Donate, assemblate o usate come biglietti di ingresso per un gospel: così si raccolgono le coperte per i senzatetto

Non è mai troppo tardi per donare delle coperte ai senza fissa dimora. L’inverno è ancora lungo e onlus e associazioni stanno ancora organizzando delle raccolte straordinarie per ricevere coperte, trapunte e sacchi a pelo. E lo fanno anche nella maniera più originale.
Gaia Cortese 10 Dicembre 2021

Coperte, trapunte e piumoni. Per un senza fissa dimora sono indispensabili per poter sopravvivere alle rigide temperature invernali. Nascono così diverse iniziative di onlus e associazioni di volontariato per farne dono ai più bisognosi, in maniera anche molto originale, ma si sa, il fine giustifica i mezzi e in questo caso, senza nessuna accezione machiavellica.

Domenica 12 dicembre, per esempio, presso l’Abbazia di Mirasole di Opera, in provincia di Milano, si terrà il concerto di Natale di Fondazione Progetto Arca: all’ingresso, l’unico biglietto richiesto è una calda coperta che la Onlus destinerà ai più bisognosi. Così, prima del concerto, l’ormai famoso “gospel con coperta” giunto alla sua ottava edizione, i volontari raccoglieranno coperte nuove o usate purché in ottimo stato, che saranno poi distribuite ai senzatetto ospiti delle strutture di accoglienza o ai senza dimora fissa incontrati per strada dalle unità mobili.

Il sopraggiungere dell’inverno si fa sentire anche nel Centro Italia e a Roma, il Progetto Akkittate, Arci Pianeta Sonoro e CSV Lazio hanno organizzato per sabato 11 dicembre dalle 16 alle 20 una giornata di raccolta straordinaria di sacchi a pelo e coperte per i senzatetto. La raccolta delle coperte avverrà presso la Casa del Volontariato di via Galilei, 57 e si potranno donare coperte, sacchi a pelo, materassini e stuoie, ma anche viveri e accessori per l’igiene personale.

Sempre a Roma, ma anche a Genova, anche la Comunita di Sant’Egidio raccoglie coperte e capi di vestiario: tutto quello che può essere distribuito ai poveri vicini o lontani viene stoccato e poi consegnato, mentre ciò che può essere acquistato come capo di abbigliamento vintage viene venduto utilizzandone poi il ricavato per sostenere attività e iniziative di cooperazione nel Sud del mondo.

E ancora, tornando alle iniziative più originali, c'è Sheep Italia, associazione nata solo due anni fa, ma che ad oggi è riuscita a distribuire ben 587 coperte ai senza fissa dimora. Come ci è riuscita? Chiedendo a più persone possibili di partecipare alla realizzazione delle coperte, semplicemente inviando uno o più quadratini di maglia che misurassero 15 cm per lato e che fossero realizzati ai ferri o all’uncinetto. Ricevuti i quadratini, un gruppo di volontarie dell’associazione si sono impegnate a unire tra loro i quadratini ricevuti per dare origine a calde e coloratissime coperte. La prima edizione è andata benissimo. E se la prima è andata così, perché non dovrebbe essercene una seconda?