Schizofrenia: scoperto in Cina un nuovo marcatore biologico che migliora la diagnosi

Curare e prevedere gli effetti della schizofrenia tramite un biomarcatore sfruttando intelligenza artificiale e neuroimaging: la scoperta arriva dalla Cina e promette passi in avanti per la cura dei pazienti.
Alessandro Artuso 5 aprile 2020
* ultima modifica il 05/04/2020

L'intelligenza artificiale e il sistema di neuroimaging (nuova tecnica per visualizzare il cervello) hanno scoperto un biomarcatore neuropatologico per diagnosticare la schizofrenia e valutare il trattamento con sostanze antipsicotiche. Lo studio è stato condotto da ricercatori cinesi e da un australiano con tanto di pubblicazione sulla rivista scientifica Nature Medicine. Solitamente la schizofrenia è causata da problemi cronici che il più delle volte non migliorano nel tempo.

La scoperta

Nonostante negli ospedali si utilizzi la diagnostica per immagini del cervello, con relativa analisi delle attività funzionali, la diagnosi dal punto di vista psichiatrico non è ancora al massimo delle sue potenzialità. I ricercatori hanno così scoperto un biomarcatore che tramite l'intelligenza artificiale e il neuroimaging (misura il metabolismo cerebrale studiandone le attività del cervello) accerta e stabilisce una prognosi.

Gli scienziati tra il 2010 e il 2015 hanno raccolto moltissimi dati di neuroimaging relativi a 1.100 individui tra pazienti affetti da schizofrenia e persone sane: con questo nuovo sistema vi è una maggiore precisione nell'attività di medicina psichiatrica. I ricercatori hanno riconosciuto gli individui che soffrono di schizofrenia da quelli sani, prevedendo gli effetti terapeutici dei farmaci antipsicotici. Non è escluso, inoltre, che questa nuova tecnica faccia da apripista per la realizzazione di nuovi farmaci.

Fonte| "A neuroimaging biomarker for striatal dysfunction in schizophrenia" pubblicato su Nature Medicine il 23 marzo 2020

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