In francese sono conosciute come “chambres séparées”, ad Amsterdam le hanno invece chiamate serres séparées. Sono piccole casette dalla pareti di vetro, posizionate all’esterno del ristorante Mediamatic sul lungofiume e sono la soluzione più originale finora adottata da un ristorante per ridurrre il rischio di una seconda ondata di Covid-19.
Il Mediamatic è un ristorante vegetariano che ha fatto delle "serre di quarantena" il suo punto di forza. Già promotore della sostenibilità, da sempre questo ristorante si è occupato della coltivazione di verdura, di erbe e di fiori commestibili in una propria serra acquaponica fertilizzata con il compost creato con gli scarti della cucina. Qui si produce anche birra a chilometro (o meglio metro) zero e la fermentazione di alcuni prodotti viene seguita in un apposito laboratorio, il Mediamatic Clean Lab.
Un ristorante così all’avanguardia non poteva che prendere spunto da questa emergenza sanitaria, e soprattutto farlo in maniera del tutto originale. Il Mediamatic è riuscito a trasformare il distanziamento sociale in un’occasione per cenare in intimità, con una vista mozzafiato su un canale della città.
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Come funziona? Le piccole serre sono dotate di un tavolo per due persone e il menu vegetariano che viene servito è composto da quattro portate. I camerieri indossano guanti e protezioni per il viso e utilizzano lunghi vassoi per servire i piatti all’interno delle serre.
Al momento il modello olandese delle serre da quarantena è stato sperimentato con famigliari e conoscenti stretti dei gestori del ristorante ma, a partire dal 21 maggio, se ci sarà il via libera, il ristorante Mediamatic potrebbe già accogliere i primi ospiti. Da giorni sul sito web del ristorante è già stato registrato il tutto esaurito per diverse date: due le fasce orarie previste per la cena, una a partire dalle 18, l'altra dalle 20.30, con un intervallo di tempo tra i due orari per consentire la sanificazione della casetta.