Febbre dengue: quanto può essere pericolosa e come prevenire il contagio

La febbre dengue è un’infezione di origine virale trasmessa all’uomo da una zanzara. Il sintomo principale è la febbre.
Valentina Danesi 18 Settembre 2020
* ultima modifica il 18/09/2020

Un nome particolare, quasi esotico. Hai mai sentito parlare della febbre dengue? È un'infezione di origine virale, che può essere provocata da quattro patogeni simili tra loro e che vengono trasmessi all'uomo da una zanzara, in particolare quella della specie Aedes aegypti. Il sintomo principale è la febbre che può anche risolversi da sola nel giro di un paio di settimane. In alcuni casi però esiste il rischio che questa si trasformi in febbre emorragica.

Cos’è

Quando si parla di febbre dengue si sta diagnosticando una patologia che viene scatenata da quattro tipi di virus molto simili tra loro (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4). Ma come si viene contagiati? Il virus viene trasmesso da zanzare che hanno precedentemente punto un soggetto infetto.

Il virus rimane nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo, la zanzara può pungere, succhiare il sangue e poi trasmetterlo. La dengue è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Negli ultimi decenni, la diffusione della dengue è aumentata in varie regioni tropicali.

Le cause

A causarla è la puntura di una zanzara. Il virus non viene direttamente dall’insetto ma deve avere punto, in precedenza, un soggetto infetto. Non si trasmette quindi direttamente da persona a persona e le zanzare rimangono portatrici per tutto il loro ciclo vitale. Quindi, se una lo contrae potrà infettare chiunque punga da quel momento in poi.

I sintomi

Normalmente la malattia mostra febbre, anche elevata, entro i primi 5-6 giorni dalla puntura di zanzara. La febbre è accompagnata da:

  • mal di testa intensi
  • dolori agli occhi
  • forti dolori muscolari e alle articolazioni
  • nausea
  • vomito
  • irritazioni della pelle dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre

Una sintomatologia che ricorda molto quella dell’influenza, ma che è spesso assenti nei bambini.

La diagnosi

La diagnosi di norma viene effettuata basandosi sui sintomi, ma può essere fatta con più precisione con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue, quindi con un prelievo.

La cura 

La misura più efficace è, come avviene spesso, la prevenzione usando repellenti per le zanzare se si è esposti a zone a rischio. È importante eliminare tutti i ristagni d’acqua in prossimità delle zone abitate, e avviare campagne di disinfestazione che ne riducano la popolazione.

Questo è fondamentale non solo perché riduce il rischio di puntura ma anche perché non esiste un trattamento specifico per la dengue, e nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane. Le cure di supporto alla guarigione consistono in:

  • riposo assoluto
  • uso di farmaci che tengano sotto controllo la febbre
  •  somministrazione di liquidi al malato per combattere la disidratazione.

Purtroppo, l’aver contratto la dengue protegge la persona solo contro il virus che l’ha causata, ma non contro gli altri tre tipi virali. Quindi, se contrarrai una di queste quattro tipologie non significa che sarai immune anche alle altre.

Fonti| Epicentro ISS, Humanitas salute

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