Un atlante della mobilità dolce ti aiuterà a girare l’Italia senza la macchina

Su tutto il territorio italiano esistono almeno un centinaio di percorsi conosciuti a livello locale, ma non conosciuti da tutti. Spesso queste realtà, paesaggi e sentieri rimangono interrotti. Così Rete Ferroviaria Italiana e AMODO, un insieme di associazioni per la mobilità sostenibile, hanno realizzato un atlante: una vera e propria mappa per collegare tutto il Paese nell’ottica di promuovere la mobilità sostenibile.
Francesco Castagna 5 Maggio 2022

Ti ricordi il detto “chi va piano, va sano e va lontano”? Lo avrai sentito per la prima volta da piccolo e con questo mantra ci sei cresciuto, perché per alcuni è diventato uno stile di vita. In effetti, ti posso dire che in questo proverbio c’è un fondo di verità: la mobilità lenta, ovvero quella a piedi, in bici o con dei mezzi leggeri (come i monopattini), è sana anche perché è sostenibile.

Con l’utilizzo di questi mezzi, o andando a piedi, evitiamo molte attività che hanno un impatto negativo sul nostro paesaggio e sul clima, e quindi sul nostro Pianeta. Grazie alla mobilità lenta infatti si riduce l’inquinamento ambientale, il degrado urbano e l’inquinamento acustico.

L’Italia in particolare è un Paese ricco di paesaggi urbani e rurali da esplorare, la loro bellezza va tutelata e queste realtà hanno bisogno di una rete che se ne occupi e le sostenga.

Proprio per questo motivo è stata realizzata una cartina, anzi un vero e proprio Atlante della mobilità dolce in Italia. Grazie ai big data della Rete Ferroviaria Italiana e AMODO (un’alleanza di associazioni che collaborano per la crescita della mobilità dolce in Italia) nasce una sistema in grado di mappare e mettere in relazione i percorsi green, le ferrovie, le ciclopedonali, i cammini e i sentieri di tutta Italia per unire la mobilità sostenibile al patrimonio culturale come parchi, borghi, beni storici e paesaggi. Le associazioni stanno continuando a costruire la versione cartacea di questa grande mappa, che sarà pubblicata nel 2024.

Tutte queste realtà sono state messe insieme per creare una prima cartina dell’Atlante. Un insieme di greenways “nate da ferrovie dismesse e abbandonate, crescita dei percorsi ciclabili e pedonali lungo strade bianche, argini, canali e strade dismesse, promozione dei cammini e sentieri naturalistici, vie d’acqua da attraversare senza motore”. Tutto per creare un atlante della mobilità dolce in grado di recuperare e restituire ai territori queste infrastrutture. Ma perché tutto questo? Per poi inserirsi, come puoi immaginare, nell’attualità dei fondi PNRR, infatti le associazioni di AMODO vorrebbero avere l’opportunità di consigliare al Ministero delle Infrastrutture dove sia meglio investire.

Ma cosa comprende l’Atlante? 3.029 stazioni ferroviarie, di cui 2.057 di RFI, 28 linee di ferrovie turistiche, 899 borghi (suddivisi in cittàslow, comuni virtuosi, bandiere arancioni ovvero comuni che si sono distinti per la qualità e l’accoglienza, e altri tipi di borghi), 83 cammini in tutta Italia, 12.164 tra sentieri CAI e Europei FIE, 18.077 ciclovie e greenways. E poi ancora 55 siti Unesco e 1656 aree protette.

Insomma, sono numeri che, come puoi capire, dovrebbero renderci orgogliosi del nostro patrimonio paesaggistico e culturale.