Dedica la sua tesi al suo donatore di rene: il segno di riconoscenza di Giuseppe Rossetti, quello di chi riceve un dono della vita

Il sentimento di riconoscenza verso chi anni fa gli ha donato un rene ha fatto sì che Giuseppe Rossetti, 27 anni, dedicasse la sua tesi al donatore. “A te che non ho mai conosciuto, ma che mi hai donato una parte importante di te” le parole che questo giovane ragazzo ha usato per dire “grazie” e per poter sensibilizzare sul tema quante più persone possibili.
Gaia Cortese 8 Novembre 2021

Donare un organo significa restituire la vita a chi è in attesa di un trapianto. Un gesto splendido, di profondo altruismo, ma assolutamente anonimo. La storia di Giuseppe Rossetti, 27 anni, che dedica la sua tesi a chi anni prima gli ha donato un rene, esprime il sentimento di riconoscenza che riempie ogni giorno la vita di chi ha ricevuto questo dono.

Appena venuto al mondo, Giuseppe è stato operato all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma per un’anomalia a un rene riscontrata  quando ancora era nella pancia della mamma. A 20 giorni dalla nascita quel rene gli è stato asportato e da allora Giuseppe si è dovuto sottoporre a continui controlli fino a quando, all’età di 12 anni, anche l’altro rene ha iniziato a dare problemi. Inizia la dialisi e si iscrive alla lista trapianti in attesa di un rene che possa cambiargli la vita. Una notte di gennaio, nel 2007, la famiglia di Giuseppe riceve la chiamata tanto attesa: c’è un donatore.

A quel donatore che gli ha cambiato radicalmente, Giuseppe ha dedicato la sua tesi di laurea in Ingegneria Civile e Meccanica dal titolo "Progettazione di un intervento di scavo e drenaggio".

"A te che non ho mai conosciuto, ma che mi hai donato una parte importante di te" sono le parole che Giuseppe ha voluto dedicare al suo donatore, immaginando che si sia potuto trattare di una ragazza o un ragazzo come lui che, donandogli una rene, gli ha permesso di vivere una vita migliore e di raggiungere un traguardo importante come la laurea.

"Non tutti conoscevano la mia storia – ha raccontato Giuseppe Rossetti in un'intervista su Ciociaria Oggi -. Quando mio padre ha visto la dedica mi ha proposto di postarla sulla pagina del Bambino Gesù, in segno di ringraziamento per quanto fatto. Un modo per sensibilizzare e per far capire che donare significa anche ridare vita. In realtà in me vive il mio donatore, è come se non fosse mai morto".