Primo multitrapianto di 4 organi in Europa: lo racconta in un’intervista il professor Romagnoli

Probabilmente ne avrai già sentito parlare: all’ospedale Le Molinette di Torino è stato effettuato un trapianto di 4 organi, in successione, in un solo paziente. Era la prima volta in Europa e solo la seconda al mondo. Il professor Romagnoli, che ha guidato una delle due equipe chirurgiche, ci spiega meglio cosa è accaduto.
Giulia Dallagiovanna 17 ottobre 2019
* ultima modifica il 17/10/2019
Intervista al Dott. Renato Romagnoli Direttore di Chirurgia Generale 2 U del Centro Trapianto di Fegato, presso l'Azienda ospedaliero-universitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino e professore associato di Chirurgia generale all'Università degli studi di Torino

Quattro organi impiantati uno dopo l'altro nello stesso paziente. È la prima volta che un intervento di questo tipo viene realizzato in Europa, e solamente la seconda volta nel mondo. Avrai probabilmente già sentito di quello che sono stati in grado di fare all'ospedale Le Molinette di Torino, nei confronti di un uomo di 47 anni affetto da fibrosi cistica e tenuto in vita grazie alla ventilazione meccanica. A distanza di una settimana, si può dire che l'operazione sia stata un successo: "Il paziente respira da solo – ha confermato a Ohga il professor Renato Romagnoli, direttore di Chirurgia Generale 2 U del Centro Trapianto di Fegato, presso l'Azienda ospedaliero-universitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino – Il supporto respiratorio è stato ridotto e gli organi funzionano bene. Naturalmente si è trattato di un intervento molto complesso in un soggetto molto debilitato, ma siamo soddisfatti del risultato".

Quindici ore di intervento e due equipe chirurgiche. Una vera e propria maratona in sala operatoria quella che si è consumata nella notte tra il 7 e l'8 ottobre. Ma le alternative non esistevano: quella era l'ultima possibilità per il paziente. "In queste situazioni bisogna scegliere: o non si fa nulla e si consegna una persona al proprio destino, o si interviene con un'operazione completa. Noi siamo intervenuti",  ha dichiarato il professor Romagnoli.

A questo punto ti starai chiedendo come si sia arrivati a una situazione di questo tipo. "La fibrosi cistica è una malattia genetica – ha spiegato Romagnoli – che colpisce polmoni, fegato e pancreas. Si creano delle secrezioni particolarmente vischiose che ostruiscono i dotti di questi organi. E le conseguenze possono essere anche molto serie. Nei polmoni, ad esempio, si generano delle infezioni gravi, mentre nel pancreas viene bloccato il flusso della bile e ne consegue una cirrosi epatica. In generale, gli organi vengono distrutti a poco a poco e sostituiti da tessuto grasso e fibroso".

Il paziente era arrivato d'urgenza da Bari, grazie a un volo di Stato: le sue condizioni erano gravemente compromesse

Gravi problemi respiratori, insufficienza epatica e pancreatica sono tra le conseguenze di questa patologia. Il fegato può diventare cirrotico, mentre vengono pregiudicate sia la funzione di assorbimento dei cibi che la secrezione di insulina, esponendo quindi una persona allo sviluppo di diabete.

"Il paziente – precisa il professore – era arrivato d'urgenza da Bari attraverso un volo di Stato. Soffriva già di una grave insufficienza respiratoria ed era in lista da più di un anno per un trapianto di solo polmone. Ma quando lo abbiamo preso in carico ci siamo accorti che anche il fegato aveva subito un danno acuto e si era reso necessario un trapianto di più organi. A questo punto, tenendo in considerazione che il soggetto era affetto anche da insufficienza pancreatica e che si era reso disponibile un donatore in grado di fornire tutti e quattro gli organi, abbiamo deciso di effettuare un intervento completo, per guarire funzionalmente dalla malattia". Per non presentare più, cioè, i sintomi della fibrosi cistica. I nuovi organi presentano infatti dei geni nuovi, che la malattia non dovrebbe essere in grado di attaccare.

Come ti dicevo, gli organi sono stati impiantati uno dopo l'altro: polmone destro, polmone sinistro, fegato e pancreas. Ed è proprio questa procedura ad aver reso unico l'intervento. Prima che a Torino, solo a Toronto nel 2017 era stata eseguita un'operazione di questo tipo.

E come potrai immaginare è altrettanto raro che si trovi un donatore di tutti e quattro gli organi. "Il paziente è stato subito urgentizzato, cioè inserito in una lista del Programma Nazionale di Trapianto in Emergenza, tramite la quale si cerca un donatore idoneo in tutto il Paese. È stata davvero una fortuna che se ne rendesse disponibile uno nel giro di poche ore e vicino a Torino", conclude il professor Romagnoli.

I due Centri trapianti di Organi Toracici e di Fegato e Pancreas della Città della Salute del capoluogo piemontese sono un punto di riferimento non solo in Italia, ma a livello internazionale. Una delle eccellenze della sanità nel nostro Paese, insomma. E questo intervento non fa che confermarlo.

Fonte| Azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino  

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