Dolore all’impianto dentale: cos’è la perimplantite?

Una delle possibili cause di dolore a un impianto dentale è la perimplantite, un’infezione batterica che attacca il tessuto osseo che stabilizza l’impianto e che può determinare la perdita dell’impianto stesso.
Dott. Fabio Cozzolino Specialista in Implantologia e Parodontologia
19 Novembre 2020 * ultima modifica il 19/11/2020

La perimplantite agisce in modo simile alla parodontite, infatti entrambe colpiscono rispettivamente le strutture di supporto dell’impianto o del dente provocando riassorbimento osseo e determinando l’inevitabile perdita dell’impianto nel primo caso e degli elementi dentari nel secondo.

A cosa è dovuta la perimplantite

La causa principale della perimplantite è la presenza di batteri che compongono la placca e il tartaro. Questi attaccano l’apparato di supporto dell’impianto. Nella sua fase iniziale l’infezione interessa la gengiva che appare gonfia e sanguinante, poi si spinge in profondità causando il riassorbimento dell’osso attorno alla vite implantare.

La perimplantite che si presenta a osteointegrazione già avvenuta, anche anni dopo l’intervento di implantologia, è dovuta a un eccessivo accumulo di placca e tartaro causato da una cattiva o scorretta igiene domiciliare associata all’assenza di periodiche sedute di igiene professionale.

Se invece l’infezione si presenta nel post-intervento non si parla di perimplantite e a determinarla possono essere stati diversi fattori come l'insufficiente sterilizzazione del campo operatorio, la mancanza di stabilità primaria al momento dell'inserimento dell’impianto, il surriscaldamento dell’osso o ancora il sovraccarico occlusale della vite implantare nelle prime fasi di guarigione.

Infatti il temuto rigetto degli impianti non esiste, perché il titanio è perfettamente biocompatibile. Se tutto è stato eseguito correttamente da parte dell’operatore e del paziente non avremo infezione attorno all’impianto nelle settimane successive all’intervento.

In ogni caso la perimplantite è un processo abbastanza lento e se identificato in tempo è possibile evitare la perdita dell'impianto. Ricordiamo che quando l’impianto dentale si muove non può essere più recuperato in alcun modo ed è necessario rimuoverlo il più presto possibile per evitare di perdere ulteriore osso che aumenterebbe le difficoltà per sostituirlo con uno nuovo.

Sintomi di una perimplantite

Accorgersi nei tempi giusti della presenza della perimplantite è di fondamentale importanza, per mettere in campo il giusto trattamento terapeutico e salvare l’impianto dentale.

Grazie alle visite di routine il dentista può accorgersi subito se l’impianto dentale è a rischio a causa di un’infezione batterica.

Tuttavia ci sono dei sintomi a cui il paziente può prestare attenzione come:

  • sanguinamento spontaneo dalla zona interessata;
  • gonfiore;
  • dolore;
  • presenza di sapore metallico alla salivazione;
  • mobilità dell’impianto.

Se dovesse presentarsi uno di questi sintomi è di fondamentale importanza richiedere la consulenza di un implantologo per confermare o escludere la presenza di una perimplantite.

Come si cura

Il trattamento della perimplantite prevede la riduzione della carica batterica che in casi più semplici può essere fatto attraverso sedute di igiene orale professionale, mentre se l’infezione ha già attaccato l’osso che ospita l’impianto, è necessario agire attraverso una terapia chirurgica. Ricordiamo che strumenti come l’Air Flow con eritritolo oggi sono un valore aggiunto per la pulizia della superficie implantare.

Se la situazione è già molto compromessa infatti si procede chirurgicamente con la rimozione dell’impianto per eliminare l’infezione e rigenerare l’osso in cui verrà inserito il nuovo impianto dentale. Oggi esistono strumenti appositi detti estrattori implantari che permettono la rimozione di un impianto in modo atraumatico.

Post-intervento implantologia

Per evitare tutte le eventuali complicazioni di un intervento di implantologia dentale, compresa la perimplantite, è importante seguire attentamente tutte le direttive del proprio implantologo.

In particolare per evitare la formazione di un’infezione all’impianto dentale, il paziente deve impegnarsi nell’eseguire una scrupolosa igiene orale domiciliare. Ciò vuol dire che è necessario non solo spazzolare i denti in modo corretto per pulire le superfici dentali, ma anche eliminare eventuali residui di cibo nascosto nello spazio interstiziale utilizzando specifici strumenti come lo scovolino e soprattutto l’idropulsore.

Inoltre di fondamentale importanza per la prevenzione della perimplantite sono i controlli periodici programmati dopo l’intervento e le sedute di igiene professionale.

Odontoiatra parodontologo e implantologo, iscritto all’ordine il 23/06/1997 con N° TO 1968. Fondatore di Zerodonto, blog di odontoiatria con cui ha altro…
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.