Quali misure contro il Covid-19 hanno funzionato di più? Uno studio stila una classifica delle più efficaci

Evitare gli assembramenti? Uscire il meno possibile? Quali misure riescono davvero ad abbassare il fattore R0, cioè la media di quante persone puoi contagiare nel caso fossi infetto e non lo sapessi? Una ricerca pubblicata su The Lancet ha preso in esame 131 Paesi del mondo e poi ha stilato un elenco.
Giulia Dallagiovanna 23 Ottobre 2020
* ultima modifica il 23/10/2020

Sei stato due mesi e mezzo chiuso in casa, probabilmente senza nemmeno lavorare. Hai imparato ad avere sempre una mascherina a portata di mano, conoscendo per la prima volta un oggetto che fino a quel momento non ti era mai stato familiare. Non partecipi più a concerti, vai poco al cinema, ti sei dimenticato lo stadio. E soprattutto non sai quando riuscirai finalmente a poter riabbracciare una persona che non vive con te, senza avere paura del Covid-19. Perciò ora, di fronte alla seconda ondata, c'è una domanda alla quale dobbiamo rispondere: quale di queste misure sono davvero efficaci? Uno studio pubblicato su The Lancet Infectious Diseases ha stilato una sorta di classifica, concludendo però che solo unendo tutte le restrizioni si possono raggiungere cambiamenti concreti.

Il risultato è che quella con maggiore impatto sembra essere il divieto di assembramenti e quindi la cancellazione di eventi pubblici. Il valore R0, ovvero il "numero di riproduzione di base", viene infatti ridotto fino al 29%. E ti sarà facile intuire come una persona infetta che non sa di esserlo possa contagiare molte più persone a un concerto, che in un ufficio. Al contrario sembra invece che il generico invito a non uscire non aiuti molto a fermare la pandemia, con un abbassamento del fattore R0 del solo 3%. Tieni presente però che lo scarso risultato ottenuto da questa misura dipende molto da quanto viene rispettata.

Il divieto di assembramenti e di eventi pubblici riduce il fattore R0 fino al 29%

Tra i due poli ci sono le scuole. Si dice da mesi che la loro riapertura avrebbe prodotto un aumento dei contagi e non solo per la permanenza degli studenti in classe. I ragazzi devono salire sui mezzi tutti insieme, ogni giorno. E si incontrano fuori dall'istituto, magari scordandosi di indossare la mascherina e rispettare il distanziamento. Ogni giorno. Insomma limitare questo insieme di situazioni porterebbe a una riduzione del 15% del tasso di contagio. Gli autori sottolineano infine come il rispetto del distanziamento sociale e indossare una mascherina possa influenzare queste percentuali in senso positivo.

Questi sono puri calcoli, emersi da un'analisi effettuata su ben 131 Paesi. E il risultato lo puoi immaginare: più sono restrittive le misure che vengono imposte, minore è la circolazione del virus. Ricordando sempre che gli effetti di queste decisioni si vedono dopo due o tre settimane che sono state adottate.

Ma oltre ai numeri, ci sono altri fattori da tenere in considerazione. Ad esempio il fatto che la scuola è un momento importantissimo per la crescita di un ragazzo e non è solo un luogo dove vengono trasmesse delle nozioni. E che forse si possono trovare soluzioni per limitare il pericolo, come il potenziamento dei mezzi di trasporto per diluire i flussi di persone che li devono prendere. E poi l'economia e il lavoro, che non si conciliano con un lockdown totale. Infine, la psiche delle persone: la salute mentale non è sempre meno importante di quella fisica e diventa necessario trovare un compromesso tra le due.

Dicevo all'inizio che siamo stati chiusi in casa per due mesi e mezzo, ma abbiamo avuto anche i cinque mesi successivi per imparare a organizzarci e convivere con il virus. Sta alla responsabilità di ciascuno di noi e alle capacità di chi governa capire come prevenire il contagio, senza mettere a rischio tutto il resto.

Fonte| "The temporal association of introducing and lifting non-pharmaceutical interventions with the time-varying reproduction number (R) of SARS-CoV-2: a modelling study across 131 countries" pubblicato su The Lancet Infectious Diseases il 22 ottobre 2020

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