su 100.

Il totale degli assistiti è distribuito per il 53% nel Nord, il 29% nel Centro, il 18% nel Sud e Isole. Il 58% degli assistiti risiede in tre regioni: Toscana (23,4%), Lombardia (22,9%) e Veneto (11,5%). Il 67% degli assistiti è concentrato nei centri città metropolitane del Centro (23%) e del Nord (23%) e nei comuni con oltre 50.000 abitanti del Nord (21%).

Banco Farmaceutico presta aiuto mediamente all’11% delle persone povere, con tassi di copertura più elevati in Toscana (63%), seguiti a distanza da Trentino-Alto Adige (17%), Veneto (16%) e Lombardia (14%). Nelle Nove Italie il tasso di copertura è molto elevato nei centro delle città metropolitane del Centro e del Nord assumendo il rango di un intervento di sistema. Il tasso di copertura dei poveri raggiunto nel corso dell’anno è decisamente significativo perché indica la ripresa della capacità operativa di molti enti caritativi dopo le difficoltà incontrate durante la pandemia.

Fonte | 9° Rapporto Donare per curare

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