Dieci libri da leggere almeno una volta nella vita

Non ci sono scuse che tengano: alcuni libri, nel corso della vita, vanno letti. Libri che hanno fatto la letteratura, che raccontano storie senza tempo. In questo articolo ne troverai dieci.
Sara Del Dot 7 febbraio 2019

Ci sono storie, indipendentemente dal periodo storico in cui sono state raccontate, per le quali è sempre il momento giusto. Racconti di personalità particolari, a noi estranee eppure curiosamente affini, che racchiudono in sé tutte le peculiarità e le contraddizioni dell’essere umano. Sono storie in grado di regalarti un punto di vista diverso, seppure da te inconsciamente ben conosciuto, sulle diverse circostanze e situazioni che ogni giorno ti trovi ad affrontare.

Vite spesso fin troppo comuni, eppure incredibili nella loro umanità, nella contraddittorietà, nella fragilità, nella cui lettura viene spontaneo lanciarsi a capofitto, galleggiando con la mente tra le pagine di volumi che, senza se e senza ma, sulla tua libreria dovrebbero esserci. Per te, per la tua famiglia, per la tua casa, per chi avrà la fortuna, in futuro, di immergervisi completamente e scoprire qualcosa di più su se stesso, riemergendo con una nuova chiave di lettura del mondo.

Vuoi sapere quali sono? Eccone alcuni.

  1. Le ceneri di Angela, di Frank McCourt. Un’infelice infanzia irlandese raccontata attraverso gli occhi e le parole di un bambino che non ha conosciuto altro se non miseria, povertà e la capacità di vivere solo con ciò che capita.
  2. Pastorale americana, di Philip Roth. Una storia familiare gloriosa e decadente al tempo stesso che ha valso al suo autore il premio Pulitzer 1998.
  3. Cent’anni di solitudine, di Gabriel Garcìa Màrquez. Un viaggio attraverso ben sette generazioni della famiglia Buendìa, nel paese di Macondo, raccontate attraverso un realismo magico che cattura il lettore trasportandolo in quelle strade surreali piene di polvere e spiriti.
  4. I fratelli Karamazov, l’ultimo romanzo di Fëdor Dostoevskij. Capolavoro senza tempo e uno dei capostipiti della letteratura russa. Un’analisi profondissima dell’essere umano e delle sue contraddizioni, attraverso i personaggi dei tre fratelli Karamazov, ambientata nella Russia del XIX secolo.
  5. L’insostenibile leggerezza dell’essere, di Milan Kundera. Non sarai ancora arrivato a metà narrazione quando ti renderai conto di stare iniziando a mettere in discussione tutto ciò che pensavi dell’amore e delle dinamiche passionali che uniscono (e allontanano) gli esseri umani.
  6. Sostiene Pereira, di Antonio Tabucchi. Il risveglio di una coscienza sopita, il riscatto di un individuo che, in un periodo politicamente drammatico, deve capire qual è il suo posto, facendo una scelta.
  7. Il giovane Holden (The catcher in the rye), di J.D. Salinger. Un giovane ragazzo di buona famiglia, scocciato, arrabbiato, insofferente, diretto nei suoi pensieri seppure confuso sulla propria vita. Una perfetta rappresentazione di ciò che ciascuno di noi è stato, in un determinato momento della propria vita.
  8. Cuore di Tenebra, di Joseph Conrad. Un viaggio nell’Africa nera e nel colonialismo bianco, ma soprattutto nella mente umana e nelle sue fragilità, in un continuo barcamenarsi tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
  9. Follia, di Patrick McGrath. Una vera e propria storia d’amore ai tempi della psichiatria, che trova ragion d’essere soltanto nella follia che permea la passione dei due protagonisti, la moglie di un noto psichiatra e un suo paziente uxoricida.
  10. Il sentiero dei nidi di ragno, di Italo Calvino. Il sentiero immaginario di un bambino coinvolto nelle dinamiche sociali, conflittuali e a tratti drammatiche della crescita troppo veloce resa obbligatoria dalla quotidianità della resistenza ai tempi della Seconda guerra mondiale.