Azotemia: perché è importante fare attenzione a questo valore del sangue

Quando parliamo di azotemia indichiamo la concentrazione di azoto non proteico presente nel sangue e riflette la presenza di urea in maggiore concentrazione rispetto ad altre sostanze azotate. Ma cosa significa avere alto o basso questo valore? E quando ci si deve preoccupare? Ecco come alleviare il fegato che ne è protagonista.
Valentina Danesi 24 Agosto 2020
* ultima modifica il 23/09/2020

Hai mai sentito parlare di una sostanza che ti indica la quantità di azoto nel sangue? Ecco, è l'azotemia. Ma i suoi valori cosa indicano? E possono essere spia di quali patologie?

Cos’è 

L’azotemia ti indica la concentrazione di azoto non proteico presente nel sangue e riflette principalmente il contenuto di una sostanza, l’urea, presente in maggiore concentrazione rispetto ad altre sostanze azotate. La produzione di urea avviene principalmente nel fegato e viene eliminata dai reni tramite le urine, mentre una piccola parte viene riassorbita. Quando i valori di azotemia sono troppo alti o troppo bassi questo può dipendere anche da altri fattori come un eccessivo esercizio fisico o una dieta troppo ricca di proteine. Per questo motivo di norma viene prescritto anche un altro esame, che verifica la quantità di creatinina presente nel sangue, molto più preciso nel diagnosticare un cattivo funzionamento o una malattia dei reni perché non influenzato da condizioni esterne, per esempio dall’alimentazione.

I valori normali

Se sei sano e pratichi una dieta equilibrata l'azotemia varia nell'intervallo 22-46 mg/dl. Questo dato fa riferimento alla concentrazione plasmatica di urea. Alcuni laboratori utilizzano metodi diversi per l’analisi, guardando alla concentrazione dell'azoto ureico (BUN) che costituisce circa la metà della molecola di urea. In tal caso i valori fisiologici di azotemia sono compresi nel range che va da 10,3 a 21,4 mg/dl.

Azotemia alta 

Se hai un elevato tasso ematico di azoto ureico non significa per forza che la tua funzionalità renale è bassa o compromessa. Infatti, chi segue una dieta iperproteica o chetogenica, spesso ha livelli di azotemia vicini al valore massimo ritenuto normale. In particolare se l'assunzione di acqua è ridotta. Al contrario, l'elevata sintesi di metaboliti proteici può essere compensata da un’elevata assunzione di liquidi che da un lato aumenta l'eliminazione urinaria di urea e dall'altro abbassa la concentrazione nel sangue. L’innalzamento dei valori potrebbe essere causato da:

  • malattie renali acute o croniche (come la glomerulonefrite cronica e le pielonefriti)
  • ostruzione delle vie urinarie (es. calcoli renali)
  • ridotto apporto di sangue ai reni (es. scompenso cardiaco, shock, ustioni, emorragie e traumi).

A cui possiamo aggiungere in alcuni casi:

  • diete iperproteiche
  • digiuno
  • attività sportiva o lavorativa che causa un notevole catabolismo muscolare (l'organismo usa le proteine come fonte energetica)
  • gravidanza (per la maggiore richiesta di proteine)
  • alcune malattie infettive gravi (leptospirosi, tubercolosi renale e pielonefrite)
  • cirrosi
  • gotta
  • terapie con farmaci che aumentano il catabolismo come i cortisonici
  • emorragie gastrointestinali
  • diabete scompensato
  • disidratazione
  • ustioni estese.

Azotemia bassa

Se invece i valori di azotemia inferiori a quelli normali si tratta di un problema poco comune e può essere dovuto a:

  • alcune malattie del fegato come epatiti e grave insufficienza epatica
  • nefrosi
  • eccesso di idratazione
  • dieta povera di proteine
  • digiuno prolungato
  • gravidanza
  • malnutrizione.

Quando preoccuparsi 

Il test (un semplice prelievo di sangue) può essere prescritto per un normale controllo di routine o in caso ci siano i seguenti sintomi di insufficienza renale o di epatite:

  • stimolo frequente a urinare
  • necessità di bere spesso anomalie nell'urina
  • dolore alle articolazioni dolore alle ossa
  • mal di schiena frequenti
  • crampi muscolari
  • sensazione di gambe affaticate
  • stanchezza e spossatezza problemi durante il sonno
  • pressione alta (ipertensione arteriosa)
  • diminuzione o scomparsa dell’appetito
  • gonfiore (localizzato soprattutto alle estremità, come mani e piedi)
  • prurito immotivato.

Fonti| Fondazione italiana del rene, Humanitas, ISS

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