Sai quanto costa ricaricare un’auto elettrica?

Diciamo subito che la risposta è dipende dalla modalità di ricarica. Ci sono numerose variabili in gioco (prezzo dell’elettricità, rendimento della ricarica eccetera), ma la soluzione più conveniente è a casa, dove potresti addirittura avere un “pieno” gratuito (o quasi) se sfruttassi l’energia autoprodotta grazie ai pannelli fotovoltaici installati sul tetto della tua abitazione.
Federico Turrisi 10 luglio 2020

Se stai pensando di acquistare un'auto elettrica o ibrida potresti chiederti: in fin dei conti, mi conviene di più un pieno di benzina/gasolio oppure una ricarica della batteria? Difficile rispondere con precisione a questa domanda e tra poco scopriremo il perché. Tendenzialmente, però, si spende di meno per garantire un'autonomia di 100 chilometri a un'auto elettrica piuttosto che a un veicolo con motore a combustione interna.

Il rapporto "100 Italian E-mobility Stories 2020", pubblicato lo scorso 8 luglio da Fondazione Symbola ed Enel. mostra che l'auto elettrica sta cominciando lentamente a fare breccia nel cuore degli italiani, anche se al momento parliamo ancora di numeri piccoli: il mercato italiano dei veicoli elettrificati è sicuramente in crescita (la quota dei veicoli compresi nella fascia da 0 a 60 g/km di CO2 è passata dall’1% nel 2019 al 3,5% nei primi mesi del 2020) ma è frenato da alcune lacune di sistema. L'Italia non presenta ancora un'infrastruttura di ricarica adeguata e le colonnine non sono distribuite in maniera capillare sul territorio.

Per questo quando si parla del costo di una ricarica, bisogna anche tener conto di dove si effettua la ricarica stessa: a casa, attraverso le colonnine pubbliche oppure nei punti di ricarica privati ad accesso pubblico (per esempio negli alberghi e nei supermercati). L'altra variabile da tenere in considerazione è l'efficienza (o rendimento) della ricarica, che dipende a sua volta da diversi fattori come l'intensità della corrente, la qualità del caricatore dell'auto e il sistema di gestione della batteria. Non dimenticare, infine, che anche il prezzo dell'elettricità, come quello della benzina e del gasolio, oscilla nel tempo.

Ricarica a casa

Il modo più conveniente per ricaricare la tua auto elettrica è a casa, avendo un garage o un posto auto collegato all’impianto elettrico dell’abitazione. Facciamo un esempio concreto. Da una parte prendiamo una batteria da 40 kWh di un'auto elettrica di fascia media come la Nissan Leaf (una delle più vendute nel nostro paese; considera poi che una citycar punta più sul risparmio, mentre una vettura elettrica più potente ha consumi maggiori). Dall'altra abbiamo un contratto di fornitura dell'energia elettrica che rientra nel servizio di maggior tutela e stimiamo un costo medio unitario tra 0,20-0,25 €/kWh. Bene, per ricaricare completamente la batteria e assicurarti un'autonomia di 270 chilometri spenderesti all'incirca 10 euro.

Questo è solo un esempio. Ma se hai installato sul tetto di casa tua un piccolo impianto fotovoltaico e sei dunque un prosumer, abbatteresti letteralmente i costi del tuo "rifornimento" elettrico. Non a caso le potenzialità dell'autoconsumo energetico sono considerate tra le principali armi che in futuro potrebbero accelerare la diffusione dei veicoli elettrici privati.

Per la ricarica domestica ti consigliamo di procurarti una presa di tipo industriale e di valutare l’acquisto di un wallbox, un dispositivo che preleva la corrente dall’utenza elettrica domestica e la trasmette attraverso un cavo alla batteria dell'auto, consentendo di ricaricare in completa sicurezza e in maniera più veloce rispetto alla presa tradizionale.

Certo, a casa si risparmia denaro, ma il tempo richiesto per la richiesta sarà inevitabilmente molto lungo: considerando che la potenza del contatore di un'utenza domestica residente è di solito pari a 3 kW, per riportare al 100% una batteria di taglia media da 40 kWh del tutto scarica occorrono circa 12 ore. Ecco perché è meglio ricaricare la tua auto elettrica di notte, quando le altre utenze domestiche sono spente o inutilizzate.

Ricarica fuori casa

Qui il quadro si fa molto più sfaccettato. Una cosa è certa: tendenzialmente fuori casa i costi aumentano. Oltre alle tariffe al consumo, ciascun gestore propone diverse tipologie di abbonamento. Per esempio Enel X, il principale operatore attivo in Italia per quanto riguarda le colonnine di ricarica per auto elettriche, offre due pacchetti Flat, uno da 25 euro al mese per 60 kWh e un altro da 45 euro al mese per 120 kWh. Un altro operatore come Duferco ha prezzi più vantaggiosi e propone come abbonamenti annuali: 40 euro per 100 kWh, 75 euro per 200 kWh oppure 140 euro per 400 kWh (iva esclusa).

Il costo varia anche in base alle modalità di ricarica. Se scegli le colonnine da 22 kW a corrente alternata (il tempo di rifornimento per ricaricare una batteria da 40 kWh passa a circa due ore) la tariffa può salire a 0,40, mentre con quelle super-fast sopra i 50 kW a corrente continua si arriva a 0,55 €/kWh (basta circa mezz'ora per la ricarica completa). In questi ultimi due casi il rapporto euro spesi e chilometri percorsi è paragonabile rispettivamente a quello di una vettura a gasolio e di una a benzina.

Per concludere, se vuoi cercare di risparmiare devi armarti di pazienza e metterti a fare i conti. Come hai visto, ci sono in gioco una serie di aspetti a cui badare, dalla capacità della batteria montata sul tuo veicolo alla potenza del contatore. Assolutamente consigliabile poi una bella indagine esplorativa in rete delle offerte proposte dai diversi operatori, se pensi che dovrai spesso ricaricare fuori casa.