Dissenso su due ruote: critica mass e ciclonudisti per una protesta ecologica e “senza veli”

Centinaia, a volte anche migliaia, di biciclette sfilano lentamente nel centro città bloccando il traffico e attirando l’attenzione. È la critical mass, strumento di protesta pacifico che da quasi trent’anni affolla le strade di tutto il mondo.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
31 gennaio 2020

Un grande gruppo di persone in sella a una bicicletta attraversa le strade della città bloccando il traffico automobilistico. Un fiume di cittadini, uomini e donne, su due ruote che invade la città creando un po’ di disagio e sollevando l’attenzione (o il fastidio) di chi si imbatte in questa curiosa manifestazione. Già, perché sebbene a prima vista possa apparire come una gita in bicicletta tra amici (tanti amici), si tratta in realtà di una cosiddetta critical mass, ovvero una massa critica.

La critical mass consiste fondamentalmente in un raduno spontaneo di biciclette, tante biciclette, che sfilano lentamente per il centro della città bloccando il traffico e creando disagio, sempre pacificamente, con l’obiettivo di sollevare l’attenzione su varie questioni. Solo il nome di questo “strumento” di espressione di protesta e dissenso è piuttosto eloquente: il termine mass indica infatti un insieme compatto di persone, quello che deve essere la composizione del fenomeno, mentre critical indica la necessità di raggiungere un numero “critico”, ovvero decisivo per bloccare il traffico e attirare l’attenzione.

La prima critical mass è stata organizzata a San Francisco nel settembre del 1992 da Chris Carlsson, e a partecipare c’erano ben 48 ciclisti. In Italia questa pratica è approdata nel 1999, per la prima volta a Pisa, per poi diffondersi in varie città tra cui Milano, dove dal 2001 viene organizzata quasi settimanalmente diventando addirittura una sorta di attrazione turistica.

Il funzionamento è estremamente semplice e automatico. La critical mass infatti si organizza spontaneamente e in qualunque momento, non ha leader né gerarchie e a decidere il percorso (esclusi i casi in cui ne venga imposto uno dalle forze dell’ordine) sono tutti i partecipanti, indirizzati da coloro che si trovano in testa al corteo. La critical mass è assolutamente aperta e democratica e può partecipare chiunque sia in possesso di una bicicletta o di qualunque altro mezzo non inquinante come pattini o monopattino. Infatti, scopo della critical mass è anche promuovere uno stile di vita non inquinante, un modello di vita urbana pacifica, democratica e quanto mai necessaria.

World Naked Bike Ride

Una declinazione molto particolare della critical mass è il cosiddetto World Naked Bike Ride, la critical mass che si tiene a marzo e a giugno in cui tutti i partecipanti sono invitati a presentarsi “più nudi possibile”. Nata nel 2004, si tratta di una manifestazione di protesta pacifica “senza veli” su temi come la sicurezza stradale dei ciclisti, l’inquinamento e la sostenibilità, promuovendo soluzioni ecologiche e stili di vita sani che coinvolgano la presa di coscienza del proprio corpo. In ogni caso, come la classica critical mass questo tipo di protesta nuda può essere messo in pratica per accendere i riflettori su varie tematiche, al suono del motto “As Bare as you dare”, ovvero nudo quanto hai coraggio.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…