Era allergico al vaccino anti-Covid ma si è fatto immunizzare lo stesso e in sicurezza: tutto grazie alla dose “frazionata”

Il giovane Imad Rouita era risultato positivo al polietilenglicole, ad oggi l’unico elemento presente nei vaccini mRna riconosciuto come potenziale allergene. I medici dell’Ospedale Angelo di Mestre gli hanno proposto la vaccinazione frazionata: una tecnica con cui ogni dose di vaccino viene divisa in tre iniezioni, somministrate a distanza di 20 minuti l’una dall’altra. Il giovane oggi è completamente protetto e non ha avuto alcuna reazione avversa.
Kevin Ben Alì Zinati 19 Ottobre 2021
* ultima modifica il 19/10/2021

Per lui, il vaccino anti-Covid poteva davvero diventare pericoloso.

Prima di presentarsi all’appuntamento per l’iniezione aveva fatto per scrupolo tutti i controlli e insieme ai medici aveva scoperto che la sua allergia a uno degli eccipienti contenuti nel vaccino l’avrebbe esposto a seri e rischiosi effetti collaterali.

Imad Rouita, giovane veneziano di 27 anni, tuttavia voleva vaccinarsi. Assolutamente.

La sua non è stata la reazione opposta rispetto a chi irrazionalmente sceglie di non immunizzarsi per paura o chissà cos’altro. Imad era consapevole che l’unico modo per proteggere se stesso e gli altri e limitare la diffusività di Sars-CoV-2 era procedere con la vaccinazione ma che c'erano dei rischi.

Così si è fidato della scienza e presso l’Ospedale Angelo di Mestre è riuscito a ricevere lo stesso e in totale sicurezza la sua dose grazie alla cosiddetta “vaccinazione frazionata”.

L’allegria all’eccipiente 

Imad è una delle quattro persone risultate effettivamente allergiche a un eccipiente del vaccino sulle oltre mille segnalazioni di sospetta allergia arrivate in queste settimane anche fuori dal territorio dell’Ulss 3 Serenissima veneta di cui fa parte l’ospedale dell’Angelo.

Da sinistra trovi il dottor Andrea Zancanaro, l’allergologo mestrino che ha proposto la vaccinazione frazionata, Imad Rouita e il primario di Medicina interna dell’ospedale Angelo Fabio Presotto. Photo credit: Ulss 3 Serenissima

Il giovane è risultato positivo al polietilenglicole (o Peg). È l’ingrediente che serve a stabilizzare la molecola del farmaco, è presente in una quantità microscopica e ad oggi è l’unico elemento presente nel vaccino mRna (quindi sia Pfizer che Moderna) riconosciuto come potenziale allergene.

Come ci aveva già spiegato la dottoressa Patrizia Bonadonna, rappresenta uno dei principali ingredienti di un lassativo molto diffuso per la preparazione degli esami in endoscopia.

Una dose in tre iniezioni 

Quando lo scorso il 23 luglio si era presentato al centro vaccinale di Mirano, il giovane aveva ricordato al medico con la siringa in mano di fronte a lui di aver avuto, in passato, una reazione allergica a questo lassativo ricco di Peg. Così tutto si è fermato, ma non in maniera definitiva.

Imad ha ricevuto entrambe le dosi di Pfizer grazie alla vaccinazione frazionata. Si tratta di una tecnica con cui i medici dividono ogni dose di vaccino in tre iniezioni, somministrate a distanza di 20 minuti l’una dall’altra.

Questo sistema ovviamente non altera l’efficacia del vaccino: una somministrazione più moderata e appunto frazionata, però, permette a chi lo riceve di tollerarne il contenuto con maggior facilità e senza incorrere in reazioni avverse importanti.

Al contrario della vaccinazione standard, quella frazionata deve avvenire necessariamente in ambito ospedaliero. Imad si è rivolto all’Ulss 3 Serenissima che l’ha dirottato presso l’ospedale all’Angelo di Mestre. Di fatto, il centro più indicato dal momento che oggi tra i primissimi presidi in Italia ad aver già vaccinato due persone risultate allergiche all’eccipiente del vaccino e che si appresta a “pungerne” un terzo tra qualche giorno.

Il 23 agosto, Imad ha così ricevuto la sua prima dose senza alcuna reazione o fastidio. Due settimane fa ha fatto la seconda dose, ancora una volta frazionata in tre parti e ancora una volta non riscontrando nessun effetto collaterale, nemmeno minino.

Via i dubbi

Imad ha tento molto che la sua storia venisse rilanciata perché voleva mandare un messaggio. La sua vaccinazione nonostante l’allergia all’eccipiente doveva rappresentare un ulteriore stimolo per rompere i dubbi e le paure che ancora pervadono moltissimi italiani.

Da sinistra l’allergologa Francesca Rizzo, l’allergologo Andrea Zancanaro, il primario di Medicina interna dell’Angelo Fabio Presotto, il giovane Imad Rouita, il dg dell’Ulss 3 Edgardo Contato e il direttore sanitario dell’Ulss 3 Giovanni Carretta. Photo credit: Ulss 3 Serenissima

“Non sono stato forzato da nessuno, anzi – ha raccontato – I miei amici mi dicevano di no, i miei genitori di , i medici mi hanno lasciato libero. Io volevo farmi subito il vaccino. Poi il pericolo di una reazione allergica mi ha per un attimo intimorito. Però con il monitoraggio fatto qui, ero sicuro che non mi sarebbe successo niente. Ai no vax e agli indecisi dico: vi ho dimostrato che le vostre paure sono infondate. Vale davvero la pena rischiare di non proteggersi?”.

Fonte | Ulss 3 Serenissima

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