Si scrive Paola Egonu, si legge Olimpiadi: la forte pallavolista azzurra porterà la bandiera a cinque cerchi di Tokyo 2020

L’opposto in forza a Conegliano sarà tra gli atleti che porteranno il vessillo olimpico durante la cerimonia di inaugurazione prevista per venerdì 23 luglio. L’ha deciso il Comitato Olimpico Internazionale su consiglio del Coni.
Kevin Ben Alì Zinati 21 Luglio 2021

La palla esce dalle mani dell’alzatrice. Tre passi. La palla rotea in aria. Uno stacco, dal centro o dalla destra del campo. La palla entra nel mulinello delle sue braccia. Un missile. La palla buca il tafalex. Punto.

Di solito è Paola Egonu a guardare tutti dall’alto. D’altronde, quando carichi l’attacco e con un salto e le braccia alzate superi i tre metri, cosa puoi fare?

Questa volta però ci sarà qualcun altro sopra di lei. O meglio, qualcos’altro. Venerdì 23 luglio sopra le sue spalle sventolerà la bandiera olimpica, il vessillo con i cinque cerchi con cui sfilerà davanti a tutti durante la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici di Tokyo.

Gliel’ha comunicato il presidente del Coni Giovanni Malagò subito dopo il suo sbarco in Giappone. Il Comitato olimpico internazionale, su consiglio proprio del Coni, l’ha scelta come portabandiera olimpica.

La fortissima pallavolista italiana con origini nigeriane rappresenterà tutti gli atleti nel mondo nel tempio dello sport, dove si scrive la storia, i campioni diventano leggende e le parole risuonano ancora più forte.

“Sono molto onorata per l’incarico che mi è stato dato a far parte del Cio per portare la bandiera olimpica – ha raccontato l’opposto di Conegliano -. Mi ha fatto emozionare appena il presidente Malagò me l’ha detto, perché mi ritrovo a rappresentare gli atleti di tutto il mondo ed è una grossa responsabilità: attraverso me esprimerò e sfilerò per ogni atleta di questo pianeta”.

Il via ai Giochi

Anche se sarà un’Olimpiade diversa, con gli spalti praticamente vuoti e il pubblico a tifare da dietro lo schermo della tv, non cambierà l’emozione dentro uno dei momenti più iconici dello sport.

La cerimonia di apertura dei Giochi è adrenalina pura. Vedrai 204 nazioni, per un totale di 206 delegazioni (inclusi il Team Olimpico dei Rifugiati e gli atleti sotto bandiera del Comitato Olimpico Internazionale), sfilare capeggiati dal proprio portabandiera.

Come vuole la tradizione, la sfilata verrà aperta dalla Grecia, la “mamma” delle Olimpiadi, e verrà chiusa dal Giappone, che è il Paese ospitante. Gli altri entreranno seguendo l’ordine alfabetico: l’Italia sarà la 18esima nazione della parata e sarà guidata dal ciclista Elia Viviani e dalla tiratrice Jessica Rossi, i nostri due portabandiera.

Vedrai l’arrivo della torcia olimpica e l’accensione della leggendaria Fiamma, che arderà per tutta la durata dei Giochi. Ci saranno poi spettacoli pirotecnici, coreografie e musica che daranno vita a uno show mozzafiato.

Arriverà poi il momento dell’ingresso del manipolo di atleti che porteranno il vessillo a cinque cerchi. Una volta che verrà issata anche questa bandiera, ci sarà il giuramento degli atleti e degli ufficiali di gara dei Giochi.

A quel punto le Olimpiadi saranno pronte a partire.

La più forte di tutte

Paola Egonu. Fa il medesimo effetto di quando senti nominare Roger Federer: il maestro, il più forte di tutti.

Con una differenza, sostanziale. Il campione svizzero è alle soglie dei 40 anni e ha costruito la sua leggenda in una carriera che, ad oggi, dura da 23 anni. Paola, invece, i 23 anni li deve ancora compiere.

Nata nel 1998 a Cittadella, in provincia di Padova, da due genitori di origini nigeriane, Paola Egonu è una delle pallavoliste più forti del mondo.

Oggi gioca da opposto nell’Imoco volley Conegliano e ai Giochi che sono al via in Giappone guiderà la Nazionale di Davide Mazzanti verso l’oro olimpico.

Ma la sua grandezza, Paola l’ha dimostrata subito, fin da piccola, fin da quando, a soli 15 anni, incanta e ammalia gli osservatori del Club Italia.

Con la società romana gioca quattro anni arrivando anche in A1. Qui, nel massimo campionato, segna il record dei record mettendo a terra ben 46 punti. Nessuno mai aveva fatto meglio prima.

A 18 anni poi viene segue il destino dei predestinati. Tutti la vogliono e così viene arruolata per una maglia azzurra,giocando contemporaneamente per la nazionale under18, under19 e under20.

Dalla stagione 2019-2020 gioca per Conegliano, con cui ha messo in bacheca due Supercoppe italiane, il Mondiale per Club (venendo eletta miglior giocatrice in entrambe le competizioni), due Coppe Italia, lo Scudetto e la Champions League, sempre risultando l’Mvp.

Nell’aprile del 2021, Paola batte Paola perché in gara 1 per la finale scudetto contro Novara, fa registrare un altro record di punti, ora fissato a 47.

Ma Paola Egonu non è solo una pallavolista.

È una donna che incarna i più alti valori olimpici, l’emblema dello sport che va oltre lo sport.

È la ragazza che batte il razzismo con la stessa determinazione e personalità con cui centra record su record sul campo. O che disinnesca l’omofobia dopo il coming out con la stessa naturalezza dello schiacciatore che prima addomestica un servizio-bordata e poi spara la palla dall’altra parte della rete.

Paola Egonu è il simbolo dell’identità contro le etichette.