Per la giustizia, la legalità, la libertà: Libera e l’impegno sociale contro le mafie e la corruzione

Una rete fatta di realtà, associazioni, movimenti, cooperative e cittadini che da anni si impegna nella promozione di una cultura della legalità, nella creazione di comunità libere e nella rivalorizzazione di territori confiscati alle mafie.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
10 aprile 2020

A parole, essere “contro la mafia” è prerogativa di tutti. Anche se è difficile immaginare in che modo sia possibile agire nel concreto per contrastare un fenomeno che scorre nella terra e nelle strade del mondo, senza sosta, mietendo vittime e disgregando le comunità. Ci vuole coraggio, ci vuole volontà, ci vuole determinazione ma soprattutto ci vuole continuità.

Ed è proprio sulla base di questi principi che, a metà degli anni Novanta, grazie a Don Luigi Ciotti ha visto la luce “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.” Una vera e propria rete con l’obiettivo di unire tutti coloro che credevano in un mondo diverso, più libero, più giusto, in concretizzare la giustizia sociale e la legalità come principi fondamentali.

Il primo annuncio della nascita di Libera avvenne nel 1994, ma fu il 25 marzo 1995 che, nella sede della CGIL di Roma, fu ufficializzata la sua esistenza con l’approvazione dello statuto e la nomina di Don Ciotti di presidente nazionale.

Oggi Libera coordina 1600 realtà nazionali e internazionali, unite dal comune obiettivo di unire le comunità, contrastare la criminalità organizzata, promuovere i valori di giustizia e legalità, tutelare i diritti umani, non disperdere mai la memoria delle vittime delle mafie.

Di Libera fanno parte oggi tantissime realtà tra associazioni, movimenti, cooperative sociali, diocesi, parrocchie, istituti scolastici ed educativi e chiunque desideri essere parte di questa lotta continua, costante e necessaria che, come si legge sul sito dell’associazione, prima che “contro” è soprattutto “per”.

Cosa fa Libera?

Il primo grande traguardo dell’associazione, culmine di un percorso iniziato nel 1994, appena fu annunciata l’esistenza di Libera, che ha visto la partecipazione e il sostegno di milioni di persone, è stata la realizzazione di una legge (n. 109 del 7 marzo 1996) riguardante l’utilizzo a fini sociali dei beni confiscati dalle mafie. Un traguardo importante, uno dei pilastri della Rete che tra i suoi impegni concreti annovera anche attività agricole e sociali, appunto, sui terreni confiscati alle mafie per restituire dignità e utilità collettiva ai territori. Oltre a questo, la rete si occupa di educazione alla legalità democratica con Libera Formazione, percorsi di formazione come quelli estivi (E!State Liberi) o le visite nelle scuole, l’impegno contro la corruzione, campi di formazione e volontariato, progetti su lavoro e sviluppo, iniziative dedicate alla memoria con Libera Memoria, in ricordo delle vittime di mafia. A questo si lega la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il 21 marzo di ogni anno.

Negli anni, Libera è stata sempre più riconosciuta ufficialmente da vari enti e istituzioni nazioni e internazionali come una realtà socialmente utile, associazione di promozione sociale e anche come eccellenza italiana. Nel 2012 è stata inserita nella lista delle 100 ONG migliori al mondo da The Global Journal, oltre a essere riconosciuta da diversi enti e istituzioni.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…