Coronavirus Covid-19: aumento esponenziale nei contagi, ma è davvero così? No, vediamo il perché

Da un giorno all’altro, il numero delle persone che avevano contratto il virus è cresciuto di oltre 15mila unità. Sembrerebbe una crescita record, se non fosse che si sapeva già. A cambiare non è stata infatti la velocità con la quale l’epidemia si sta diffondendo, ma il metodo di calcolo delle autorità cinesi che ora devono prendere in considerazione anche chi è asintomatico, su invito dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Giulia Dallagiovanna 13 febbraio 2020
* ultima modifica il 13/02/2020

Da un giorno all'altro il numero dei contagi per il Covid-19 è passato da 45.191 a 60.342. In 24 ore, l'aumento è stato di oltre 15mila casi. E pensare che fino a ieri sembrava che stesse rallentando la sua corsa e non si contavano più di 2mila nuove persone positive al giorno. Cos'è successo? Il virus ha ripreso velocità? È mutato ed è diventato più aggressivo? Niente di tutto questo: quei casi esistevano già, solo che prima non venivano contati. Le autorità sanitarie cinesi, come spiegava anche il Virologo Roberto Burioni su MedicalFacts, avevano deciso di considerare come infetti solo quei pazienti che presentavano i sintomi tipici dell'infezione, come tosse e febbre, lasciando dunque fuori dal conteggio tutti gli altri. Fino a quando l'Organizzazione mondiale della sanità non gli ha detto basta, rendendolo noto durante la conferenza stampa dell'11 febbraio.

Uno screenshot della mappa interattiva realizzata dalla John Hopkins University per monitorare la diffusione del Covid–19, per consultarla in tempo reale clicca qui

In poche parole, la Cina è stata caldamente invitata a rendere noti anche tutti quei casi che risultavano positivi ai test, pur rimanendo asintomatici o presentando solo manifestazioni lievi. Già perché un discorso che fino a questo momento è stato tralasciato è che ogni persona è diversa e ognuno ha il proprio sistema immunitario più o meno forte. È quindi normale che un'infezione di questo tipo, per qualcuno sarà più pericolosa e arriverà a provocare complicanze gravi, mentre per qualcun altro sarà poco più di un'infezione stagionale.

Ogni dato deve essere inserito in un preciso scenario, altrimenti è semplicemente inutile

Il problema è che anche se non starnutisci, tossici o non sei costretto a letto dalla febbre alta, potresti comunque risultare infettivo. Certo, l'eventualità che tu trasmetta il virus a qualcun altro è più rara, ma esiste. Per questa ragione, dovresti comunque rimanere in isolamento e soprattutto risultare nella conta dei contagiati, dal momento che è fondamentale capire quanto possa diffondersi questo nuovo Coronavirus.

In realtà è da tempo che gli esperti suggeriscono che i casi siano molti di più rispetto a quelli comunicati dal governo della Repubblica popolare. Anzi, l'Imperial College di Londra stimava, in un articolo dell'11 febbraio, che solo 1 malato su 19 venisse effettivamente sottoposto ai test, mentre gli altri si tendeva a ignorarli in quanto non presentavano segnali dell'infezione. Insomma, non ti vedo e quindi non esisti. Anche se naturalmente così non può essere. D'altronde, come ti abbiamo già ripetuto diverse volte, è difficile pensare che in una città sovraffollata e con una popolazione di 11 milioni, come è Wuhan, il virus abbia aggredito solo qualche decina di migliaia di abitanti.

È quindi presumibile che, a partire da oggi, i numeri diventino davvero importanti ma, come avrai capito, non devi farti impressionare: quei casi esistevano già, semplicemente ora lo sappiamo anche noi. E per averne la prova, basta guardare il numero di morti, cresciuto di "soli" 253 rispetto a ieri e il tasso di mortalità (o letalità, come sarebbe più corretto dire) è rimasto tra il 2 e il 3%, soprattutto nella provincia di Hubei, mentre nelle altre regioni della Cina e nel resto del mondo al momento è molto più vicino allo zero.

Per averne la certezza bisognerà però attendere ancora qualche settimana e capire se i nuovi ricoverati, che ora sono 6.074, riporteranno complicanze gravi e arriveranno al decesso oppure no. In ogni caso, quando leggi di una "cifra record" mantieni la calma e presta attenzione alle circostanze: ogni dato deve essere inserito in un preciso scenario perché abbia senso, altrimenti è semplicemente inutile allarmismo.

Fonti| John Hopkins University; "Coronavirus fatality rate estimated by Imperial scientists" pubblicato sul sito dell'Imperial College di Londra l'11 febbraio 2020 

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