Sai come pulire e proteggere le tue orecchie?

Siamo così bombardati da notizie e campagne di sensibilizzazione sui grandi temi della medicina che spesso finiamo con il dimenticarci della parte più quotidiana della nostra salute. La tutela e l’igiene delle orecchie sono un esempio. Insieme alla dottoressa Piccioni abbiamo approfondito quali sono i nemici da cui guardarci e quali i segreti per proteggerle.
Intervista alla Dott.ssa Lucia Oriella Piccioni Specialista Otorinolaringoiatra e Responsabile di Unità Funzionale della Chirurgia dell'Orecchio e dell’Udito dell’Ospedale San Raffaele di Milano. 

La salute a portata di mano. Parafrasato, significa che lungo questa rubrica ti porterò alla ri-scoperta del tuo corpo offrendoti una serie di trucchi e, perché no, di segreti per aiutarti a prendertene cura in modo facile ma efficace.

Riscoperta: proprio così. Siamo così bombardati da storie, notizie, campagne di sensibilizzazione sui grandi temi della medicina, dalla nuova cura per un tumore al farmaco sperimentale per l’Alzheimer, che spesso finiamo con il dimenticarci della parte più quotidiana della nostra salute.

Pensa agli occhi e a come tutelarli; ai nei che popolano la pelle del tuo corpo; a come rinvigorire i tuoi capelli; come si utilizza il filo interdentale senza danneggiare le gengive oppure alle patologie in cui puoi incorrere stando tutto il giorno seduto di fronte a uno schermo.

Pensa, ancora, alla salute delle tue orecchie: a quali sono i principali avversari da cui dobbiamo proteggerle e qual è il modo migliore per tenerle pulite.

Tutte le domande le abbiamo poste alla dottoressa Lucia Ornella Piccioni, Specialista Otorinolaringoiatra e Responsabile di Unità Funzionale della Chirurgia dell'Orecchio e dell’Udito dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Dottoressa Piccioni, il primo nemico da cui guardarci per la salute delle nostre orecchie è senza dubbio il rumore, giusto?

Siamo esposti al rumore tutto il giorno ma il nostro orecchio è ben attrezzato per proteggersi da un’eccessiva esposizione. Ognuno di noi ha una soglia del fastidio diversa ma in generale sono stati individuati dei range standard entro cui è preferibile stare.

La dottoressa Lucia Ornella Piccioni, Specialista Otorinolaringoiatra e Responsabile di Unità Funzionale della Chirurgia dell’Orecchio e dell’Udito dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Quali?

Il rumore che abbiamo normalmente all’interno di una stanza è di circa 60 decibel. Oltre gli 80 decibel e fino ai 100-110 l’orecchio mette in atto dei meccanismi “di riflesso” che impediscono il trasferimento dell’onda sonora all’orecchio interno. Il danno da rumore non dipende solo dall’intensità del rumore ma anche dal tempo di esposizione. Più aumenta l'intensità del rumore e minore dovrà essere il tempo di esposizione: possiamo stare anche diverse ore al giorno a 80 decibel ma se ci esponessimo al rumore del traffico cittadino, che supera gli 86 decibel, l'sposizione si riduce a 6.5 ore. In presenza di molto traffico si potrebbero superare anche i 92 decibel e in questo caso il tempo di esposizione si riduce a un’ora e mezza. A 104 decibel, invece, il danno uditivo può insorgere dopo appena 6 minuti. L’intensità del suono si misura in decibel (dB) e non segue una scala lineare. Per rendere l’idea, un suono di 30 dB è 1000 volte più intenso del suono percepibile, ma uno a 40 dB è 10 mila volte più intenso.

Che rischi corriamo se superassimo queste soglie? 

Questi parametri sono stati studiati per tutelare il nostro udito e anche la salute in generale. È stato provato, per esempio, che l’esposizione al rumore non danneggia solo l’udito portando alla sordità ma può anche provocare un forte stress psicofisico con influenze negative sull’umore e l’apparto cardiocircolatorio. Per questo, seppur scomodi o ingombranti, chi lavora sulle strade o in fabbrica non deve sottovalutare l’importanza dei dispositivi di protezione come i tappi o le cuffie.

Anche il volume cui ascoltiamo la musica può incidere sul nostro udito.

Più è alto il volume che usiamo e più è elevato il danno che provochiamo al nostro udito. Il danno della musica non dipende dal genere musicale, hard rock o jazz, ma dal volume cui l'ascoltiamo. Se pensiamo ai concerti all’aperto, i rischi sono per lo più legati alla vicinanza a una cassa. Più siamo distanti dalla fonte sonora e meno problemi avremo. All’aperto però c’è meno risonanza e il suono tende a disperdersi maggiormente.

E al chiuso? 

Un concerto al chiuso può arrivare a 110db e fino a 140 dB in vicinanza di una cassa. A un live è importante stare ad almeno 3 metri da un altoparlante, utilizzare tappi di schiuma o di silicone che riducono il rumore e prendersi delle pause in una area silenziosa.

Non sono da sottovalutare nemmeno le cuffiette con cui, insieme ai nostri cantanti preferiti, ci isoliamo dal mondo in treno, in strada o semplicemente in casa.

Un lettore Mp3, quando alziamo il volume al massimo, può erogare fino a 104 decibel. In genere questi dispositivi sono realizzati in modo tale da limitare il volume entro delle linee guida stabilite dalle normative. Il consiglio, specialmente per i giovani, è di ascoltare musica sempre al 60% del volume per non più di 60 minuti consecutivi.

Dottoressa, quali sono gli altri pericoli per le orecchie?

Il fumo di sigaretta ha un effetto tossico ossidante. Determina una vasocostrizzione e quindi il deterioramento delle cellule acustiche, dando origine a una sordità neurosensoriale. Studi dimostrano che i fumatori hanno un maggiore rischio di danno uditivo rispetto ai non fumatori. Non dimentichiamo poi il fattore genetico e la predisposizione familiare alla perdita uditiva: tutti questi fattori, uniti all’esposizione al rumore e i danni legati a un ascolto di musica a volume improprio, possono minacciare il nostro udito.

La perdita di udito è irreversibile?

Le perdite uditive fondamentalmente sono divise in due grandi categorie. Una è la sordità o ipoacusia trasmissiva, legata a un danno meccanico dell’orecchio o al condotto uditivo esterno: il tappo di cerume, la perforazione della membrana timpanica, l’interruzione della catena degli ossicini. Questi casi si possono trattare con la semplice asportazione del tappo di cerume oppure con un intervento chirurgico mirato a ristabilire l’integrità della parte meccanica dell’orecchio. L’altra forma di sordità è quella neurosensoriale, dovuta a danni a carico delle cellule acustiche e/o del nervo. Questa sordità non è ripristinabile con un intervento chirurgico ma necessita dell’utilizzo di apparecchi acustici e nei casi più gravi, sordità profonda o totale, dell’impianto cocleare, il cosiddetto orecchio bionico.

Di cosa si tratta?

L’impianto cocleare è una bioprotesi in grado di sostituire completamento un organo di senso. Sostituisce la funzione delle cellule acustiche danneggiate trasmettendo direttamente il suono al nervo acustico. L’impianto cocleare esiste dalla fine degli anni ’60, quando i primi ingegneri utilizzavano un elettrodo singolo posto nella coclea dell’orecchio e con cui riuscivano a percepire solo un suono. Dopo il 2004-2005, questi dispositivi hanno avuto sempre più successo e gli impianti sono diventati capaci di trasmettere il suono così come lo percepiamo realmente.

Chi può utilizzare questi dispositivi?

Per i bambini che nascono sordi, gli impianti vengono effettuati entro i due anni di vita: in questo modo non sarebbero più sordomuti ma avrebbero una vita normale, seppur caratterizzata da una riabilitazione logopedica-uditiva lunga. Nell’adulto che diventa sordo e che non ha beneficio dagli apparecchi acustici, l’impianto cocleare è una soluzione accessibile e richiede un periodo di riabilitazione che in media dura dai 2 ai 4 mesi.

Parliamo di prevenzione. Come andrebbe fatta la pulizia delle orecchie?

È più semplice di quanto pensiamo: bastano acqua, sapone e dito. Non si devono usare i bastoncini cotonati, che sono venduti per la pulizia della parte esterna e non per l’interno del condotto uditivo. Il bastoncino rischia, infatti, di creare veri danni come la perforazione della membrana timpanica o di spingere più all’interno il cerume.

Sfatiamo un mito, dottoressa: il cerume è solo un nemico?

Il cerume è normalmente prodotto delle ghiandole ceruminose presenti a livello della cute dell’orecchio. Tutti lo produciamo e ha una funzione protettiva e antibatterica. Il famoso e fastidioso tappo di cerume, invece, non è altro che un insieme di cerume, cute desquamata e capelli e la tendenza alla formazione del tappo dipende dal tipo di cute, dalla presenza o meno di dermatite.

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Giornalista fin dalla prima volta che ho dovuto rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande”. Sulla carta, sono pubblicista dal altro…