Secondo l’ultima campagna Clean Cities, siamo ancora indietro sulla mobilità green

La campagna Clean Cities di Legambiente ha analizzato la qualità dell’aria, lo stato dei trasporti e della mobilità di 15 capoluoghi italiani, fotografando una situazione di ritardo generale.
Gianluca Cedolin 14 Aprile 2021

«Le città italiane sono ancora molto lontane dagli obiettivi di mobilità e sicurezza fissati al 2030»: questa frase riassume il risultato dell'ultima campagna Clean Cities, condotta come ogni anno da Legambiente su quindici capoluoghi italiani. L'indagine ha preso in considerazione il traffico, l'inquinamento, i progressi sulla ciclabilità e sulla mobilità sostenibile di Padova, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Ancona, Perugia, Roma, Cagliari, Pescara, Napoli, Bari, Palermo e Catania. Pur con differenze specifiche, in generale tutte le città sono indietro rispetto agli standard europei e agli obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere ormai entro nove anni. E in questo senso, «le risorse del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza, da presentare all'Unione europea entro fine aprile, ndr) sono una grande opportunità per rendere le città protagoniste di un cambiamento epocale».

Inquinamento e traffico

In tutte e 15 le città interessate dall'indagine, il livello medio della concentrazione di Pm10 supera la soglia critica individuata dall'Organizzazione mondiale della sanità a 20 microgrammi/metro cubo. Le peggiori sono quelle della Pianura Padana, Torno e Padova (35 μg/m3) e Milano (34 μg/m3). Nello stress test effettuato da Legambiente su traffico e sicurezza, in una scala da 0 (peggior risultato) a 5 (migliore), solamente Firenze ha preso 3 punti. Roma zero addirittura, mentre Ancona, Cagliari, Catania, Padova, Perugia e Pescara si sono fermate a 1. Milano e Bologna, attualmente ferme a 2, raggiungono Firenze a quota 3 se si guarda alle politiche messe in atto per arrivare pronti al 2030.

Trasporti e smart mobility

Nei quindici capoluoghi ci sono ancora 12.500 bus diesel euro 4 o precedenti da convertire in elettrici, ma l'attuale Pnrr prevede l'acquisto solamente di 2.051 veicoli a propulsione elettrica. Bologna, Milano e Firenze sono quelle che si stanno muovendo meglio nell'ottica di potenziamento della ciclabilità, abbassamento dei limiti di velocità (strade 30 e 20 all'ora) e l'elettrificazione dei mezzi pubblici, ma comunque non abbastanza. Torino, dal canto suo, ha realizzato il 79 per cento delle piste ciclabili che ha in programma entro il 2030 (la più alta percentuale di completamento tra le città indagate, davanti a Milano, ferma al 63). Catania ha realizzato solo il 2 per cento delle ciclabili in piano da qui ai prossimi nove anni. Nel frattempo, nell'anno del Covid-19, in Italia sono aumentate di 300mila unità le auto di proprietà: non il modello di sviluppo che dovremmo perseguire.