Ripristinare l’udito perso a causa dell’età: il segreto potrebbe risiedere in un nuovo gene appena scoperto

I ricercatori della Northwestern University, negli Stati Uniti, hanno scoperto il gene TBX2, il responsabile dello sviluppo delle cellule ciliate sensoriali dell’orecchie. Lo studio rappresenta il primo passo per arrivare a comprendere come sviluppare artificialmente cellule ciliate funzionanti e quindi per ripristinare l’udito perduto.
Kevin Ben Alì Zinati 10 Maggio 2022
* ultima modifica il 10/05/2022

La sordità e la perdita di udito presto potrebbero avere un rimedio. Potrebbe, infatti, bastare accendere o spegnere un “interruttore” presente nel nostro DNA per rigenerare i due tipi di cellule ciliate sensoriali dell’orecchio.

È ancora prematuro parlare di una svolta vera e propria perché la ricerca della Northwestern University, negli Stati Uniti, e pubblicata su Nature è ancora in fase sperimentale ma gli scienziati americani hanno aperto la strada a una nuova potenziale speranza per tutte quelle persone che hanno perso l’udito.

Il merito starebbe in TBX2: un nuovo gene appena scoperto e capace di programmare le cellule ciliate dell'orecchio in quelle esterne o interne.

Questa distinzione è importante perché le cellule esterne espandendosi e contraendosi in risposta alla pressione delle onde sonore hanno il compito di amplificano il suono e “trasmetterlo” a quelle interne, che a loro volta fanno arrivare le vibrazioni ai neuroni originando i suoni e i rumori che percepiamo.

La perdita dell’udito comporta un danno a carico di queste cellule e, come puoi intuire, è strettamente legata all’avanzare dell’età. Tuttavia, può anche essere una delle conseguenze di alcune terapie farmacologhe anti-tumorali o antibiotiche.

La loro morte causa ipoacusia e sordità e per molto tempo queste condizioni sono state considerate irreversibili proprio perché non avevamo gli strumenti per rigenerare le cellule ciliate sensoriali dell’orecchio.

Il gene scoperto nei modelli animali (topi) però potrebbe "rivoluzionare" tutto: i ricercatori statunitensi hanno osservato, infatti, che TBX2 permetterebbe lo sviluppo delle cellule ciliate sia interne che esterne a seconda che sia acceso o spento.

Oggi servono cautela e pazienza. Gli scienziati infatti possono solo produrre una cellula ciliata artificiale incapace però di differenziarsi in una cellula interna o esterna. Come hanno spiegato, "per arrivare alla sintesi delle diverse cellule ci servirà prima un cocktail di geni in grado di trasformare una cellula non ciliata in cellula ciliata". Solo a quel punto TBX2 verrà acceso o spento a seconda del bisogno.

La scoperta del meccanismo di funzionamento, però, è fondamentale. È un passo decisivo per superare tutti quegli ostacoli che fino ad oggi ci hanno impedito di porre rimedio alla perdita di udito.

Fonte | "Tbx2 is a master regulator of inner versus outer hair cell differentiation" pubblicata il 4 maggio su Nature

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