Manfredi (sindaco di Napoli) a Ohga: “Tutto quello che risparmieremo sarà naturalmente investito per l’ambiente”

I comuni saranno le colonne portanti della transizione ecologica ed energetica italiana, ma da soli il loro lavoro non basta. Serve un intervento a livello statale e una governance verticale a più livelli. Con Gaetano Manfredi, sindaco della città metropolitana di Napoli, abbiamo parlato delle politiche green della città e di come verranno utilizzati i fondi PNRR.
Rubrica a cura di Francesco Castagna
22 Settembre 2022

Come si stanno muovendo i comuni per la transizione ecologica? Oltre alle elezioni politiche, i comuni giocano un ruolo importante nel nostro Paese dal punto di vista ambientale ed energetico. Agli amministratori sta la scelta di come efficientare le abitazioni, decarbonizzare la città e migliorare l'economia circolare per la gestione dei rifiuti. Tutto nel segno della sostenibilità e nella produzione di energia pulita.

Questa è "Che Ambiente votiamo?", la maratona green di Ohga per le elezioni del prossimo 25 settembre. In vista di una campagna elettorale molto breve ma intensa, il nostro obiettivo sarà quello di accompagnarti fino a quando metterai la tua X sul simbolo di un partito o di una coalizione.

Per coinvolgere il più possibile ogni parte della società, noi di Ohga abbiamo scelto di intervistare gli amministratori di alcuni comuni italiani, selezionati per diventare le prime città a impatto zero entro il 2030. Ne abbiamo parlato con Gaetano Manfredi, sindaco della città metropolitana di Napoli.

Trasporti e mobilità: come pensate di implementare questo settore nell'ottica di decarbonizzare il più possibile la città?

Napoli è da sempre laboratorio di innovazione nella gestione del trasporto urbano, tra le prime città ad implementare sistemi di bigliettazione coordinati tra i vari operatori. Siamo ora al lavoro per continuare ad innovare, nella direzione dell’integrazione di sistemi di trasporto sostenibili, anche grazie ai fondi PNRR. Napoli ha visto il proprio progetto tra i 3 finanziati nell’ambito dell’iniziativa Mobility As A Service finanziata proprio dal PNRR.

Ancora con fondi PNRR rinnoveremo significativamente la nostra flotta di bus con veicoli elettrici, installeremo nuove colonnine per la ricarica dei veicoli e potenzieremo negli anni la rete delle  metropolitane, sia con nuovi treni, che con il potenziamento delle stazioni e con nuove tratte, per ridurre la preferenza del trasporto privato e decarbonizzare il settore dei trasporti.

Di quali investimenti ulteriori avrebbe bisogno il comune di Napoli, da discutere eventualmente con il governo centrale?

Napoli come tutte le grandi città ha sempre bisogno di nuovi e grandi investimenti. In ogni settore, non solo in quello ambientale che è strategico. Però a me piace pensare a quello che ho piuttosto che a quello che non ho. Nei prossimi anni grazie ai fondi del Patto per Napoli e del PNNR disporremo di ingenti finanziamenti per far cambiare volto alla città dal punto di vista ambientale e della mobilità sostenibile.

La sfida è dare continuità a questi fondi per avanzare con gli investimenti e consentire una gestione finanziariamente sostenibile, sia per la manutenzione delle infrastrutture e dei mezzi che per il personale.

Gestione fondi PNRR: di quanti fondi ha bisogno Napoli e per quali politiche ambientali avete intenzione di investirli?

Grazie ai fondi del PNNR potremo finalmente dopo tanti anni mettere in campo una serie di progetti pluriennali fatti di concretezza, rinnovamento degli spazi della città, efficientamento dei servizi. Potremo intercettare e mettere in campo tutte le iniziative possibili per far sì che il Pnrr rappresenti un'occasione importante di rinascita e rinnovamento anche e soprattutto in campo ambientale. Tra quelli già finanziati, c’è il progetto MAAS, che ho già citato prima, che coinvolge operatori del trasporto pubblico e operatori di mobilità dolce: Napoli si è aggiudicata il finanziamento, al primo posto, tra le grandi città che hanno partecipato.

Nell’area di investimenti per parchi e giardini storici, è stato approvato in giunta il progetto per la valorizzazione dei parchi Virgiliano, Villa Comunale e Mausoleo di Posillipo. Cercheremo di avviare quanto prima questi investimenti.

C’è la costruzione di un nuovo impianto per il trattamento della carta e del secondo impianto di compostaggio della città, nell'area nord occidentale. Dopo il lungo processo sulla costituzione dell’ente idrico di Napoli, arrivano ora gli interventi che saranno gestiti da ABC. Ci sono poi i grandi progetti di rigenerazione urbana, due dei quali a Marianella e Chiaiano, ovvero quelli per il recupero dell’edilizia residenziale pubblica di Ponticelli e l’importante finanziamento di 70 milioni per il completamento di Restart Scampia e di 52 milioni per Taverna del Ferro.

Quali sono le principali misure green che la giunta sta mettendo in campo in questa amministrazione?

Forse l’obiettivo principale è quello di realizzare un impianto di compostaggio a Napoli Est, precisamente a Ponticelli. Sarà un impianto sicuro ed ecosostenibile che ci darà una grossa mano per completare in modo virtuoso il ciclo dei rifiuti.

Oggi siamo costretti ancora ad esportare l’umido all’estero con costi enormi. Tutto quello che risparmieremo sarà naturalmente investito per l’ambiente, soprattutto in quei quartieri di Napoli che in questi anni hanno pagato il prezzo più alto in termini di stress ambientale. Ma non è certamente l’unica cosa che faremo. Realizzeremo opere importanti per Napoli Est, come il recupero delle aree industriali, il tram rapido e la passeggiata a mare, questo solo per citarne alcune.

Di recente il sindaco Manfredi ha nominato 13 esperti per ridurre l'inquinamento e potenziare le rinnovabili, può dirci di più su questo tavolo tecnico?

Per ridurre l'inquinamento a Napoli e abbassare il costo delle bollette serve un piano straordinario. Per questo ho deciso di nominare 13 “saggi” per dare una svolta green della città. L'obiettivo è la transizione energetica, passando dai combustibili fossili, come petrolio e metano, alle energie rinnovabili. La deadline è quella del 2030, data entro la quale si conta di ridurre del 55% le emissioni climalteranti o di raggiungere la decarbonizzazione, cioè l’eliminazione di emissione di CO2, derivanti dall’uso di combustibili fossili, per arrivare ad una energia a zero emissioni. E le metropoli e le aree metropolitane devono dare il loro contributo a questo obiettivo.

Necessità sempre più urgente, soprattutto alla luce della crisi in Ucraina, che spinge ulteriormente i paesi europei ad accelerare la ricerca di fonti rinnovabili e sostenibili al fine di emanciparsi dalla dipendenza dal gas russo.

Per questi motivi, che sono coerenti con il nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l'Energia 2030 e con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ho nominato un Tavolo tecnico-scientifico con il compito di accompagnare l'Amministrazione in questa sfida epocale della transizione energetica.

Si tratta di 13 personalità del mondo accademico, esperti delle diverse discipline economiche, tecnologiche ed ambientali utili per le scelte strategiche in materia di politiche energetiche. Tecnicamente ci sono vari livelli sui quali il Comune può intervenire per ridurre l'inquinamento in città e passare ad un uso delle energie rinnovabili. Possiamo intervenire con piani traffico con divieti di circolazione in determinati periodi dell'anno per le auto più inquinanti.

Lavorare per chiedere l'elettrificazione delle banchine del Porto. Definire gli orari di funzionamento di caldaie e termosifoni. Elaborare un piano per l'efficientamento energetico di strade e edifici pubblici, con l'uso ad esempio degli impianti solari per riscaldamento ed energia. Potenziare le colonnine di ricarica elettrica in città. Solo per fare alcuni esempi.

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