Dal Climate strike in solitaria alle serate con il biglietto “ecologico”: la lotta per il Pianeta di Potito non si ferma mai

Il piccolo striker solitario che aveva smosso le coscienze di tutta Italia durante il Climate Strike di settembre continua il suo percorso ambientalista, questa volta offrendo una serata-cinema con pizza al posto di tre oggetti di plastica raccolti da terra. E ancora non pensa al prossimo climate strike.
Sara Del Dot 14 luglio 2020

Lo abbiamo conosciuto ormai quasi un anno fa, quando era stato l’unico del proprio paese, Stornarella, a scendere in piazza armato di cartellone durante il Climate Strike. Potito Ruggiero, il giovanissimo ambientalista pugliese, aveva dimostrato a tutti che l’autentica voglia di cambiare le cose può superare il bisogno di farlo in collettività, e così facendo aveva dato un messaggio fortissimo a tutti coloro che magari non avevano partecipato allo sciopero proprio per paura di essere da soli.

Diversi mesi e un lockdown dopo, la lotta ambientale di Potito prosegue, sull’onda anche della creatività che un ragazzino e i suoi amici può tirare fuori a seguito di interi mesi chiusi in casa.

Nel mese di giugno, infatti, lui e la sorella hanno organizzato delle serate per partecipare alle quali era sufficiente un biglietto “ecologico”, che consisteva in tre oggetti di plastica raccolti da terra. Un progetto che unisce divertimento e sensibilizzazione, di cui è lo stesso Potito a parlarci.

“Tutto è cominciato dopo una festa di fine anno che abbiamo organizzato con la nostra classe e i professori. Quella sera ci siamo ritrovati sotto casa mia, e nei giorni successivi abbiamo iniziato a incontrarci sempre, per giocare, mangiare insomma stare assieme, a volte preparando panini al pomodoro, altre volte ordinando la pizza. Pian piano ha iniziato a diventare un appuntamento di tutte le sere, così a un certo punto abbiamo pensato di fare qualcosa di diverso e anche più bello. Abbiamo pensato al cinema, ai giochi, alle cene, tutte serate a cui si poteva partecipare pagando un biglietto che in realtà era raccogliere tre oggetti di plastica da terra”.

Un gesto simbolico ma importantissimo, che Potito presenta come un normalissimo modo di stare insieme ai suoi amici ottenendo il massimo risultato con il minimo sforzo. E una volta riscosso il “pagamento”, raccoglierlo in un sacco e gettarlo via a fine serata, offrendo anche un servizio a cui ancora pochi riescono ad attribuire il valore che merita.

“Adesso si è fermato un po’ tutto perché è un periodo in cui si va in vacanza, ma lo abbiamo fatto per tutto il mese di giugno. I miei amici hanno partecipato molto volentieri, soprattutto quando organizzavamo la serata cinema e quelle con i giochi, o ancora quando ordinavamo la pizza. Io penso che ci credano veramente, perché sono gli unici ad aver accettato la richiesta di portare la plastica. Ma sono molto contento perché si vede che qualcuno mi ha ascoltato e di questo sono molto felice. E spero di convincere sempre più persone. Anche se sicuramente qualcosa cambierà solo quando le persone inizieranno a dispiacersi per l’ambiente che le circonda.”

E a casa sua che cambiamenti ha portato la sensibilità ambientale di Potito?

“Adesso a casa al posto del sapone liquido utilizziamo le saponette solide. Poi abbiamo abbandonato lo spazzolino in plastica e lo abbiamo sostituito con quello in bamboo o ancora con quelli in cui puoi sostituire solo la testina”.

Piccoli cambiamenti che, passo dopo passo, possono fare la differenza.

“Anche a scuola cominciavamo a usare le borracce un po’ tutti, non ho mai visto nessuno senza borraccia. Quando siamo rimasti tutti a casa non ho più saputo molto, solo che alcuni miei compagni di classe usano le bottiglie di vetro al posto di quelle di plastica.”

E per chi si chiede se per il prossimo Climate strike stia progettando qualcosa…

“Per adesso no. Spero solo che stavolta saremo in tanti.”