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30 Novembre 2020
13:00

Visoni e coronavirus, la Danimarca ha un altro problema: le fosse comuni inquinano l’ambiente

Dopo aver abbattuto 11 milioni di animali, Copenhagen adesso deve fare i conti con le carcasse potenzialmente infette in decomposizione che rischiano di inquinare i terreni e le falde acquifere. I partiti dell'oppposizione vanno all'attacco del governo e spingono per la riesumazione e la cremazione dei visoni. La premier danese non trattiene le lacrime e si scusa pubblicamente per la gestione dell'emergenza.

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Visoni e coronavirus, la Danimarca ha un altro problema: le fosse comuni inquinano l’ambiente
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Pare proprio un incubo senza fine quello che sta vivendo la Danimarca, che ha ordinato l'abbattimento di tutti i visoni presenti negli oltre mille allevamenti sul territorio nazionale (parliamo di 15-17 milioni di animali). Il motivo, come ti avevamo spiegato poche settimane fa, è legato alla preoccupazione delle autorità che si trasmetta all'uomo una variante mutata del coronavirus SARS-CoV-2, visto che gli allevamenti intensivi di mustelidi fanno da serbatoio.

Per motivi dunque di prevenzione e di salute pubblica, il Paese scandinavo, che è il principale esportatore a livello mondiale di pellicce di visone, ha deciso di procedere con le soppressioni di massa attraverso il gas e già due terzi della popolazione di visoni in Danimarca è stata uccisa. Tutte le carcasse sono state seppellite in fretta e furia in enormi fosse comuni nelle località di Karup e Holstebro. Adesso però si è presentato un problema ambientale, e non di poco conto: dalle fosse poco profonde sono cominciate a emergere le carcasse putrefatte degli animali potenzialmente infetti spinte in alto dai gas di fosforo e azoto rilasciati nel processo di decomposizione. Il rischio è che contaminino i terreni circostanti, i corsi e i bacini d'acqua, e anche le falde acquifere.

La vicenda sta avendo pesanti conseguenze politiche. I partiti di opposizione hanno chiesto al governo di riesumare i resti dei visoni per cremarli in modo da disinnescare la minaccia ambientale. Il ministro dell'agricoltura Mogens Jensen è stato costretto a dimettersi. Addirittura la premier danese Mette Fredericksen è arrivata a chiedere personalmente scusa, in lacrime, per la gestione della crisi legata alla diffusione del virus negli allevamenti di animali da pelliccia. C'è del marcio in Danimarca: è l'odore di milioni di visoni morti.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.