Sclerosi multipla: la luce solare diretta può ridurre il rischio di malattia

Vivere in luoghi soleggiati e trascorrere del tempo all’aperto, soprattutto durante l’infanzia, può ridurre il rischio di sclerosi multipla. Lo ha dimostrato uno studio condotto dall’Università della California di San Francisco e dall’Australian National University.
Valentina Rorato 20 Dicembre 2021
* ultima modifica il 20/12/2021

Stare all’aria aperta fa bene all’umore, al sistema immunitario e anche alle ossa. Ma pare che la luce solare abbia un altro importante effetto. Secondo un nuovo studio, i bambini e i giovani adulti che trascorrono più tempo al sole hanno meno probabilità di sviluppare la sclerosi multipla.

"Consigliare un'esposizione regolare di almeno 30 minuti al giorno, specialmente durante l'estate, utilizzando la protezione solare secondo necessità, in particolare per i parenti di primo grado dei pazienti con sclerosi multipla, può essere un intervento utile per ridurre l'incidenza della malattia", ha spiegato Emmanuelle Waubant, professore all'Università della California di San Francisco, e coautore dello studio, pubblicato su  Neurology.

La maggior parte delle volte, la sclerosi multipla si sviluppa negli adulti di età compresa tra 20 e 50 anni. Tuttavia, fino al 5% dei casi, la malattia si manifesta durante l'infanzia o l'adolescenza (denominata "a esordio pediatrico"). Ricerche precedenti hanno suggerito che una maggiore esposizione alla luce solare può ridurre il rischio di malattia e delle sue complicanze negli adulti, ma rimane sconosciuto se tale associazione esista anche nei pazienti più giovani.

Nel nuovo studio, un team internazionale di scienziati ha confrontato l'esposizione alla luce solare in 332 bambini e adolescenti con sclerosi, di età compresa tra 3 e 22 anni e per lo più femmine, e 534 piccoli sani.

"Questo studio mira a determinare i contributi dell'esposizione al sole e alle radiazioni ultraviolette (UVR) al rischio di sclerosi multipla a esordio pediatrico", hanno scritto i ricercatori. Sulla base dei questionari compilati dai partecipanti allo studio o dai loro genitori, il 19% dei pazienti con sclerosi multipla ha trascorso meno di 30 minuti al giorno all'aperto, rispetto al 6% dei bimbi sani.

Le analisi statistiche, che hanno tenuto conto di fattori come sesso, età, razza, colore della pelle, esposizione al fumo e sovrappeso, hanno rivelato che i partecipanti che trascorrevano più tempo all'aperto avevano significativamente meno probabilità di avere la SM e il rischio diminuiva con l'aumento dell'esposizione al sole.

In particolare, rispetto agli individui che hanno trascorso in media meno di 30 minuti al giorno all'aperto, quelli che hanno trascorso tra 30 minuti e un'ora all'aperto avevano circa il 52% in meno di probabilità di contrarre la sclerosi. I partecipanti che trascorrevano una o due ore all'aperto al giorno avevano circa l'81% in meno di probabilità di sviluppare la SM, rispetto a quelli che trascorrevano meno di 30 minuti all'aperto.

Sulla base dell'intensità della luce solare e dei raggi UV in diversi luoghi, i ricercatori hanno stimato che un bambino che cresce in Florida avrebbe circa il 21% in meno di probabilità di sviluppare la sclerosi multipla rispetto a un bambino di New York. L'uso della protezione solare non sembra influenzare l'associazione tra una maggiore esposizione al sole e un ridotto rischio di malattia

"Trascorrere più tempo al sole durante l'estate può essere fortemente protettivo contro lo sviluppo della SM pediatrica, oltre a risiedere in un luogo più soleggiato", hanno scritto i ricercatori.

Ma perché questo risultato? Lo studio non permette di trarre conclusioni di causa ed effetto. Sono stati notati diversi potenziali meccanismi per questa relazione. Ad esempio, un'elevata esposizione alla luce solare può stimolare le cellule immunitarie che sono protettive contro la sclerosi. La luce potrebbe anche aumentare i livelli di vitamina D, che potrebbe modificare la funzione biologica delle cellule immunitarie e, in quanto tale, svolgere un ruolo nella protezione dalle malattie autoimmuni. Ovviamente, sono necessari altri studi.

Fonte | "Association Between Time Spent Outdoors and Risk of Multiple Sclerosis" pubblicato su Neurology l'8 dicembre 2022

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.