Vaccino ai minori? Gli adolescenti devono decidere senza essere obbligati: la posizione del Comitato Nazionale di Bioetica

Il Comitato Nazionale di Bioetica (CNB), consulente di Governo e Parlamento, ha chiarito in un documento la propria posizione sul tema della vaccinazione per gli adolescenti: bocciato l’obbligo vaccinale, perché a prevalere deve essere sempre la scelta personale. In ogni caso, è importante accompagnare i ragazzi verso una decisione consapevole, attraverso l’informazione ricevuta a scuola e da parte dei genitori.
Alessandro Bai • 4 Agosto 2021
* ultima modifica il 04/08/2021

Vaccinare gli adolescenti contro il Covid-19 è un passaggio fondamentale nella lotta alla pandemia. A decidere se optare per l'immunizzazione o meno, però, devono essere loro stessi, e non i genitori. È questo il pensiero del Comitato Nazionale di Bioetica (CNB), sintetizzato in un documento intitolato "Vaccini e adolescenti" che sottolinea come un'informazione chiara e precisa verso questa fascia di minori sia da preferire all'obbligo vaccinale, non previsto dalla legge: in altre parole, i giovani vanno sensibilizzati sull'importanza della campagna vaccinale e accompagnati verso una scelta consapevole, che però rimane personale e in quanto tale va rispettata.

Il comitato, che agisce da consulente in diversi ambiti per Governo, Parlamento ed altre istituzioni, parte da una premessa fondamentale, ritenendo che "la vaccinazione sugli adolescenti possa salvaguardare la loro salute e contribuire a contenere l’espansione del virus nell’ottica della salute pubblica, in particolare in vista del rientro a scuola". Allo stesso tempo, il testo pubblicato dal CNB riconosce che il tema dell'immunizzazione dei giovani "richiede nuove e diverse attenzioni e forme di comunicazione adatte all’età, da parte delle istituzioni e dei medici".

In particolare, agli adolescenti deve essere spiegato il differente bilanciamento tra rischi e benefici che la vaccinazione comporta rispetto ad altre fasce, come gli adulti e gli anziani. Queste informazioni devono arrivare sia dai genitori, che essere rivolte direttamente ai giovani stessi, "auspicabilmente mediante un foglio informativo prima del vaccino, affinché possano partecipare in modo consapevole", si legge nel documento.

Vaccini e adolescenti: chi deve decidere?

Anche le scuole e gli insegnanti, attraverso azioni educative e di sensibilizzazione mirate, possono contribuire a informare gli adolescenti, cercando però a propria volta di ascoltarne i dubbi e le opinioni, mettendo così in risalto il diritto ad effettuare una scelta libera e consapevole, che in alcuni casi può essere diversa da quella dei genitori.

Cosa fare dunque in caso di divergenza? Se l'adolescente vuole vaccinarsi pur contro la volontà dei propri genitori, il CNB ritiene che il ragazzo "debba essere ascoltato da personale medico con competenze pediatriche e che la sua volontà debba prevalere". Inoltre, nel caso in cui gli adolescenti soffrano di patologie che li collocano in una fascia di rischio per cui il Ministero della Salute raccomanda l'immunizzazione, "emerge in forma ancora più pressante l’obbligo dei genitori (rappresentanti legali) di garantire ai propri figli il miglior interesse; è importante ricorrere al comitato di etica clinica o ad uno spazio etico e, come extrema ratio, al giudice tutelare".

Può accadere però che, dopo essere stato informato a dovere, sia l'adolescente stesso a rifiutare la vaccinazione nonostante i genitori abbiano dato il consenso. In casi come questo, oltre a ricordare nuovamente l'importanza del vaccino per proteggere la salute personale e quella delle altre persone, si può solo prendere atto della decisione del giovane e accettarla, senza obbligarlo a compiere un gesto contro la sua volontà. Secondo il CNB, infatti, "appare comunque corretto, dal punto di vista bioetico, non procedere all’obbligo di vaccinare in mancanza di una legge, ma porre in essere misure atte a salvaguardare la salute pubblica".

Fonte| Comitato Nazionale per la Bioetica

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