Batterie per auto elettriche, l’innovazione spinge sull’acceleratore: ecco le soluzioni più promettenti

L’industria automobilistica sta attraversando una fase decisiva nel processo di transizione verso la mobilità elettrica di massa, necessaria per tagliare le emissioni di inquinanti e cercare di raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima. La partita fondamentale si gioca sulla batteria, il cuore delle auto elettriche.
Federico Turrisi 15 settembre 2020

Le auto a benzina e a gasolio sono destinate ad andare gradualmente in pensione. Il futuro è elettrico. Secondo le stime di Bloomberg New Energy Finance, il 57% delle nuove immatricolazioni nel 2040 sarà di autovetture a zero emissioni, che sorpasseranno così quelle alimentate con motori termici.

Certo, per rinnovare il parco circolante occorrerà molto tempo. Ma sarà comunque molto importante supportare la transizione verso l'elettrico con le adeguate infrastrutture. Tradotto, ci vorranno molte più colonnine di ricarica lungo la rete stradale, sia in città sia fuori. Già su quest'ultimo aspetto l'Italia è piuttosto indietro e non regge il confronto con un Paese come la Norvegia, dove le auto elettriche e ibride hanno una quota di mercato superiore al 70%, nonostante il paese scandinavo sia il primo produttore europeo di greggio e di gas naturale. L'aspetto più importante riguarda però l'innovazione sulle batterie, il vero cuore dell'auto elettrica, tema su cui ci siamo concentrati in passato. La ricerca scientifica e tecnologica sta facendo passi da gigante per migliorare l'efficienza degli accumulatori di energia elettrica, allungare la loro vita, aumentarne la densità di energia e renderli più economici.

La batteria da 1000 chilometri di autonomia

Per esempio, l'azienda cinese CATL (China Contemporary Amperex Technology), ovvero il più grande produttore al mondo di batterie per auto, ha annunciato che sta lavorando a una nuova tecnologia che permetterà di integrare le celle della batteria con il telaio di un'auto elettrica, eliminando gli involucri tradizionali che rendono i sistemi di accumulo dell'energia particolarmente ingombranti. Il grande vantaggio offerto da questa soluzione è quello di poter caricare un numero superiore di celle su un solo veicolo, estendendone l'autonomia anche fino a mille chilometri.

Sarebbe un'autentica rivoluzione per la mobilità elettrica e gli automobilisti potrebbero dire addio alla cosiddetta range anxiety, letteralmente l'ansia da autonomia, ovvero la paura di non trovare lungo il percorso una stazione di ricarica e di non riuscire a raggiungere la propria destinazione. In più, l'innovazione proposta dall'azienda cinese permetterebbe ai produttori di batterie di lavorare a stretto contatto con le case automobilistiche già nella fase di progettazione. Per il presidente di CATL, Zeng Yuqun, questa nuova tecnologia potrebbe essere lanciata entro il 2030.

La batteria che si ricarica in 15 secondi

Altro fattore che scoraggia l'acquisto di un'auto elettrica è il tempo di ricarica, considerato ancora molto lungo. Non c'è confronto con un pieno dal benzinaio. Attualmente la durata di ricarica di una batteria di taglia media da 40 kWh è molto variabile: si va da una ventina di minuti con la ricarica super-fast a 12 ore servendosi di un'utenza domestica con una potenza del contatore pari a 3 kW.

Anche in questo caso potrebbe cambiare le cose la tecnologia a cui sta lavorando il produttore di ultracondensatori Skeleton Technologies insieme al Karlsruhe Institute of Technology. I ricercatori mirano a sviluppare una batteria al grafene con un tempo di ricarica di soli 15 secondi. E non è finita qui. Al tempo di ricarica estremamente breve si aggiungerebbe la capacità della "superbatteria" di sopportare centinaia di migliaia di cicli di ricarica. Un cambiamento che, se dovesse avverarsi, potrebbe incidere in maniera determinante sul successo delle auto elettriche, a scapito di quelle tradizionali a benzina o diesel.