Bologna “città 30”, sarà il primo capoluogo di regione in Italia. Cosa significa?

Da giugno 2023, Bologna sarà città 30. E’ il primo capoluogo italiano che introduce il limite dei 30 Km/h sulla maggior parte delle sue strade, oltre quelle del centro storico. Torino sta pensando di seguire a breve l’esempio.
Valentina Rorato 24 Novembre 2022

A Bologna si cambia ritmo. Da giugno diventerà la prima “città 30” d’Italia. Che cosa significa? Il capoluogo dell'Emilia-Romagna ha deciso di introdurre il il limite di 30 Km/h nella maggior parte delle sue strade, oltre quelle del centro storico dove è già in vigore. Soltanto alcune resteranno a scorrimento veloce, con limite di 50 Km/h.

Il provvedimento è stato approvato con una delibera dalla giunta comunale, dando così il via al percorso che condurrà a questo obiettivo, che dovrebbe concludersi a giugno 2023 e che e prevede anche una fase di partecipazione dei cittadini tramite gli incontri dei Laboratori di quartiere e delle categorie interessate.

L'iniziativa bolognese, però, va inserita in un contesto più ampio: l’Unione Europea hanno indicato l’obiettivo “zero morti sulle strade” entro il 2050 e diverse città europee, come Bruxelles e Parigi, stanno adottando il modello di città 30, proprio per ridurre gli incidenti, mentre la Spagna non ha lasciato la libera scelta ai comuni, ma ha emesso una legge a livello nazionale.

Secondo quanto riferisce il Comune di Bologna, “la sicurezza stradale è inoltre una delle condizioni necessarie per favorire gli spostamenti a piedi e in bicicletta e ridurre l’uso di auto e moto. La realizzazione della Città 30 si iscrive pienamente negli obiettivi della Cities Mission delle città intelligenti e a impatto climatico zero entro il 2030, di cui Bologna fa parte insieme ad altre 8 città italiane, e offre una base essenziale alla realizzazione del progetto bandiera “Impronta verde”, poiché contribuisce alla creazione di una rete di spazi adatti alla mobilità lenta, ciclabile e pedonale, e alle relazioni di prossimità”.

Macro-azioni adottate da Bologna

  • Limite di velocità di 30 km/h per l’intera rete locale e residenziale. Resta il limite di velocità di 50 km/h per alcune direttrici stradali e sono istituire specifiche “zone residenziali” con limite di velocità di 10 km/h e precedenza ai pedoni su tutta la sede stradale in mancanza di marciapiedi e percorsi pedonali;
  • ridisegno delle strade, attraverso la progressiva diffusione di interventi fisici di moderazione del traffico e della velocità (come attraversamenti rialzati e colorati, dossi, segnaletica orizzontale integrativa) e ottimizzazione della sosta veicolare;
  • controlli, per la prevenzione dei comportamenti pericolosi e il rispetto del codice della strada;
  • comunicazione, promozione ed educazione stradale, per sensibilizzare e coinvolgere la comunità;
  • investimenti per la messa in sicurezza.

Torino

Il modello Bologna è vincente e anche Torino ha deciso di seguire l’esempio della città emiliana.  La decisione è stata presa dal Consiglio Comunale del capoluogo piemontese e riguarda tutte le strade cittadine “senza diritto di precedenza”. In questo modo il traffico dovrebbe essere più sicuro. “Torino aspira a diventare una città a 30 all’ora perché c’è la necessità di aumentare la consapevolezza dei cittadini del rispetto delle regole e della moderazione nella guida dei veicoli” – si legge nel testo della norma. Al momento il limite dei 30 km/h è in vigore solo nei controviali, mentre sulle altre strade il limite è di 50. Nelle strade a scorrimento, invece, si passerà dagli attuali 70 km/h a 50 km/h.

Fonte | Comune di Bologna