Calazio: un disturbo che si risolve quasi sempre da solo, gli impacchi sono inutili

Il calazio è una specie di pallina che si forma nella palpebra ed è causata da un’ infiammazione delle ghiandole di Meibomio. Non va schiacciato e gli impacchi caldi, freddi o a base di erbe sono assolutamente inutili. Di solito regredisce da solo in poche settimane. Per trattarlo si possono usare antiinfiammatori o pomate antibiotiche. Nei casi, rari, in cui non guarisse da solo si può optare per un intervento ambulatoriale.
Angelica Giambelluca 20 Aprile 2020
* ultima modifica il 20/04/2020

Il calazio è una specie di pallina (cisti) che si forma nella palpebra ed è causata da un’infiammazione delle ghiandole di Meibomio (si chiamano così in onore del medico tedesco Heinrich Meibom che le ha scoperte nel XVII secolo) che si trovano all’interno delle nostre palpebre e producono la parte lipidica delle lacrime. Il calazio non è causato da un’infezione batterica (come è invece il caso dell’orzaiolo) e quindi non è contagioso.

Cos’è

Il calazio è un problema molto diffuso, interessa uomini e donne tra i 30 e i 50 anni. In alcuni casi tende guarire spontaneamente nel giro di 2-8 settimane, senza bisogno di ricorrere ad alcun trattamento. Il calazio può essere esterno se insorge vicino al margine cigliare, oppure interno se è localizzato vicino alla congiuntiva, la membrana mucosa che ricopre la superficie oculare.
Quando l'infiammazione coinvolge più ghiandole di Meibomio si parla di calaziosi.

I sintomi

Di solito il calazio non è doloroso. Tra i principali sintomi segnaliamo:

  • Gonfiore della palpebra
  • Visione annebbiata
  • Fotofobia (fastidio provocato dalla luce)
  • Occhio arrossato
  • Difficoltà ad aprire le palpebre

Le cause

Non esistono cause specifiche del calazio. Fino a qualche tempo fa si credeva che potesse essere di origine infettiva, ma oggi questa idea è stata scartata anche se un’infiammazione già esistente potrebbe facilitarne l’insorgenza. Il calazio infatti può comparire in seguito all’orzaiolo (un’infezione di un follicolo ciliare con presenza di pus) soprattutto se questo disturbo non è trattato in modo corretto.

Il calazio può verificarsi anche per altre condizioni:

  • Blefarite: un’infiammazione delle rime palpebrali (le fessure che delimitano le due palpebre chiuse)
  • Acne rosacea: malattia cronica infiammatorio della pelle
  • Disordini alimentari, soprattutto consumo eccessivo di insaccati e dolciumi
  • Eczema (o dermatite): è una malattia della pelle molto diffusa con presenza di vescicole, desquamazione, arrossamento e prurito.

Il calazio, a differenza dell’orzaiolo, non è contagioso e non è doloroso. Nel caso in cui dovesse crescere molto potrebbe esercitare un'eccessiva pressione sulla cornea, la pellicola trasparente che riveste la superficie anteriore dell’occhio, provocando dolore.

La diagnosi

La diagnosi del calazio si ottiene facendo una visita oculistica.
In caso di lesioni ricorrenti è consigliato un esame istologico che permetta la diagnosi differenziale fra calazio, carcinoma sebaceo, carcinoma basocellulare e linfoma.

La cura

Per la cura del calazio i rimedi della nonna, come gli impacchi, sono inutili: la palpebra è un tessuto molto delicato e alcune sostanze potrebbero causare allergie o infezioni. Il calazio non va spremuto o sfregato con violenza.

Se non guarisce spontaneamente, dietro parere del medico, si possono assumere farmaci antiinfiammatori oppure unguenti o pomate antibiotiche. Se i farmaci non aiutano occorre optare per un piccolo intervento chirurgico che può fare solo un medico specializzato. La terapia chirurgica consiste in un'incisione seguita da un raschiamento. Per evitare cicatrici si interviene dall'interno della palpebra. L'intervento si esegue in anestesia locale e in regime ambulatoriale, ad eccezione dei bambini, che devono di essere sedati.

Quanto dura

Il calazio può guarire spontaneamente nel giro di alcune settimane. Se non si risolve da solo si può tentare con i farmaci e l’intervento chirurgico di cui ti abbiamo appena parlato.

Cosa evitare

Il calazio non va mai spremuto e non va mai strofinato. Gli impacchi sono inutili, sia quelli a base di acqua calda sia quelli a base di piante come la camomilla.

Per prevenire la formazione del calazio si possono seguire semplici regole di buon senso

  • Assicurati che gli oggetti che entrano in contatto con l’occhio (occhiali, lenti a contatto, etc) siano sempre puliti
  • Lavati sempre le mani prima di toccare le palpebre
  • Se sei predisposto al calazio, pulisci accuratamente ciglia e palpebre mattina e sera, usando delle salviette specifiche
  • Struccati massaggiando delicatamente le palpebre con dischetti di cotone imbevuti di struccante bifasico, ossia di un prodotto liquido formato da una parte acquosa e da una oleosa che si mescolano insieme
  • Segui una dieta alimentare povera di grassi e alcool

Fonte | Humanitas

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.