Dal Mit al Mims: il nuovo ministero delle Infrastrutture vuole mettere al centro la sostenibilità

Con il decreto di riordino delle attribuzioni dei Ministeri, il Mit (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) diventa Mims (Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile). “Il cambio di nome corrisponde ad una visione di sviluppo che ci allinea alle attuali politiche europee e ai principi del Next Generation EU”, ribadisce il neo ministro Enrico Giovannini.
Federico Turrisi 2 Marzo 2021

Non c'è solo la novità rappresentata dall'istituzione del Mite, il Ministero della transizione ecologica guidato dal fisico Roberto Cingolani. A comporre il governo italiano c'è anche il Mims, ovvero il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, guidato da una personalità di spicco come l'economista ed ex portavoce dell'ASviS (l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) Enrico Giovannini. Il Mims prenderà il posto del Mit, il vecchio Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La decisione è stata presa venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri con il decreto sulla riorganizzazione dei ministeri.

Un semplice cambio di nome oppure il desiderio di un cambio di passo? Come spiega lo stesso ministro Giovannini, "il cambio di nome corrisponde ad una visione di sviluppo che ci allinea alle attuali politiche europee e ai principi del Next Generation EU". La partita fondamentale del nuovo governo infatti si gioca sul Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza), ovvero su come spendere al meglio i fondi messi a disposizione dall'Unione Europea per affrontare la crisi post-pandemia e sostenere anche una ripresa all'insegna della sostenibilità e della digitalizzazione.

L’obiettivo è promuovere una forte ripresa economica del Paese che sia sostenibile anche sul piano sociale e ambientale, come indicato dal Presidente Draghi, che ringrazio per aver sostenuto la proposta di modifica del nome del Ministero", prosegue Giovannini. "Investimenti rapidi e consistenti, come quelli che stiamo programmando, in particolare con il Pnrr, devono produrre un rilevante effetto sul piano della competitività del sistema economico e di stimolo occupazionale nell’attuale congiuntura economica e in prospettiva. Il rafforzamento e l’ammodernamento delle reti infrastrutturali e del settore della logistica, l’investimento in infrastrutture sociali e nelle diverse aree del sistema dei trasporti devono accompagnare e accelerare le trasformazioni in atto nel mondo delle imprese e dei consumatori nella direzione della sostenibilità”.

Quali saranno i primi passi del nuovo ministero? Punto di partenza imprescindibile sarà l'apertura di un dialogo con gli operatori economici e sociali per identificare le azioni più idonee per accelerare tale cambiamento. Non sarà una sfida facile: pensiamo soltanto a una vera e propria patata bollente come la prolungata crisi della compagnia aerea di bandiera Alitalia. Non ci resta che fare gli auguri di buon lavoro al ministro Giovannini.