El Día de los Muertos, la festa messicana Patrimonio dell’Umanità

El Día de los Muertos celebra il transitorio ritorno sulla terra dei parenti e dei cari defunti; é una ricorrenza molto antica e culturalmente ricca, tanto che l’UNESCO l’ha iscritta tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità, definendola una tradizione integrativa, rappresentativa e comunitaria.
Valentina Rorato 2 Novembre 2022

Si festeggia oggi, il 2 novembre, il Giorno dei Morti, ricorrenza che rende omaggio ai defunti e che affonda le sue radici nella religione cattolica e nella cultura ispanica. Esiste però un’altra festa importante, Día de los Muertos, molto sentita in Messico. La conosci? Devi sapere che non è l'"Halloween messicano" come a volte viene definito e non è neanche il nostro Giorno dei Morti.

Che cos’è

El Día de los Muertos è una festa messicana in cui le famiglie accolgono le anime dei loro parenti defunti per una breve riunione che include cibo, bevande e festeggiamenti. È una miscela di rituale mesoamericano, religione europea e cultura spagnola. La festa viene celebrata ogni anno dal 31 ottobre al 2 novembre. Mentre il 31 ottobre è Halloween, il 2 novembre è il Giorno dei Morti. Secondo la tradizione, le porte del paradiso si aprono alla mezzanotte del 31 ottobre e gli spiriti dei bambini (ovvero i piccoli mai nati o nati morti) possono ricongiungersi alle loro famiglie per 24 ore, mentre le anime dei bambini morti compiono questo viaggio il primo di novembre e gli spiriti dei defunti adulti possono fare lo stesso il 2 novembre.

È una ricorrenza così speciale da essere diventata dal 7 novembre 2003 Patrimonio dell’Umanità, considerata dall’Unesco una delle più antiche espressioni culturali dedicata alla morte.  Questa celebrazione annuale rappresenta un momento sacro e privilegiato di ricongiungimento dell'essere umano con i suoi antenati e, allo stesso tempo, un'occasione di convivenza, tra i membri della stessa comunità, e di espressione artistica.

Storia

La storia del Día de los Muertos è molto antica, perché risalire a circa 3000 anni fa, ai rituali in onore dei morti nella Mesoamerica precolombiana. Gli Aztechi e i Nahua, che vivevano in quello che oggi è il Messico centrale, avevano una visione ciclica dell'universo e consideravano la morte come parte integrante e sempre presente della vita. Le famose due facce della stessa medaglia.

Erano convinti che dopo la morte, le persone si recassero a Chicunamictlán, la Terra dei Morti. Solo dopo aver superato nove livelli impegnativi, un viaggio di diversi anni, l'anima riusciva finalmente a raggiungere Mictlán, l'ultima dimora. Nei rituali Nahua in onore dei morti, tradizionalmente tenuti ad agosto, i membri della famiglia fornivano cibo, acqua e strumenti per aiutare il defunto in questo difficile viaggio. Ciò ha ispirato la pratica contemporanea del Giorno dei Morti in cui le persone lasciano cibo o altre offerte sulle tombe dei loro cari o li dispongono su altari improvvisati chiamati ofrendas nelle loro case.

Alcune di queste usanze sono rimaste anche dopo la nascita della Chiesa cattolica romana. E, di fatto, la festa di Ognissanti e la festa dei defunti, celebrate nei primi due giorni di novembre, sono figlie di questa cultura.

Come si festeggia

Uno dei simboli della festa dei morti sono i calavera, i teschi decorativi realizzati a mano con lo zucchero o in argilla. Sono spesso disegnati con un sorriso ironico, per ridere della morte stessa. Prendono molte forme come caramelle di zucchero, decorazioni di argilla e la cosa più memorabile: la pittura del viso. I teschi di zucchero sono decorati e posti sulle ofrenda dei propri cari, ovvero gli altari che si devono allestire in casa con le offerte. In alcune comunità indigene la celebrazione si svolge nei cimiteri, decorando le tombe, facendo offerte sulle lapidi o addirittura pulendo le ossa.

Durante le feste contemporanee, le persone indossano comunemente maschere con teschi e mangiano zucchero filato modellato a forma di teschi. Il pan de ánimas dei rituali della Commemorazione dei defunti in Spagna si riflette nel pan dei morti, il tradizionale dolce da forno che prepariamo in Italia. Insomma, nulla a che vedere con Halloween.