A decidere quale futuro avrà l’ambiente dopo il 25 settembre sarai solo tu, andando a votare

Chiudiamo la nostra rubrica “Che Ambiente votiamo?” con una riflessione sul nostro percorso. Dopo aver sentito quasi tutti i leader dei partiti politici, i sindaci, le associazioni ambientaliste e i ricercatori, ecco il nostro bilancio. Ovviamente l’invito rimane sempre lo stesso: è fondamentale che tu vada a votare.
Rubrica a cura di Francesco Castagna
23 Settembre 2022

Ci siamo lasciati alle spalle un esecutivo composto da quasi tutte le forze politiche, l’agenda Draghi sembrava la linea da seguire, ma il governo ha fallito, e non è riuscito ad arrivare al prossimo anno, quando sarebbe terminata la legislatura.

Così le agende sono state sostituite dai programmi e ognuno ha accettato la sfida di affrontare la campagna elettorale più corta di sempre. Non sono mancate le nuove liste, come Italexit, Italia Sovrana e Popolare e Unione Popolare che hanno dovuto raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni del 25 settembre, riuscendoci.

Intanto gli altri partiti erano già pronti e ogni leader aveva già deciso gli argomenti forti su cui basare la propria campagna elettorale. Per la prima volta l'ambiente ha orientato le posizioni politiche dei partiti.

Questo perché si sono create nuove affinità tra i partiti politici, sul come affrontare la transizione energetica, e quindi se considerare o meno il nucleare come opzione.

Noi di Ohga abbiamo provato a contattare tutte le forze politiche, per dargli il giusto spazio nel confronto elettorale, perché riteniamo oltre che al diritto di par condicio abbia anche il dovere di rispondere e di rivolgersi ai propri elettori.

Lo abbiamo fatto con la rubrica "Che ambiente votiamo?", dove abbiamo raccolto i pareri dell'intera società civile: i ricercatori, i sindaci, gli assessori alla transizione ecologica delle più grandi città italiane, le associazioni ambientaliste e, infine, i protagonisti di questa campagna elettorale, i partiti. Purtroppo le nostre aspettative sono rimaste deluse per partiti come Impegno Civico, Forza Italia e Italia Sovrana e Popolare, che non si sono resi disponibili a un'intervista sulle proposte green dei loro programmi.

Come abbiamo ricordato nel nostro video-editoriale, che si parli di ambiente, in una campagna elettorale in piena crisi climatica e in un regime di razionamento energetico, ci sembra più che normale. Il nostro compito è stato capire non tanto chi abbia parlato di politiche ambientali, ma in che modo. Lo abbiamo fatto anche per dare risposte certe a voi che ci seguite ogni giorno, perché è nostro dovere informarvi chiaramente sulle intenzioni delle forze politiche che governeranno.

Quello che hanno in comune le realtà che ci hanno risposto è la consapevolezza che manchino degli elementi fondamentali per mettere in atto una vera transizione ecologica: i decreti attuativi per sbloccare le procedure sulle rinnovabili, le comunità energetiche, e alcune leggi che avrebbero un impatto sul clima, l’assenza di una governance centrale e la mancanza di investimenti a lungo termine. Ma in che modo i politici ci parlano d’ambiente?

Forniture di gas naturale

Sulle forniture di gas le posizioni sono più o meno queste:

Anche se tutti sono convinti che l’indipendenza dal gas naturale debba essere raggiunta gradualmente, c’è chi è per riattivare la diplomazia con la Russia, come Italexit e Unione Popolare, e chi ritiene necessario continuare con la linea del governo per diversificare le forniture di gas, ovvero tutte le altre forze politiche.

Rigassificatori

Sui rigassificatori il dibattito è ancora in corso: da una parte abbiamo l’alleanza Verdi/Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Unione Popolare e Italexit contrari alla costruzione e all’utilizzo di nuovi impianti di questo tipo, il Partito Democratico li prevede nel programma ma solo come soluzione ponte.
Fratelli D’Italia, che ha un sindaco proprio a Piombino, è per il sì, ma non nella città che amministra. Sono favorevoli senza condizionali ai rigassificatori Azione/Italia Viva, Lega, Forza Italia, +Europa e Impegno Civico.

Nucleare

Sul nucleare la questione si fa ancora più complessa, perché il tema ha polarizzato il dibattito politico di queste elezioni: Azione e Italia Viva, Lega e Forza Italia dicono sì al nucleare a fissione, per +Europa bisognerebbe valutare attentamente le analisi costi-benefici, mentre Movimento 5 Stelle, Unione Popolare, Fratelli d’Italia, Verdi/Sinistra Italiana e Impegno Civico e il Partito Democratico sono per finanziare la ricerca e aspettare il nucleare a fusione, che non produce scorie.

Rinnovabili

Le rinnovabili, per fortuna, sono incluse in tutti i programmi politici, ora bisogna solo capire se i dati inseriti nei programmi corrisponderanno effettivamente al vero. Il tema della lotta alle ecomafie e alle agromafie viene inserito, ma in maniera a nostro parere troppo semplicistica, senza specificare come e in che modo intervenire.
In ogni caso, noi ci sentiamo di dire alle forze politiche che assumeremo lo stesso atteggiamento di Greta Thunberg: vi osserveremo anche dopo le elezioni, e non smetteremo di farlo.

Avremmo voluto coinvolgere anche il mondo dell'industria italiana, che purtroppo ha preferito non intervenire, rimanendo in attesa dell'esisto effettivo delle votazioni: Confindustria, Confartigianato e Confcommercio.

Ci troviamo davanti a un panorama complesso, molto più articolato di un semplice pro-contro nucleare, perché dobbiamo cominciare a capire che l'ambiente non va preso in considerazione solo dal punto di vista energetico, ma anche dal punto di vista del rispetto della biodiversità e della tutela del suolo e del paesaggio. Siamo ancorati ancora, purtroppo, a una visione troppo antropocentrica ed è un errore enorme che associazioni ambientaliste come LAV, Marevivo, Asvis, Fridays For Future ed Extinction Rebellion non vengano prese abbastanza sul serio da alcuni politici.

Per questo motivo, non farti ingannare da chi l’ambiente lo inserisce solo nel simbolo, o parla esclusivamente di energia e di piani per prevenire eventuali disastri ambientali, relegando l’ambiente a una visione antropocentrica.

Dopo che il 2 febbraio la Commissione europea ha adottato il testo della tassonomia, contenente gas e nucleare, temi che prima in Italia erano tabù assoluti sono ritornati forte nel dibattito pubblico. Rinnovabili, nucleare e rigassificatori. Come forse avrai osservato e sentito in giro, queste sono state le parole chiave in queste elezioni.

Questo è l'ultimo numero di "Che Ambiente votiamo?", la maratona green di Ohga per le elezioni. In vista di una campagna elettorale molto breve ma intensa, il nostro obiettivo è stato quello di accompagnarti fino a domenica 25 settembre, quando metterai la tua X sul simbolo di un partito o di una coalizione.

A questo punto la scelta è solo nelle tue mani, sarai tu il responsabile di un Parlamento composto da persone professionalmente adatte ad affrontare una transizione ecologica giusta e seria. Per questo motivo ci sentiamo di dirti che oggi il tuo voto conta più che mai. È in ballo il nostro futuro e quello della Terra, e non possiamo più aspettare.

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Il mio interesse per il giornalismo nasce dalla voglia di approfondire tutto ciò che oggi giorno accade sempre più velocemente. Unisco altro…