“Corro per l’Italia, ma in Afghanistan ho lasciato il cuore”: la storia di Monica Contrafatto, da caporale maggiore ad atleta paralimpica

È diventata la quinta centometrista più veloce del mondo, alle Paralimpiadi corre per l’Italia, ma nel cuore ha ancora l’Afghanistan dove, impegnata in una missione di pace, viene colpita a una gamba da una bomba. Monica Contrafatto è un militare e un’atleta dallo smisurato coraggio.
Gaia Cortese 1 Settembre 2021

Se dovesse vincere una medaglia, la dedicherebbe all’Afghanistan, oggi più che mai. A dirlo è Monica Contrafatto, militare e atleta paralimpica che in questi giorni si trova a Tokyo per disputare le sue seconde Paralimpiadi.

Impegnata in una missione di pace in Afghanistan nel 2012, in un attacco alla base italiana nel distretto del Gulistan, nella provincia di Farah, il Caporale Maggiore dei Bersaglieri Monica Contrafatto, allora 31 anni compiuti da poco, subisce delle gravi lesioni alla gamba destra che le viene poi amputata.

Come racconta in questo articolo pubblicato da Adnkronos, dopo la prima bomba lanciata sulla base italiana, il Caporale Maggiore ricorda di essersi diretta d’istinto verso i mezzi, non verso il centro antimortaio, ed è qui che la seconda bomba la colpisce, cambiandole la vita.

Le schegge colpiscono la sua gamba destra, l’arteria femorale, l’intestino e una mano. La gamba destra le viene amputata, l’arteria femorale viene sostituita con la vena safena, l’intestino tolto per mezzo metro e, per “sistemare” la mano, viene utilizzato un osso della gamba. A questo si aggiunge anche un’embolia polmonare.

“Venni investita dalla onda d’urto dell’esplosione, tutto divenne grigio, non sentii male, nessun dolore, ma vidi il sangue. Tanto”, racconta il Caporale Maggiore Monica Contrafatto di quell’incidente. Per fortuna, ad evitarle la morte, ci ha pensato il collega Salvatore De Luca portandola lontano da quella pioggia di bombe.

Dopo l’amputazione, Monica deve superare una lunga convalescenza, ma è in quell’occasione che facendo zapping dal letto dell'ospedale militare, rimane folgorata nel vedere la diretta televisiva della finale dei 100 metri delle Paralimpiadi di Londra. Assiste alla vittoria di Martina Caironi, amputata come lei a una gamba appena sopra il ginocchio e da quel momento l’atleta paralimpica diventa il suo punto di riferimento, tanto da spingerla a voler prendere parte ad ogni costo alle successive Paralimpiadi. E sarà proprio così, perché per persone come Monica Contraffatto non esiste ostacolo che non si possa superare. Con la Caironi si ritroverà non solo nella stessa squadra Nazionale, ma anche sul podio a Rio, Martina con l'oro al collo, lei il bronzo.

Il corpo umano non è altro che un’impalcatura ciò che conta è quello che hai dentro.

Monica Contrafatto

Nel lungo percorso che ha portato Monica a questo traguardo c’è stata tanta determinazione. A pochi mesi dal suo incidente, Monica ha dovuto prendere confidenza con la sua prima protesi da cammino, per passare poi nel novembre del 2013 alla sua prima protesi da corsa.

Si allena, ma subisce un infortunio al ginocchio che la tiene ferma ancora un anno. Ma se non ti demolisce una bomba, non lo può fare un banale infortunio. Appena possibile, Monica riprende i suoi allenamenti e all’appuntamento con le Paralimpiadi di Rio 2016 vince la medaglia di bronzo nei 100 metri piani categoria T42, mentre nel 2018 fa sua la medaglia d'oro nei 100 metri piani agli Invictus Games di Sydney. Chissà cosa le porterà Tokyo 2020, forse un’altra medaglia da dedicare al Paese in cui a lungo è stata impegnata per una pace che ancora purtroppo sembra lontana.