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5 Giugno 2020
15:00

Quanto ne sai di biciclette a pedalata assistita?

In un momento in cui la mobilità sostenibile è promossa a tutti i livelli, capirne un po' di più di bici elettriche o a pedalata assistita è fondamentale. Quello che devi sapere è l'uso che ne farai, così da orientarti al momento dell'acquisto. Valuta poi anche, se una bici tradizionale che ti garantisce tanta e buona attività fisica, non sia tutto sommato ancora la scelta migliore.

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Quanto ne sai di biciclette a pedalata assistita?
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Le chiamano pedelec, perché nel gergo tecnico prendono il nome di pedal electric cycle. Sono le biciclette a pedalata assistita e hanno la caratteristica comune di avere un motore elettrico montato sul telaio. Il bello di queste biciclette è che se vuoi pedalare, puoi farlo, ma se hai bisogno di raggiungere una velocità maggiore o se stai percorrendo un tragitto sviluppato su lunga distanza, puoi accendere il motore e spostarti più rapidamente (senza fare troppa fatica).

La sensazione che si prova andando su una bicicletta a pedalata assistita è quella di una spinta costante, la cui intensità può essere regolata attraverso un piccolo dispositivo digitale posto sul manubrio. Il numero dei livelli di assistenza alla pedalata varia a seconda dei diversi modelli, ma nella maggior parte dei casi i livelli di assistenza possono essere tre, quattro o cinque. Questo dispositivo digitale, che prende il nome di ciclocomputer, oltre a regolare il livello di assistenza alla pedalata, indica anche il livello di carica della batteria che alimenta il motore, un'informazione non da poco se hai tanta strada da percorrere.

Per scegliere in modo appropriato quale bicicletta a pedalata assistita acquistare, la prima cosa che devi considerare è l’uso che ne farai. Esistono infatti i modelli da città, ma anche le mountain bike per le escursioni in quota; esistono poi modelli pensati per il cicloturismo e altri modelli ibridi che si adattano a diversi utilizzi.

La principale differenza tra i diversi modelli è la potenza del motore: una bicicletta che deve affrontare numerose salite avrà sicuramente un motore più potente per rendere più efficace l’assistenza alla pedalata. Altra differenza è la capacità della batteria inserita nel motore: se per esempio acquisti una bicicletta per il cicloturismo avrai bisogno di una batteria che ti garantisca di compiere lungi tragitti.

Le batteria di una bicicletta a pedalata assistita è agli ioni di litio e, nel caso di biciclette per girare in città, si aggirano intorno ai 400 e 550 wattora. I produttori consigliano di mantenere la batteria sempre carica al 50-95%, senza lasciarla mai scaricare completamente; in questo modo le si assicurerebbe vita più lunga. Il principale fattore che incide sulla durata della batteria è sicuramente il tipo di assistenza usato, ma anche il peso del ciclista influisce non poco!

Rispetto alle normali biciclette, quelle a pedalata assistita pesano di più: possono arrivare infatti a pesare fino a 25 kg. Già solo per questo motivo meglio prediligere una bici che abbia il motore attaccato al telaio e che quindi permetta di staccare la batteria e portarla in casa a ricaricare. In caso contrario, se per esempio il motore è fissato sulla ruota posteriore o anteriore della bici, la batteria è fissa e non si può staccare: l’unica possibilità è quella di ricaricarla direttamente in garage.

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Se vuoi acquistate una bicicletta a pedalata assistita scegli un modello che abbia dei buoni freni perché 25 km/h non sono pochi. Acquista anche un casco protettivo per la testa, assicurati che sia della taglia giusta quando lo provi in negozio e indossalo nella maniera corretta ogni volta che salti in sella alla tua bici.

Ultimo, ma non meno importante: le biciclette a pedalata assistita hanno anche un cambio, proprio come auto e motoveicoli. Il cambio va usato e non può essere sostituito dall’assistenza alla pedalata. Il rischio è che si usuri inutilmente il pignone (quella ruota dentata che in una bicicletta aggancia la catena) e che si danneggi il motore.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.