Autostrade ciclabili: nella legge di bilancio 2019 sono previsti solo due milioni di finanziamenti

Nel 2016 erano stati stanziati 91 milioni di euro per realizzare collegamenti fra Verona, Torino e Firenze. Nel 2017 sono stati raggiunti addirittura i 370 milioni. Ma la nuova legge di bilancio sembra puntare soprattutto sui veicoli elettrici e ibridi, che riducono le emissioni, certo, ma non migliorano così tanto la qualità della vita nelle città.
Giulia Dallagiovanna 10 gennaio 2019

Se ti è capitato di visitare Paesi del Nord Europa, come Olanda o Germania, le avrai già viste. Le autostrade ciclabili sono larghi e lunghi tracciati per biciclette che affiancano le principali arterie di traffico nelle città. Non solo, ma possono anche mettere in comunicazione centri urbani distanti fra loro, anche supportate dalla formula "treno più bici". La legge di bilancio 2019 ha previsto 2 milioni di euro per la realizzazione di nuovi chilometri di strade per le due ruote. Il problema è che il precedente governo ne aveva messi a disposizione 372.

Cosa sono le autostrade per biciclette

Sei abituato a strade cittadine formate da corsie per le automobili e marciapiedi. Le piste ciclabili, quando esistono, sono di solito confinate ad alcune zone specifiche come il centro storico o di particolare interesse turistico. Ma dal Nord Europa sta arrivando un'idea di mobilità che l'Italia ha già in parte accolto: strade per biciclette che affiancano ogni via, viale o grande arteria del traffico. Una presenza costante, insomma, tra il marciapiede e le corsie per i veicoli a motore.

Non solo, ma i collegamenti per questi veicoli a due ruote, completamente a impatto zero e dai costi di mantenimento molto ridotti rispetto alle auto, vengono installati anche accanto alle strade che portano da una città all'altra.

Le autostrade ciclabili in Italia

Già nel 2016, attraverso la legge di stabilità, erano stati stanziati 91 milioni di euro per la realizzazione di tre grandi ciclovie: tra Verona e Firenze, all'interno della Ciclopista del sole, la Ciclovia del Po, tra Verona e Torino, e il Grab, il grande raccordo anulare per biciclette a Roma.

Tutte queste piste, inoltre, fanno parte di una rete di collegamenti ancora più ampia, i cosiddetti Eurovelo, che permettono ai ciclisti italiani di raggiungere direttamente le rotte europee. Sono comprese in questo nuovo modo di guardare alla mobilità anche le velostazioni, una sorta di autogrill per biciclette, corredate da aree di sosta e di ristoro.

Nel 2017, poi, la legge di bilancio aumentava considerevolmente i milioni di euro stanziati per le piste ciclabili, al fine di realizzare un sistema di 5mila chilometri entro il 2024, con l'aggiunta di altre tre ciclovie: la Ciclovia del Garda, la Ciclovia della Magna Grecia e quella della Sardegna.

E si arriva all'ultima manovra di bilancio, dove i fondi pensati per la mobilità su due ruote sono solamente 2 milioni. Ti accorgerai che si tratta di un finanziamento davvero microscopico, rispetto a quanto rilasciato negli anni scorsi.

Incentivi alla mobilità elettrica

Non si può dire che la nuova legge di bilancio non si occupi per nulla dell'impatto del traffico sull'ambiente e sull'aria che respiri. Gli incentivi però sono stati diretti soprattutto alla mobilità elettrica. Su Ohga ti avevamo già parlato, infatti, della maggiore libertà di circolazione di cui potrebbero godere veicoli elettrici e ibridi, e dei problemi che ne deriverebbero.

All'elettrico sono stati dedicati 200 milioni di euro: diverse forme di bonus per chi acquisterà eCar, ma anche fondi per l'implementazione del traffico di microveicoli come segway, monopattivi e hoverboard.

Se si tiene conto anche del fatto che sparisce l'ecotassa sui motori diesel, si capisce come l'idea di mobilità sostenibile di questo governo sia formata principalmente da automobili e mezzi a motore a impatto zero o a basse emissioni.

Sicuramente è meglio una macchina elettrica rispetto a una con un motore tradizionale, ma la visione di città e interi Paesi più a misura d'uomo è davvero a rischio di svanire nel nulla.