Per il diritto alla salute garantito a tutti: Medicina Democratica e la lotta per la tutela dei lavoratori

Un movimento nato alla fine degli anni ’60 che da anni si occupa di tutelare la salute dei lavoratori troppo spesso sacrificata in favore degli interessi economici.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
17 aprile 2020

L’idea che chi lavora debba essere tutelato e protetto adeguatamente nel luogo in cui si reca e opera tutti i giorni potrebbe apparire ai nostri occhi quasi scontata. E se nella teoria è così, nella pratica lo è un po’ meno. Spesso infatti, nella storia lontana ma anche in quella recente, alla protezione dei lavoratori è stato anteposto il profitto, il denaro contro la salute di chi quel profitto contribuisce a generarlo. Per questo nel corso della storia si sono alternate lotte e battaglie anche molto combattute per garantire alle persone di lavorare in sicurezza, una scelta che troppo spesso non è stata data loro. È sufficiente pensare al caso amianto o all’ex Ilva di Taranto per capire che queste situazioni non si trovano molto lontane da noi. E che una realtà che si occupa della tutela e della salute di chi ogni giorno lavora per garantire la sopravvivenza propria e della propria famiglia sarà sempre necessaria sul territorio. Qualsiasi territorio.

Per questa ragione, ancora alla fine degli anni Sessanta ha visto la luce in Italia Medicina Democratica, Movimento di lotta per la salute. Nata come movimento nel ’68, diventata cooperativa dieci anni dopo e Onlus nel 2003, Medicina Democratica ha visto la luce grazie al professor Giulio Maccacaro, allora direttore dell’Istituto di biometria e statistica medica dell’Università di Milano. La particolarità e la forza di questo movimento è infatti la composizione: tra le sue fila infatti operano a titolo esclusivamente volontario medici, ricercatori, tecnici della prevenzione della sanità e altri soggetti interessati che per anni hanno lavorato a campagne, presentato proposte di legge, realizzando inchieste e rivendicando l’applicazione di norme troppo spesso ignorate.

Una storia lunga, ricca di battaglie che ha portato all’approvazione di diverse leggi (supportando parlamentari proponenti) e anche alla fondazione dell’Associazione Esposti Amianto, divenuta poi Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA).

Medicina Democratica ha lavorato molto sui cancerogeni professionali, operando a stretto contatto con i lavoratori per la raccolta dati di nocività da presentare per portare a modifiche radicali basate su dati oggettivi. Come si legge sul sito, il processo più grande al quale ha preso parte riconosciuta come parte civile è stato quello riguardante la ex Enichem ed ex Montedison di Porto Marghera, conclusosi in Cassazione con alcune condanne. Ma la lista è ben lunga. E ai processi si aggiungono i casi di difesa individuale di vittime di mobbing, disabili impossibilitati a lavorare a causa dei barriere architettoniche e varie altre forme di abusi a cui è importante non restare indifferenti.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…