Anche il Giappone sceglie di ridurre la settimana lavorativa a quattro giorni

A beneficiarne non saranno solo i dipendenti, ma anche le aziende. Così il Giappone sceglie di ridurre la settimana lavorativa da cinque a quattro giorni: non solo per mantenere le proprie figure professionali con competenze, ma anche per porre fine al fenomeno del Karoshi.
Gaia Cortese 4 Maggio 2022

Karoshi è una parola giapponese che significa "morte per troppo lavoro”. Sembra quasi impensabile che possa succedere e invece, proprio nel paese del Sol Levante, ogni anno sono numerosi i casi di morte dovuta alle troppe ore di straordinario e allo stress eccessivo sul posto di lavoro.

Nel 1987 l’interesse pubblico per questo fenomeno è aumentato, tanto da portare lo stesso Ministero del lavoro giapponese a pubblicare le prime statistiche a riguardo.

Nel 2019 Microsoft Giappone, concedendo fino a due giorni liberi a settimana ai propri dipendenti, aveva mostrato un aumento della produttività del 40 per cento, oltre a una riduzione dei consumi di energia elettrica del 23 per cento e di carta del 59 per cento. Così oggi, grazie alla crescente attenzione nei confronti della salute dei cittadini che lavorano, sempre più aziende giapponesi stanno scegliendo di ridurre la settimana lavorativa da cinque a quattro giorni.

Nel 2019 sono state riconosciute in Giappone 174 morti per superlavoro, 88 delle quali per suicidio.

La scelta arriva, non a caso, a (quasi) fine pandemia da Covid-19, durante la quale numerose aziende si sono mosse in questa direzione. La riduzione dei giorni lavorativi nella settimana assicura benefici non solo ai dipendenti, ma anche alle aziende stesse che in questo modo hanno maggiori possibilità di mantenere i propri dipendenti e di assumere personale con competenze professionali.

"Dobbiamo sostenere il benessere dei nostri dipendenti".

Kusumi Yuki, ceo Panasonic

Lavorando quattro giorni a settimana i dipendenti hanno invece la possibilità di poter trovare un equilibrio tra la vita familiare a quella professionale e di conseguenza, maggiori chance di poter ampliare anche le proprie competenze sul lavoro.

L'ultima tra le grandi aziende giapponesi ad aver sposato l'iniziativa è la Panasonic Holdings Corporation, che si aggiunge ad altre realtà come quelle Hitachi Ltd., Mizuho Financial Group Inc. e Fast Retailing Co. (Uniqlo).