Alberto Cova, il ragioniere che correva con la testa (e rimontava gli avversari)

I suoi genitori speravano che facesse carriera in banca. Lui, Alberto Cova, si è preso il diploma di ragioneria, ma in banca non ci è andato, ha preferito i 10mila metri piani. Campione europeo, poi mondiale e poi olimpico. Oggi ha più di 60 anni e corre la maratona.
Rubrica a cura di Gaia Cortese
2 ottobre 2019

Campione europeo nel 1982, campione mondiale nel 1983 e campione olimpico nel 1984. La sua specialità: i 10mila metri piani. Avevo solo 8 anni quando Alberto Cova vinceva la medaglia d’oro ai Mondiali di Helsinki nell’agosto del 1983. Ricordo l’esaltazione del commentatore televisivo, un indimenticabile Paolo Rosi che urlava: “Cova, Cova, Cova, Covaaaa” negli ultimi metri di gara e l’entusiasmo di mio padre, quasi in piedi sul divano. Con uno sprint finale davvero unico, Cova infatti superava e lasciava indietro quattro atleti (Shahanga,Vainio, Kunze e Schildhauer) e vinceva l’oro con il tempo di 28'01″04.

Gli esordi

I primi passi da atleta, Alberto Cova li muove a 14 anni. Lo chiamano il "ragioniere", non solo perché si diploma in ragioneria, ma anche per quel fisico così magro, quasi filiforme. E poi quel suo modo pianificato, metodico, di affrontare le gare. I primi successi arrivano nel 1977, quando diventa campione italiano juniores sui 5mila metri piani, distanza che preferisce a quella di 10mila fino al 1980.

Atene '82: campione europeo

Proprio in quell'anno Cova incontra Giorgio Rondelli, allenatore della Pro Patria, che lo porterà a vincere in Italia e nel mondo. Rondelli intuisce che Alberto ha tutte le qualità per primeggiare sui 10mila metri, e nel 1982 Cova si presenta agli Europei di atletica di Atene, in Grecia, come outsider sulla distanza. In questa occasione mette per la prima volta in risalto le caratteristiche che lo porteranno in più occasioni al successo: l'eccezionale velocità che raggiunge nei rush finali e la capacità di resistere durante la gara ai frequenti cambi di ritmo.

Helsinki '83: campione mondiale

Nel 1983 Cova compie un vero capolavoro andando a vincere i 10mila metri nella prima edizione dei Campionati del mondo di atletica leggera ad Helsinki, in Finlandia.

Los Angeles '84: campione olimpico

Un anno dopo, Cova completa la sua tripletta vincendo i 10mila metri anche ai Giochi olimpici di Los Angeles. L'uomo da battere non è più il suo eterno rivale Schildhauer, complice il boicottaggio dei paesi del blocco comunista, bensì il portoghese Fernando Mamede.

La corsa è come una religione. Devi credere in qualche cosa che non vedi, ma che senti che esiste.

Alberto Cova

Il caso vuole che l'atleta lusitano soffra psicologicamente l'appuntamento con gare e competizioni e così, anche questa volta, fallisce la prova e si ritira dopo pochi giri. Sugli ultimi 800 metri dalla fine Cova sembra patire il cambio di ritmo, dando l'impressione di doversi staccare da un momento all'altro dal gruppo in testa; tuttavia riesce a resistere e, negli ultimi 200 metri, passa al contrattacco. Cova vince con il tempo di 27'47″54.

È un uomo a modo. I suoi capelli scuri e i suoi baffi sono sempre in ordine. La sua maglia azzurra, anche alla fine di una corsa frenetica e selvaggia, sembra appena uscita dalla lavanderia. Da ragioniere qual’è, ama la meticolosità. Il suo stile di corsa è fra i più nitidi ed economici che si ricordino: passi brevi e rapidi, senza dispersione alcuna. Ha una tattica superba per “sistemare” i suoi avversari: di norma ama seppellirli nel rettilineo d’arrivo.
Cordner Nelson, sulla rivista americana Track & Field News

Alberto Cova oggi

Il primo dicembre del 2018 Alberto Cova ha compiuto 60 anni. Non ha più i baffi (li ha tolti nel '98), ma il fisico è sempre quello dell'atleta degli anni Ottanta che ci ha fatto urlare "Cova, Cova, Covaaaa" man mano che il traguardo della gara si avvicinava. Ad Alberto Cova è stata dedicata anche una targa inserita nella Walk of Fame dello sport italiano a Roma, riservata agli ex-atleti italiani che si sono distinti in campo internazionale. È ancora un atleta, ma oggi alza le braccia sotto il traguardo delle maratone a cui partecipa per passione.

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Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti altro…