Un uso irresponsabile dei monopattini elettrici può essere un serio pericolo per le persone non vedenti

Li troviamo in strada e sulle ciclabili (dove dovrebbero stare) ma anche troppo spesso sui marciapiedi a bloccare il flusso dei pedoni. I monopattini elettrici sono una grande occasione per rendere più sostenibile la mobilità delle città, ma è necessario educare maggiormente i cittadini al loro utilizzo. Anche nel rispetto di categorie più fragili come ad esempio i non vedenti.
Sara Del Dot 14 ottobre 2020

Da quando sono arrivati ad affollare strade, piste ciclabili ma soprattutto marciapiedi, i monopattini elettrici, in particolare nella loro formula sharing, sono diventati gli indiscussi protagonisti della transizione ecologica verso un’idea di spostamento sostenibile. Di accesso immediato (basta scaricare una app), facili da guidare e dotati di una velocità inaspettata, i due ruote con cui da bambini ci lanciavamo giù dalle discese dietro casa oggi rappresentano la nuova frontiera della mobilità urbana leggera. Purtroppo, però, non è tutto oro quel che luccica. O meglio, potrebbe esserlo se solo i loro utenti iniziassero a guidare questi mezzi con maggiore responsabilità.

Complice il fatto che alcuni cittadini non hanno ancora ben chiaro dove e in che modalità i monopattini debbano transitare (nonostante la legge li equipari alle biciclette, quindi in strada o sulle ciclabili), ma anche l’abitudine non proprio rispettosissima di abbandonare i mezzi al centro dei marciapiedi, la presenza delle flotte ormai un po’ ovunque nelle grandi città ha subito lasciato emergere delle problematiche da non sottovalutare.

Soltanto a Milano, capofila per quanto riguarda le alternative sostenibili all’automobile e in particolare la mobilità in sharing, nel corso dei tre mesi estivi (da giugno a settembre) si sono verificati ben 151 incidenti che hanno coinvolto i monopattini elettrici, 34 solo nelle prime due settimane di settembre. Questo perché, secondo le autorità, i veicoli vengono utilizzati come fossero giocattoli, senza alcuna attenzione nel loro utilizzo.

Ma quella della sicurezza non è l’unica questione apertasi in seguito all’approdo di questi veicoli sulle nostre strade. C’è infatti una categoria di cittadini che sta vivendo peggio degli altri l’utilizzo selvaggio dei monopattini elettrici. Sto parlando delle persone non vedenti.

Non avendo un motore, i monopattini elettrici sono molto silenziosi anche quando vanno a gran velocità. Se abiti in una città in cui sono presenti alcune flotte, ti sarà di certo capitato di spaventarti se vieni superato all'improvviso da un veicolo di cui non ti eri accorto finché non ti è passato accanto. Oppure di doverti spostare in fretta prima di trovarti travolto da un mezzo che da diversi chilometri sta facendo slalom tra i pedoni. Ecco, ora immagina di non poter usare la vista e trovarti quindi all’improvviso nella traiettoria di un conducente sconsiderato.

E la velocità silenziosa non è l’unico pericolo. I marciapiedi, infatti, si trovano spesso in parte occupati da monopattini spenti in attesa che qualcuno li recuperi o li usi, bloccando il flusso delle persone e impedendo ai non vedenti di camminare senza ostacoli lungo uno spazio, il marciapiede, che di diritto dovrebbe essere loro.

Così, questi veicoli tanto utili e necessari per l’agognata transizione sostenibile che potrebbe consentire a tutti noi di tornare a respirare anche per le strade delle grandi città, mostrano il loro lato peggiore attraverso un loro utilizzo sconsiderato e irrispettoso da parte dei cittadini.

Per far fronte a questo problema ormai evidente, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Roma ha lanciato una petizione online avanzando alcune richieste per migliorare la qualità della vita della categoria in merito alla quesitone monopattini, sottolineando che “L’utilizzo del monopattino su marciapiedi, su strada in contromano, l’abbandono del mezzo ovunque e le alte velocità che minacciano la sicurezza dei pedoni, sono atteggiamenti puniti dal codice della strada ma ci si rende conto che tali norme rimangono sulla carta e molto spesso inapplicate.”

Nello specifico, le richieste riguardano:

  1. In rispetto alla normativa europea sulle auto elettriche, in vigore dal 2019, l’adozione dell’AVAS (Audible vehicle alert system) un sistema di rumore artificiale che segnala il mezzo in movimento, sempre e comunque.
  2.  L’identificazione di siti dove è consentito lasciare il mezzo, così da evitare l’abbandono indiscriminato.
  3. L’adozione di un sistema GPS che regoli automaticamente la velocità del mezzo a 6 km/h allorché gli stessi transitino nei centri storici o in zone particolarmente affollate.
  4.  Una speciale attenzione da parte della polizia municipale atta a scoraggiare atteggiamenti illegali e pericolosi.
  5.  Alle società che gestiscono lo sharing dei mezzi di inibire il noleggio dello stesso, qualora si accerti un uso improprio del monopattino dall’utente.

Il problema, infatti, non è rappresentato dal mezzo in sé quanto più dalla mancanza di sensibilità ed empatia dei loro utenti nei confronti di chi, con loro, condivide aria, spazio e servizi. Perciò, se anche tu utilizzi il monopattino sharing regolarmente, trovandolo un modo intelligente e ambientalista di spostarti per la città, prova a migliorare la qualità del tuo spostamento rendendolo rispettoso nei confronti degli altri.