Quanto si risparmia con un’auto elettrica? L’indagine dell’Organizzazione europea dei consumatori

Sulla base dell’analisi di diversi parametri, quali costo del carburante e dell’elettricità e presenza di incentivi nazionali, il costo di possesso in 16 anni di vita di un’automobile 100% elettrica risulta più conveniente rispetto a un veicolo alimentato a benzina o a diesel (ma anche a un’ibrida).
Federico Turrisi 4 Maggio 2021

Stai valutando di acquistare un'auto elettrica, ma il prezzo troppo elevato ti frena? Premesso che è possibile usufruire di interessanti agevolazioni (sia statali sia regionali, oltre alla rottamazione del tuo vecchio mezzo inquinante), devi considerare che i costi possono essere ammortizzati nel giro di pochi anni. È quanto emerge da una recente indagine commissionata dalla Beuc (Bureau Européen des Unions de Consommateurs), l'organizzazione che raggruppa 45 associazioni di consumatori di 32 Paesi in tutta Europa. A rappresentare l'Italia c'è Altroconsumo.

Sulla base dell'analisi di diversi parametri come il costo del carburante e dell'elettricità, l'Iva, l'infrastruttura di ricarica, gli incentivi eccetera per ciascuno dei nove Paesi presi in considerazione per l'indagine, acquistare un'auto elettrica nuova di zecca nel nostro Paese può risultare più vantaggioso dal punto di vista economico sul lungo periodo rispetto a comprare un corrispettivo ibrido o con motore termico. Il costo di possesso in 16 anni di vita di un veicolo full electric è infatti pari a 73.916 euro, contro i 77.506 di un'ibrida ricaricabile (il cui costo schizza a 90.987 se non viene mai ricaricata), i 78.321 di una vettura diesel e gli 85.047 di una a benzina. Certo, bisogna aggiungere che più la usi e più conviene: il report fa notare che chi compra adesso un’auto 100% elettrica nuova e percorre meno di 15 mila chilometri l’anno inizierebbe a risparmiare solo a partire dal 2025.

Sebbene la mobilità elettrica si stia facendo sempre più largo in Europa (come dimostrano anche i dati sulle vendite nel 2020), la strada è ancora lunga. La Beuc raccomanda di rendere più stringenti gli obiettivi di riduzione delle emissioni delle auto e di investire maggiormente sull'infrastruttura di ricarica: su quest'ultimo punto in particolare, Paesi come l'Italia e la Spagna sono ancora in grave ritardo. Inoltre, nel dossier si sottolinea l'importanza di  aggiornare la direttiva sull'etichettatura delle automobili, che risale a 22 anni fa, quando le auto elettriche ancora non erano sbarcate sul mercato, fornendo informazioni affidabili agli acquirenti sia di un’auto con un motore a combustione interna sia di una elettrica. In quest’ultimo caso, andrebbero inserite in etichetta l'autonomia del mezzo, la velocità massima di ricarica e la velocità media di ricarica.