“Ruby’s Shoes”, la poesia di Lori McKenna dedicata a una bambina che voleva solo andare a scuola

“Ruby’s Shoes” è la canzone scritta dalla cantautrice folk cantautrice Lori McKenna per celebrare il coraggio di Ruby Bridges, la prima bambina afroamericana a frequentare una scuola di bianchi nel 1960.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
21 Settembre 2022

Ruby Bridges è stata la prima bambina afroamericana a frequentare la scuola elementare William Frantz Elementary School, all’epoca frequentata solo da bianchi. Non solo il suo primo giorno di scuola le ha richiesto tanto coraggio, ma l'intero primo anno di scuola, durante il quale veniva scortata quotidianamente da agenti federali nel tragitto casa-scuola perché le fosse garantita la massima protezione.

Per raccontare la sua storia  bisogna tornare al 1960, quando Ruby aveva 6 anni. La National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) propone ai genitori di Ruby di iscriverla alla William Frantz Elementary School perché partecipi al programma di integrazione del sistema scolastico di New Orleans. Se il padre di Ruby è inizialmente incerto sull'accettare o meno l'offerta, la madre sente la necessità di dare alla figlia una migliore educazione e di "fare questo passo avanti… per tutti i bambini afroamericani".

Ruby va quindi a scuola. Scortata dai federali ovviamente. Il primo giorno ad accoglierla c'è una folla di persone che contestano il suo ingresso a scuola con urla e cartelli di protesta. Il secondo giorno di scuola il movimento di protesta si interrompe quando Lloyd Anderson Foreman, un pastore metodista che ha accompagna sua figlia Pam di cinque anni a scuola, si fa strada tra la folla gridando a gran voce: "Voglio semplicemente il privilegio di portare mia figlia a scuola".

Pochi giorni dopo, anche altri genitori bianchi iniziano a portare i loro figli a scuola e le proteste iniziano a scemare. Tuttavia, non appena Ruby viene ammessa nella scuola, molti genitori bianchi ritirano i propri figli e tutti gli insegnanti si rifiutano di lavorare finché un bambino di colore fosse stato iscritto. Solo Barbara Henry, un insegnante di Boston, in Massachusetts, accetta di insegnare a Ruby: lo fa per un anno intero "come se stesse insegnando a un'intera classe”.

Il razzismo è una malattia degli adulti e dovremmo smettere di usare i nostri figli per diffonderlo.

Ruby Bridges

A Ruby Bridges non poteva che essere dedicata una canzone, per il suo coraggio e per come ha affrontato a testa alta, giorno dopo giorno, continui atti di discriminazione. Nonostante la giovanissima età, coma ha ricordato l'ex vice Marshall degli Stati Uniti Charles Burks, Ruby "ha dimostrato molto coraggio. Non ha mai pianto né piagnucolato. Ha marciato come un piccolo soldato, siamo tutti molto orgogliosi di lei".

A lei è stata dedicata la canzone "Ruby's Shoes" dalla cantautrice statunitense Lori McKenna, nota per aver scritto brani musicali anche per Keith Urban, più noto cantautore e produttore discografico neozelandese. Lori McKenna ha celebrato la piccola Ruby dedicandole una canzone che è quasi una poesia, in cui il percorso che Ruby deve compiere per andare a scuola viene paragonato al lungo cammino che Dorothy, la protagonista de "Il Mago di OZ" deve coraggiosamente affrontare per fare ritorno a casa.

Ruby's shoes would take her
A mile or so to school every day
Where the white people hated her
They'd scream and hold signs and tell her to go away
"Ruby's Shoes", Lori McKenna

Oggi Ruby Bridges vive ancora a New Orleans ed è diventata un'attivista, simbolo del movimento per i diritti civili. È quindi anche presidente della Fondazione Ruby Bridges fondata nel 1999 per promuovere i valori della tolleranza, del rispetto e dell'apprezzamento di tutte le differenze.

Non solo. Nel 2014, proprio nel cortile della scuola elementare William Frantz, le è stata dedicata una statua. Per non dimenticare mai il coraggio di quella bambina di appena sei anni, che voleva solo andare a scuola.

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